Corso pubblico per infermieri professionali presso la società Ad Personam del Comune di Parma e all’estero presso la società Best Personnel nelle sedi di Dublino e Bray.


Concorsi infermieri professionaliOpportunità per il settore infermieristico, si ricerca personale da inserire in aziende sanitarie. Nello specifico, la società Ad Personam del Comune di Parma è alla ricerca di 25 Collaboratori Professionali Sanitari. Ecco i requisiti richiesti:

  • laurea delle Professioni Sanitarie in Scienza Infermieristica o titoli equipollenti;
  • 12 mesi di esperienza come collaboratore sanitario;
  • iscrizione all’IPASVI Federazione Nazionale Colleghi Infermieri;
  • cittadinanza italiana o in uno Stato UE, idoneità fisica e godimento dei diritti civili e politici;
  • conoscenza base del computer e dell’utilizzo dei software più comuni;
  • conoscenza elementare di almeno una lingua straniera tra inglese e francese.

La posizione sarà regolamentata da un contratto a tempo indeterminato con uno stipendio lordo annuo pari a 21.166,71 Euro (categoria giuridica D1).

La scadenza per iscriversi e partecipare al concorso è prevista per l’11 settembre 2014, è possibile scaricare il bando completo al seguente link: Concorco pubblico per Infermiere Ad Personam.

Per chi invece desidera fare un’esperienza lavorativa all’estero, è alla ricerca di personale infermieristico la società Best Personnel nelle sedi di Dublino e Bray. Tutti i dettagli sono disponibili ai seguenjti link:

Per le candidature è possibile inviare il proprio curriculum (in inglese) completo di referenze al seguente indirizzo: ana.campos@bestpersonnel.ie.

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    La Strategia del Colibrì, il manuale per un eco-attivista fautore del risparmio e del rispetto per l’ambiente. Una guida utile, ricca di spunti interessanti per modificare il proprio stile di vita traendone benefici non solo in termini monetari, ma anche di salute e rispetto per l’ambiente.


    La strategia del colibrìLa Strategia del Colibrì è a tutti gli effetti un manuale per un giovane eco-attivista, ricco di spunti di riflessione e consigli pratici riguardati il risparmio energetico ed il rispetto per l’ambiente.

    Il libro è stato scritto da Alessandro Pilo, laureato in Letteratura Latino-Americana presso l’Università di Sassari e con un dottorato in Letterature comparate che lo ha portato ad approfondire le sue conoscenze tra Sardegna (terra di origine) e il Cile.

    Le sua attività sono davvero molteplici e multi-culturali, in Portogallo ad esempio ha svolto un ruolo attivo in progetti di educazione ambientale collaborando per la realizzazione di orti urbani e progetti di transizione. Attualmente è impegnato nella città in cui vive, Budapest, dove porta avanti progetti di ecologia e attivismo in una scuola che si ispira al pensiero dello psicologo americano Carl Rogers.

    Dopo questa doverosa introduzione biografica, riassumiamo brevemente il contenuto del manuale sintetizzandone gli argomenti trattati. I capitoli in cui viene suddiviso il libro sono:

    1. Tra le Mura domestiche:
      dedicato a consigli pratici per rendere ecologicamente più efficienti le nostre abitazioni, adottando comportamenti o stili di vita che riducono fortemente gli sprechi e salvaguardano l’ambiente circostante.
    2. La città e il traffico:
      in questo capitolo si discute sui sistemi di trasporto urbano eco-sostenibili privilegiando i sistemi di trasporto alla base di una ipotetica piramide ecologica ad impatto ambientale crescente man mano che si procede dalla base al suo vertice.
    3. I cambiamenti climatici minacciano l’ambiente:
      sezione dedicata ai cambiamenti climatici ed ai loro effetti devastanti sulla natura e sull’intero genere umano. ” Un aumento di 1,5° delle temperature globali entro il 2080 potrebbe causare la morte per fame di 50 milioni di persone, di 200 milioni per malaria e di 2 miliardi per sete”
    4. Le 4 R:
      le 3 R vennero sviluppate dal movimento ambientalista che riassume 3 azioni basilari per essere più ecologici: riciclare, riutilizzare e ridurre. A questi 3 elementi va aggiunta una quarta regola proposta dallo stesso autore: ripensare.
    5. Il consumo critico:
      in questo capitolo si cerca di sviluppare il concetto del consumismo frenetico ed immotivato, dettato solo da case produttrici che spingono i consumatori a considerare un oggetto obsoleto anche se perfettamente funzionante.
    6. Un’alimentazione sana, pulita e giusta:
      consigli e informazioni sull’acquisto di prodotti biologici o senza pesticidi e sulle relative tecniche di produzione. Approfondimenti per aderire o formare Gruppi di Acquisto Solidale (GAS) che prediligono l’approvvigionamento delle risorse da produttori locali.
    7. Vestirsi senza denudare la Terra:
      sviluppo dell’idea del consumo consapevole, teso a soluzioni ecologiche anche nel settore dell’abbigliamento. Sviluppare una comunità di scambio di vestiti inutilizzati è un’idea molto diffusa all’estero, conosciuta sotto il nome di Clothing Swap.
    8. Viaggiare con giudizio:
      sempre più persone iniziano a sviluppare la concezione del viaggio lento e più “dolce” in quanto permette di gustare pienamente la propria vacanza salvaguardandone l’ambiente. Tale concezione nasce dallo sviluppo dell’idea che in una vacanza la parte più interessante è il viaggio, e non la destinazione finale!
    9. Oltre la globalizzazione
      Un modello economico basato sulla globalizzazione è di fatto dannoso per l’interesse collettivo in quanto aumenta le disparità sociali a vantaggio dei poteri più forti (multinazionali e uomini di potere). Ciò porta ad un effimero sviluppo economico a discapito dei paesi più poveri del Sud del mondo.

