Lavoro


INPS offre un Master Universitario per chi vuole formarsi e lavorare in Cina: 10 borse di studio per seguire il master in international business in China.


Una formazione di altissimo livello che coniuga lezioni in aula a Milano e un tirocinio a Shanghai. Il Master in International Business in China è accreditato per l’erogazione di 10 borse di studio da INPS del valore di 10.000 € destinate a figli e orfani di dipendenti e pensionati della Pubblica Amministrazione.

Formazione lavoro CinaNato dal partenariato tra FourStars e la School of Management dell’Università LUM Jean Monnet dalla collaborazione con NIBI – Promos/Camera di Commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi, e Deloitte, il MIBC – Master in International Business in China si pone l’obiettivo di formare figure professionali con forti competenze sui mercati asiatici, con particolare riferimento allo sviluppo di progetti e relazioni tra Italia e Cina. Una preziosa possibilità che, grazie a INPS, sarà maggiormente accessibile con l’attivazione di 10 borse di studio da 10mila Euro riservate a giovani under 40, figli e orfani dei dipendenti e pensionati della pubblica amministrazione, iscritti alla Gestione Unitaria delle Prestazioni creditizie e sociali, e dei pensionati utenti della Gestione Dipendenti Pubblici.

“Il Master Universitario MIBC, giunto alla 3° edizione, costituisce un’opportunità di alta formazione professionalizzante, che permette di acquisire forti competenze per mettersi in gioco sul mercato del lavoro asiatico in rapida espansione – spiega Chiara Grosso, presidente e CEO di FourStars – Le borse di studio offerte da INPS sono quindi un’occasione importante per poter partecipare a un percorso accademico di grande valore, che offre una formazione completa e un’esperienza di stage con placement ad hoc secondo gli interessi peculiari del partecipante. È incluso anche un corso intensivo di cinese finalizzato all’acquisizione di una buona conoscenza linguistica, a supporto del bagaglio formativo previsto dalle lezioni e funzionale all’esperienza di lavoro a Shanghai”.

“In un contesto in cui la dinamica internazionale diventa una dimensione essenziale per lo sviluppo delle nostre imprese, il MIBC costruisce solide basi per affrontare in modo strutturato e innovativo i mercati esteri – afferma il Prof. Antonello Garzoni, direttore scientifico del Master MIBC – Un metodo di studio basato su casi ed esperienze concrete per sviluppare una sempre maggiore consapevolezza sugli strumenti di analisi dei mercati internazionali e nuove competenze per affrontare le sfide del futuro“.

Lavoro master formazione Cina

“Siamo orgogliosi di questa collaborazione con FourStars e la School of Management dell’Università LUM Jean Monnet, che ormai da qualche anno ci permette di mettere a disposizione dei partecipanti le nostre competenze di esperti in internazionalizzazione, in particolare su un paese, la Cina, che è prioritario per il business delle nostre imprese – spiega Sergio Rossi, Direttore di Promos – Attraverso il percorso formativo che proponiamo i corsisti potranno acquisire competenze specifiche sul mercato cinese, approfondendo i temi del digital e social media marketing, della supply chain management e su due settori target del Made in Italy quali fashion & luxury e food”. 

Le lezioni prenderanno il via il 19 febbraio a Milano e si terranno presso la sede di NIBI – Camera di Commercio di Milano, con docenti universitari e professionisti esperti e includono incontri formativi con referenti di importanti aziende. A giugno i partecipanti partiranno alla volta di Shanghai proseguendo la formazione con un corso intensivo di lingua cinese, tenuto presso la prestigiosa Università SUIBE (Shanghai University Of International Business And Economics) e per lo svolgimento del tirocinio in azienda grazie ad un placement personalizzato per ogni studente.

