L’importanza delle certificazioni e delle attestazioni del livello di conoscenza della lingua inglese. L’Advanced Certificate è un attestazione prestigiosa rilasciata direttamente dall’Università di Cambridge, come acquisirla e come utilizzarla sul lavoro.


Esami Advanced Certificate di CambridgeOltre alle doverose burocrazie, il vero passaporto per essere cittadini del mondo è senz’altro la conoscenza di una lingua straniera, in particolar modo l’inglese.

Il poter comprendere e comunicare in maniera fluente l’inglese è un’abilità indispensabile per poter circolare tra i vari Paesi. La conoscenza di questa lingua straniera serve per poter trovare lavoro e garantire al viaggiatore di poter sempre esprimere le proprie richieste e necessità in una lingua che potenzialmente tutti conoscono, almeno nelle basi.

Ma al di là di una conoscenza scolastica e di livello sufficiente, spesso per molte posizioni lavorative e concorsi si richiedono vere e proprie certificazioni, attestazioni del livello di conoscenza della lingua ed in particolare l’Advanced Certificate.

Tra le altre, l’Advanced Certificate è un attestazione prestigiosa rilasciata direttamente dall’Università di Cambridge che richiede spesso la frequentazione di costosi corsi privati per poter essere conseguita.  Però, contrariamente a quanto si possa pensare, l’Advanced Certificate può essere conquistato anche con uno studio da “autodidatta”, approfondendo la conoscenza della lingua con libri dedicati, esercitazioni specifiche e tanta forza di volontà.

Approfondendo l’analisi della lingua inglese ci si rende spesso conto di quanto possano essere lacunose le nozioni scolastiche e di quante difficoltà possano emergere approcciando la lingua “reale”.

Pur ritenendo di conoscere a dovere l’inglese, l’essere in grado di superare l’esame può essere davvero tutt’altra cosa. L’Advanced Certificate richiede la competenza di sapersi esprimere in maniera fluente in inglese e di riuscire a comprendere e tradurre testi complessi, arrivando anche ad interpretarne a fondo il significato implicito. Il candidato deve poter comunicare su diversi registri linguistici, a livello colloquiale, professionale o accademico. Oltre alla skill “parlato”, lo studente deve dimostrare di saper gestire a dovere anche la lingua scritta, con dovizia di dettagli e capacità di approfondimento e disinvoltura. Insomma, il livello richiesto è alto e proprio per tali ragioni su questa certificazione si ripongono molte aspettative.

Il CAE (Cambridge Advanced English), non a caso, è riconosciuto dalle Università di moltissimi Paesi, non solo anglofoni,  ed è certificazione richiesta per accedere ad alcuni corsi d’istruzione superiore e per candidarsi presso alcune aziende.

Se anche tu stai pensando di conquistare l’Advanced Certificate sappi che non sarà una passeggiata, bensì un percorso ricco di difficoltà ma foriero di grosse soddisfazioni.

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    Quali consigli prendere in considerazione per cercare un lavoro all’estero, Tra le mete più gettonate troviamo Londra, sia per le agevolazioni alle imprese che per la sua aria cosmopolita, oltre alla sua breve distanza dall’Italia.


    Lavorare a LondraL’Italia non offre più grandi prospettive lavorative, questo è ormai assodato. Il tasso di disoccupazione, dopo una breve ripresa è di nuovo salito e chi cerca un lavoro resta troppo spesso deluso. Una delle soluzioni è dunque quella di cercare lavoro all’estero piuttosto che continuare a restare a carico delle proprie famiglie che sovente devono anche richiedere prestiti o finanziamenti inps per andare avanti. Tra tutte le città d’Europa, una delle più gettonate è Londra, vuoi perché non è poi così lontano dall’Italia, vuoi per quella sua aria cosmopolita.

    Ma cosa bisogna fare per trovare lavoro a Londra?

    Prima di tutto cercare un lavoro che sia adatto alle proprie possibilità. Leggere i giornali di annunci economici è un buon inizio. Se si trova un annuncio di interesse bisogna preparare bene la propria candidatura. Oggi come oggi, grazie anche alle nuove tecnologie, un’azienda ha un profilo sui social o un sito istituzionale. La cosa migliore da fare è quella di studiare bene l’azienda d’interesse, i suoi obiettivi raggiunti, quelli futuri e i suoi successi. Informarsi anche su chi sono le figure più importanti all’interno dell’azienda e quale sia l’ambiente che vi si respira può essere molto importante.

    Una volta acquisite le informazioni necessarie si imposta il curriculum su di esse, e attenzione, mai fare l’errore di utilizzarne uno unico per tutti. Invece è importante capire se l’azienda preferisce curricula europei o con diversi formati, a ogni modo è necessario allegare sempre una lettera di presentazione dove si dovrà spiegare in generale perché quel posto a cui ci si sta candidando ha suscitato interesse. Se si arriva a ottenere un colloquio è bene prepararsi prima. Innanzitutto l’abbigliamento: bisogna essere ordinati, non troppo eleganti e non troppo vistosi, quindi gli uomini non con un abito da cerimonia, ma comunque una giacca e una cravatta saranno idonei, le donne con un completo, giacca-gonna o pantalone, con colori non troppo vistosi.

