Progetto “Sicurezza dovere assoluto, diritto intoccabile” – Roma, 21 e 22 maggio 2013.


L’Inail Lazio è da anni impegnato per la riduzione del fenomeno infortunistico, sia dal punto di vista morale che economico. Il compito non è semplice e richiede uno sforzo da parte di tutti gli interlocutori istituzionali affinché collaborino per diffondere sul territorio la cultura della sicurezza e della prevenzione del rischio lavorativo. In tale ottica, ci è sembrato giusto intervenire sul delicato terreno dell’educazione alla sicurezza, con la messa a punto in collaborazione con l’Istituto “Edoardo Amaldi” e con l’Associazione Culturale “Seven Cult” del progetto “Sicurezza dovere assoluto, diritto intoccabile”.

L’iniziativa nasce come progetto educativo territoriale in sinergia con le scuole, il cui scopo è quello di:

  • diffondere e promuovere più elevati livelli di consapevolezza sia sulle norme che sulle misure di sicurezza;
  • incrementare la percezione del rischio;
  • acquisire comportamenti sicuri attraverso l’interazione fra INAIL, Ente preposto alla sicurezza e alla prevenzione negli ambienti di vita e di lavoro e Scuola, luogo di formazione per cittadini responsabili.

Il progetto, che si avvale del teatro quale strumento primario di educazione, apprendimento, socializzazione e promozione del processo di interiorizzazione di regole e comportamenti corretti, si realizza attraverso 4 corti teatrali e 4 docu–film girati all’interno della Scuola, diretti dal regista F. D’Alessio con la partecipazione degli stessi studenti dell’Istituto sulle seguenti tematiche:

  • Sicurezza nella scuola in caso di pericolo (terremoto, incendio, etc).
  • Sicurezza nel percorso tra casa e scuola (utilizzo del motorino, norme stradali).
  • Sicurezza dei cantieri ubicati nei pressi o all’interno della scuola.
  • Sicurezza ambienti e barriere architettoniche.

Ne parleremo il 21 e 22 maggio p.v. , come da programma che alleghiamo qui di seguito:

Volantino sicurezza lavoroProgramma evento sicurezza lavoroProgramma sicurezza lavoro INAIL
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    Fino al 2015 ci sarà la possibilità di avere degli aiuti economici in caso di nascita di un figlio. Ecco cosa prevedere un comma della Legge Fornero.


    Aiuti economici neo mammeLa legge n° 92 del 2012 sulla riforma del lavoro è stata introdotta in via sperimentale fino al 2015, e dà la possibilità alla madre lavoratrice di richiedere dei voucher per poter acquistare dei servizi di baby sitting. Tale possibilità si ha a partire dalla fine del congedo di maternità per 11 mesi,

    Posso fare richiesta dei voucher le seguenti madri:

    • se sono lavoratrici dipendenti;
    • se sono lavoratrici iscritte alla gestione separata;
    • se sono libere professioniste, (che non risultino iscritte ad altra forma previdenziale obbligatoria e non siano pensionate).

    Devono però trovarsi nelle seguenti situazioni:

    • oltre gli 11 mesi che incominciano dopo il periodo di congedo obbligatorio di maternità;
    • non devono aver usufruito ancora di tutto o parte del periodo di congedo parentale;
    • devono essere gestanti, la cui data presunta del parto è fissata entro i quattro mesi successivi alla scadenza del bando per la presentazione della domanda.

    Le lavoratrici già madri possono presentare la domanda anche per più figli. Devono presentare una domanda per ogni figlio/nascituro (in caso di gravidanza plurima) purché ci siano i requisiti sopra esposti.
    Sono escluse le lavoratrici impiegate nel settore pubblico.

    Il contributo può essere di due tipi:

    1. contributo per far fronte alle spese della rete pubblica dei servizi per l’infanzia;
    2. voucher per l’acquisto di servizi di baby sitting.

