gio 23 giu 2011
BMW porta in primo piano l’esperienza e la competenza degli operai più anziani con la “fabbrica per operai anziani”
Scritto da Amministratore - categoria: Varie[2] Commenti
Per anni si è continuato ad investire sui giovani lasciando da parte gli operai più anziani. Ma la casa automobilistica BMW cambia le regole e si muove in controtendenza.
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Perché non considerare l’affidabilità, la saggezza, l’esperienza accumulata in anni di lavoro una risorsa piuttosto che un difetto da sanare? La risposta a questa domanda sembra venire dalla Germania e da una delle sue principali case di produzione automobilistica, la Bmw. |
L’idea rivoluzionaria dell’azienda consiste proprio nel mantenere aperto il proprio stabilimento di Dingolfing ad una fascia di operai “anziani”, adattando i ritmi di produzione a questa categoria molto speciale di persone specializzate e appassionate di quel lavoro che hanno fatto per anni e che, secondo le regole della velocizzazione e della produttività, dovrebbero rinunciarci.
Lo stabilimento prevede postazioni di lavoro ergonomiche, ritmi di lavoro meno stressanti e anche delle sale per il relax dei dipendenti.
Con questa strategia l’azienda spera di mantenere il più a lungo possibile la preziosissima collaborazione di lavoratori maturi e pieni di esperienza, estremamente importante per il buon funzionamento del lavoro, affiancandoli alle giovani leve che in tal modo saranno guidate in modo ottimale da dipendenti fedeli, saggi e consapevoli.
Questo esperimento, che la Bmw spera di poter estendere quanto prima anche ad altri stabilimenti, ha il duplice vantaggio di mantenere dipendenti ben formati nel corso degli anni e di ovviare alle difficoltà incontrate nel reperire nuova manodopera.
Purtroppo nel corso degli anni questa tendenza si è sempre più abbandonata in favore dell’assunzione di giovani che, se non altro, pesano di meno dal punto di vista economico. Ma queste scelte sono state mascherate con le idee sulla maggiore efficienza e predisposizione all’innovazione da parte dei giovani, teoria non sempre vera tra l’altro. Ma aderendo a questi “dogmi” si è tralasciata l’idea fondamentale che nell’ambito della produzione aziendale anche la maturità e l’esperienza hanno da dire la loro; non conta solo la forza fisica.
Pertanto, anche se un gruppo di operai anziani potrebbe in qualche modo avere ritmi di lavoro più lenti, i risultati potrebbero essere migliori e più ponderati. E la Bmw vuole provare proprio questo, quindi ha detto basta ai pre-pensionamenti di persone che sono perfettamente in grado, e hanno anche molta voglia, di lavorare ancora per l’azienda.
Basta alle politiche forzate di ringiovanimento dello staff che per anni sono state alla base dell’organizzazione di molte aziende. Tali politiche, poi, il più delle volte si sono rivelate controproducenti per le aziende stesse in quanto se da un lato i manager hanno insistito tanto sullo “svecchiamento”, dall’altro poi hanno dovuto fare i conti con gli enormi costi che comporta la formazione di giovani operai senza esperienza.
Quindi perché non tener conto del fatto che molti anziani in età pensionabile hanno da dare ancora molto in termini di produttività e non hanno nessuna voglia di essere relegati all’inattività forzata? Perché non considerarli delle risorse preziose piuttosto che dei pesi inutili?
La strada intrapresa dalla famosa azienda tedesca sembra essere quella giusta e, sicuramente, non si può che sperare che faccia da apripista ad altre iniziative di questo genere nei diversi settori della produzione.