    Concludiamo con una breve scheda riepilogativa con il link diretto per l’eventuale acquisto.

    Copertina La strategia del colibrìLa strategia del colibrì. Manuale del giovane eco-attivista
    Autore: Alessandro Pilo
    Illustrazioni: Eszter Kiskovàcs
    Editore: Sonda
    Pagine: 200
    Anno: 2013
    Prezzo: 14 euro

    Info: www.sonda.it/la-strategia-del-colibri

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      L’Italia è ancora fanalino di coda per ciò che concerne la conoscenza della lingua inglese, che sembra di fatto un presupposto essenziale per operare attivamente nel mondo del lavoro.


      L’Italia si attesta nelle ultime posizioni della classifica europea della conoscenza dell’inglese. E’ quanto risulta dal rapporto EF EPI (EF English Proficency Index), il più ampio studio comparato sulla conoscenza dell’inglese nel mondo, messo a punto da EF Education First, l’organizzazione leader mondiale nell’ambito della formazione linguistica all’estero.

      Lo studio giunto alla sua terza edizione, si fonda su test effettuati dal 2007 al 2012, su 750.000 adulti provenienti da 60 Paesi.


      Indice di conoscenza dell’inglese EF 2013 – Copyright © EF Education First Ltd. All rights reserved

      In quest’ultima edizione l’Italia anche se migliora la sua competenza linguistica, lo fa solo leggeremente e non alla stessa velocità di altre nazioni, come la Spagna, ad esempio.

      A livello mondiale, guidano invece la graduatoria Svezia, Norvegia ed Olanda; il nostro paese relegata in posizione numero 32, dietro a Vietnam, Uruguay e Sri Lanka. Dopo di noi solo la Francia.

      Classifica mondiale conoscenza lingua inglese
      Indice di conoscenza dell’inglese EF 2013 – Copyright © EF Education First Ltd. All rights reserved

      E’ davvero un peccato che l’Italia non si impegni – o per lo meno non in modo sufficiente -  a modificare il livello linguistico dei suoi cittadini.

      L’inglese è ormai la lingua del marketing, della comunicazione, della tecnologia e delle scienze, e questo le aziende italiane lo sanno bene. Eppure la scuola sembra ancora ignorarlo in grande misura, così come le università risultano ancora poco collegate al mercato del lavoro, visto che moltissimi laureati in ingegneria o scienze hanno una conoscenza insufficiente dell’inglese professionale.

      Sicuramente qualcosa si sta cercando di fare. Ad esempio, dal 2014, una materia dell’ultimo anno delle scuole superiori di tutti gli indirizzi sarà insegnata in lingua inglese – anche se però purtroppo, molto spesso le capacità linguistiche degli insegnanti sono poco adeguate e le ore dedicate all’insegnamento di questa materia troppo limitate.

      Allo stesso modo, sempre più università stanno cercando di riformarsi inserendo un numero sempre maggiore di corsi e programmi in lingua inglese.

      C’è quindi sicuramente ancora molto da riformare e questo processo non sarà semplice visto che è ostacolato da una difficile situazione politica – un governo cronicamente instabile – ed economica e da una popolazione che invecchia.

      Ma modificare il trend attuale è improcastinabile o l’Italia perderà l’opportunità  di iniziare ad uscire dalla crisi economica ed occupazionale, che la attanaglia da fin troppo tempo ormai.

      Vi è infatti uno stretto legame tra abilità linguistiche della forza lavoro di una nazione e le sue prospettive occupazionali ed economiche. L’inglese è il motore delle esportazioni e l’Italia, grazie al made in Italy, sinonimo in tutto il mondo, di qualità e stile, ha molto da esportare. L’inglese è inoltre una delle chiavi per attrarre investimenti esteri ed  è stato dimostrato che in nazioni in cui l’inglese non è lingua ufficiale, fare impresa è più semplice se la conoscenza dell’inglese è buona.

      Il nostro paese non può temporeggiare o perderà i suoi giovani migliori ed intraprendenti, disposti a costruirsi una vita all’estero pur di non rinunciare al sogno di un lavoro interessante, dignitoso e ben pagato. Qualità che al momento scarseggiano nel mercato del lavoro italiano.

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