    L’importo è di 300 euro al mese per un massimo di 6 mesi.
    Le lavoratrici part-time avranno un contributo adeguato alle ore di lavoro non effettuate.

    Il contributo viene erogato in due modi:

    1. direttamente alla struttura scolastica che deve essere una di quelle inserite in un apposito elenco presente sul sito dell’Inps. Quindi bisogna assolutamente controllare che il nome della struttura scelta sia in elenco altrimenti non ci sarà alcuna possibilità di ricevere il contributo;
    2. alla madre per pagare il servizio di baby sitting con dei buoni lavoro. La madre dovrà recarsi alla sede Inps indicata nei documenti per ritirare i voucher, e li potrà utilizzare entro la data di scadenza purché comunichi il loro utilizzo all’Inps o a all’Inail.

    Sul sito Inps sarà possibile trovare la domanda da compilare che deve essere presentata attraverso lo stesso sito accedendo tramite PIN.

    Per chi non se la sente di affrontare da sola questo particolare aspetto burocratico, consigliamo di rivolgersi ad un consulente del lavoro che sicuramente saprà dare tutto l’aiuto di cui si ha bisogno.

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      Nonostante la crisi del lavoro sia ancora profonda ed in pieno sviluppo, sono state introdotte interessanti agevolazioni con la Riforma Fornero che offre agevolazioni e sgravi fiscali per le nuove assunzioni.


      Crisi lavoro giovaniIn Italia un giovane su quattro non lavora, non studia e non sta seguendo corsi professionali. Per definire questa categoria di persone esiste l’acronimo inglese “Neet” (not in education, employment or training). Il tasso di disoccupazione non è in crescita solamente in Italia, si stima infatti che sia in aumento in tutto il mondo e che dovrebbe raggiungere 12,8 entro il 2018. Dietro questi numeri si celano giovani sempre più scoraggiati e posti di lavoro sempre più precari e sottopagati che non consentono stabilità e non permettono alle nuove generazioni di costruire vite completamente indipendenti dai nuclei familiari di origine.

      Si pensi che in Italia si sono contati 5,7 milioni di disoccupati ma tra questi 2,8 milioni sono effettivamente in cerca di lavoro mentre 2,9 milioni sono scoraggiati, ossia talmente frustrati dalle condizioni del mercato del lavoro che non cercano nemmeno più nonostante internet offra molte possibilità attraverso motori di ricerca di offerte di lavoro.

      E’ evidente che questi dati sottolineano l’esigenza di politiche miranti alla crescita e non solo all’austerità necessaria per sanare i debiti di Stato. Nonostante la crisi economica e le politiche incerte in Italia qualche provvedimento è stato avanzato dal Governo in materia di lavoro ed è bene conoscere queste iniziative per potersene avvantaggiare come privato e come azienda.

      Dal primo gennaio 2013, grazie un decreto voluto dall’ex ministro Elsa Fornero, i datori che decideranno di assumere donne otterranno un sgravio fiscale pari al 50% dei contributi dovuti per la nuova lavoratrice. Questo incentivo ha durata 12 mesi ma può essere prolungato fino a 18 se il datore dimostra di aver trasformato il contratto di lavoro in un’offerta di lavoro a tempo indeterminato.

      Questo incentivo è applicabile per l’assunzione di donne prive di regolare retribuzione da almeno sei mesi, residenti in regioni “disagiate” (quindi aventi contributi europei) oppure in caso di assunzioni in settori caratterizzati da ampia disparità di genere.

      Incentivi lavoro Riforma ForneroIl Decreto Legge ha lo scopo d’incentivare l’occupazione femminile, attenuando le disparità di genere che ancora colpisce il gentil sesso. Allo stesso tempo questo decreto può favorire le aziende che potranno acquisire nuove risorse con un minor peso fiscale, almeno per i primi tempi. Le agevolazioni verranno distribuite in quei settori dove la disparità sessuale è più marcata. In particolar modo dovrebbero essere erogate nel settore delle costruzioni e delle industrie dove il tasso di disparità uomo-donna è al 44-45% circa.