    Trucco sobrio, pochi gioielli e poco profumo. L’abito, questo vale per le donne e per gli uomini, se è nuovo deve essere stato indossato in precedenza, le pieghe della confezione farebbero apparire disperati, e non va bene. Si risponde a ogni domanda, anche a quelle personali sulle quali, però, ci si può tenere sul generico. In genere, se si arriva alla fase del colloquio l’assunzione è dietro l’angolo.

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      Rivoluzionare il proprio CV, fare personal branding e prestare la massima attenzione alle incongruenze tra off e online. Ecco alcuni semplici consigli firmati Hays Response per chi vuole un 2016 all’insegna del successo professionale.


      Ricerca lavoro 2016Anno nuovo, lavoro nuovo! O almeno questo è ciò che ci si augura. Se tra i buoni propositi del 2016 c’è anche quello di trovare (o cambiare) lavoro, gli esperti recruiter di Hays Response, la divisione del gruppo Hays dedicata alla selezione di profili più junior, hanno stilato una serie di suggerimenti pratici ed immediati, per trasformare in realtà le proprie aspettative professionali.

      “Si dice che la ricerca di un lavoro sia di per sé un lavoro – afferma Fabio Scarcella, Responsabile divisione Hays Response –. Niente di più vero: farsi notare da un recruiter, nel mare magnum di cv che giornalmente si ricevono, è molto complesso, ma fortunatamente non impossibile. Abbiamo pensato, quindi, di stilare una breve lista di suggerimenti utili per tutti coloro che sono alla ricerca di una nuova occupazione con l’augurio di realizzare nel 2016 i propri obiettivi lavorativi”.

      1. RIVOLUZIONARE IL PROPRIO CV

      La digital disruption spinge sempre più aziende a fare recruiting sia online sia offline. Per chi non l’avesse ancora fatto, è essenziale aggiungere al proprio curriculum anche i link ai propri profili social e, se disponibile, anche al proprio sito o blog personale. Se il curriculum tradizionale è fondamentale per mostrare al recruiter le proprie competenze ed esperienze nel proprio campo, rimandare alle proprie pagine virtuali può offrire ulteriori elementi di valutazione come, ad esempio, interessi, hobby o più semplicemente la propria capacità di utilizzare le nuove piattaforme digitali.

      1. UNIFORMARE I CURRICULA ONLINE E OFFLINE

      Attenzione alle discrepanze tra curriculum online e offline! Qualsiasi differenza può penalizzare il candidato in sede di colloquio o, nel peggiore dei casi, causare l’esclusione dal processo di selezione. Tra le cose da fare con l’inizio del nuovo anno è aggiornare e allineare le informazioni contenute nel proprio cv nella versione sia tradizionale sia digitale.

      1. ESSERE PRAGMATICI NELLA RICERCA DI UNA NUOVA POSIZIONE

      Rispondere in maniera indiscriminata a tutte le opportunità lavorative disponibili, può non essere la migliore strategia per trovare una nuova occupazione. La parola d’ordine per il nuovo anno è “pragmatismo”. È essenziale individuare solo le posizioni più in linea con il proprio profilo e la propria job expertise anziché inviare candidature a vuoto.

      1. FARE PERSONAL BRANDING

      Nel 2016 aprire un profilo LinkedIn non basta per attirare l’attenzione dei recruiter. Per uscire dall’anonimato, è necessario essere attivi non solo postando o condividendo contenuti interessanti per il proprio settore lavorativo, ma anche partecipando ai dibattiti all’interno dei gruppi, mostrando esempi di progetti di successo o chiedendo endorsement al proprio network.

      1. ESSERE PROMOTORI DEL CAMBIAMENTO

      “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo ” diceva Mahatma Gandhi. In una realtà in continua evoluzione, i recruiter oggi cercano candidati pronti ad abbracciare senza timori le ultime novità in campo tecnologico (e non). Tra i buoni propositi del nuovo anno è, quindi, indispensabile presentarsi alle aziende come “portatori sani di novità” ossia come professionisti capaci di introdurre cambiamenti utili allo sviluppo del business.

      1. RICORDARE CHE PER LINKEDIN VALE L’ASSUNTO “MEGLIO POCHI MA BUONI”

      Iniziare il 2016 cancellando da LinkedIn quei collegamenti poco funzionali per la propria carriera, potrebbe facilitare la ricerca di una nuova occupazione. Se fino a ieri, era pratica diffusa ampliare il proprio network estendendo l’invito anche a professionisti di altri settori lavorativi, oggi è preferibile puntare sulla qualità della propria rete aggiungendo solo contatti strettamente legati alla propria attività.

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