      La legge n. 30 del 2003 (Legge Biagi) e la Riforma Fornero hanno condotto indirettamente ad una diminuzione dei lavori a tempo indeterminato che ormai costituiscono meno della metà delle offerte lavorative in Italia. La restante maggioranza delle posizioni lavorative italiane sono precarie, instabili, a termine e mal retribuite. Ne deriva un’ampia porzione di cittadinanza con scarso o nullo potere d’investimento ed un conseguente stallo dell’economia.

      Il nuovo Governo Letta, succeduto a quello di Monti, ha parzialmente ammesso gli errori commessi dai Tecnici. Nei prossimi mesi si preannunciano nuovi decreti e riforme in merito al mondo del lavoro, intanto Cesare Damiano – neo eletto presidente della Commissione Lavoro di Montecitorio – ha stabilito l’urgenza di stanziare fondi per la Cassa integrazione in deroga (verrà stanziato 1 miliardo e mezzo di euro nel 2013) e di riformare il già riformato sistema pensionistico. Proprio in merito alle pensioni (e conseguentemente al problema degli esodati) si sta pensando ad un sistema più graduale e flessibile, maggiormente capace d’intervenire in salvaguardia dei lavoratori.

      Incentivi contributivi sono stati recentemente riconosciuti ai lavoratori svantaggiati, di età non inferiore ai 50 anni e disoccupati da almeno 12 mesi. Il decreto è molto importante perché, se si pensa che il lavoro scarseggi per tutti, è anche vero che le offerte di lavoro dopo una certa età sono veramente poche.

      La legge definisce anche i casi in cui l’incentivo non sarà stanziato:

      • qualora l’assunzione sia frutto di un obbligo precedente (stabilito da legge o contratti collettivi);
      • se l’assunzione viola il diritto di precedenza rispetto ad un lavoratore licenziato;
      • se il datore di lavoro ha in atto procedure di crisi aziendale (salvo il caso in cui si stano assumendo persone con professionalità differenti dai lavoratori temporaneamente sospesi o cassintegrati);
      • il contributo non sarà stanziato per lavoratori licenziati dalla stessa azienda nei sei mesi precedenti;

      Lavoratori precariOltre agli incentivi appena descritti, lo Stato italiano aveva previsto – entro marzo 2013 – delle somme di denaro per le aziende che avessero deciso di trasformare posizioni contrattuali precarie per i giovani in posizioni lavorative a tempo indeterminato. Concretamente sono stati offerti 12mila euro pro-capite per le assunzioni a tempo indeterminato di giovani sotto i 30 anni e donne di qualsiasi età. Quella appena descritta è stata un’ottima iniziativa da parte dell’INPS e del Ministero del Lavoro italiano, tuttavia non sufficiente a risolvere su larga scala il problema della disoccupazione e del lavoro precario. Il fondo stanziato era di 230 milioni di euro e non potevano essere erogati su nuove assunzioni, ma solamente sulla trasformazione in tempo indeterminato di contratti precari pre-esistenti.

      Il decreto prevedeva anche incentivi, meno sostanziosi ma certo non meno allettanti, anche per lavori a tempo determinato. Si trattava di 3 mila euro per offerte di lavoro tra 12 e 18 mesi, 4 mila euro per durate contrattuali tra 18 e 24 mesi e 6 mila euro per i contratti più duraturi di 24 mesi.

      Il bonus poteva essere erogato anche più volte in favore dello stesso datore di lavoro, ma per un massimo di dieci assunzioni.

      E’ del tutto auspicabile che il Governo promuova nuovi interventi analoghi in modo tale che il mercato del lavoro possa smuoversi e non manchino più offerte e speranze per i giovani e per tutti i cittadini, troppo spesso costretti ad accontentarsi o a rimanere disoccupati.

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