“Le borse di studio INPS rappresentano un’ottima opportunità per partecipare al Master in International Business in Cina, che consente di apprendere le dinamiche del mercato cinese e di acquisire metodi e skills appropriati per comprendere e confrontarsi con tale mercato, complesso e in continua evoluzione – conclude Domenico Russo, direttore dell’Italian Chinese Services Group Leader – Deloitte Financial Advisory S.r.l. – Dare accesso alla formazione post universitaria tramite agevolazioni e borse di studio rappresenta l’esplicitazione più alta dell’ideale riformista al servizio degli studenti, affinché definiscano la propria esistenza e costruiscano la propria vita in massima libertà“.

Riferimenti Master Universitario International Business in Cina: http://management.lum.it/it/master-universitari/international-business-in-china-mibc.html

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    Chi è un broker finanziario e quali sono gli elementi principali che lo caratterizzano: studio, analisi, fiuto per gli affari ed esperienza.


    Trader finanziarioLa prospettiva di diventare un broker finanziario ti alletta? Pensi sia un mestiere dai guadagni facili? La visione del film “The Wolf of Wall Street” ti ha folgorato?

    Vorresti approcciare questa carriera ma non sai da dove cominciare?

    Intanto partiamo da un importante presupposto, il broker finanziario è una professione a tutti gli effetti e come tale richiede studio ed impegno.

    Il broker, ossia il consulente finanziario, opera in un settore ancora molto vivace e con particolari prospettive lavorative. La finanza e l’economia devono essere in pane quotidiano per il broker che possa così essere sempre aggiornato sugli investimenti migliori in modo da poterli consigliare ai suoi clienti.

    Non si deve rischiare di confondere il broker finanziario con il broker assicurativo, il primo opera direttamente sui mercati e si occupa di acquisti e vendite di titoli, il secondo è un libero professionista che mette in contatto le compagnie assicurative con gli utenti interessati. La confusione tra queste due professioni è determinata dal fatto che entrambi, ognuno nel proprio ambito di competenza, mediano con i clienti per completare operazioni di vendita o acquisto, con il proposito di garantire il miglior rapporto qualità-prezzo.

    La formazione che richiede il mestiere del broker è essenzialmente pratica e nella consuetudine il titolo di studio è considerato del tutto marginale rispetto all’esperienza sul campo ed alle capacità comunicative.  Certamente le lauree in economia, giurisprudenza o percorsi specifici, non possono che far bene in termini di comprensione dei mercati, ma va specificato che non sono indispensabili. Una mente curiosa e predisposta, può avviarsi istintivamente alla materia senza particolari difficoltà.

    La caratteristica che si richiede ai broker è essenzialmente quella di avere “fiuto per gli affari” e di saper intuire gli andamenti dei mercati. La gestione di grossi capitali richiede evidentemente sangue freddo e capacità di conservare la mente lucida anche in condizioni particolarmente stressanti e sotto pressione.

    Il Master in Business Administration è da considerarsi un valore aggiunto per quanti decidessero di esercitare la libera professione, in totale autonomia.

    Presupposte queste caratteristiche preliminari, resta lecito chiedersi quali possono essere davvero i guadagni. Questa risposta dipende senz’altro dal contesto nella quale si pratichi la professione del broker finanziario, se in autonomia o alle dipendenze di istituti bancari. C’è però da essere sufficientemente ottimisti, un broker di successo in Italia può arrivare a guadagnare anche 10 mila euro mensili, ed in tempi di crisi come quelli attuali non c’è da stupirsi che tale professione possa catturare così tante attenzioni. Accanto ad un broker qualificato occorre affiancare sempre essere una piattaforma trasparente, certificata e professionale, un esempio in tal senso potrebbe essere IQOption.

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      Rivoluzionare il proprio CV, fare personal branding e prestare la massima attenzione alle incongruenze tra off e online. Ecco alcuni semplici consigli firmati Hays Response per chi vuole un 2016 all’insegna del successo professionale.


      Ricerca lavoro 2016Anno nuovo, lavoro nuovo! O almeno questo è ciò che ci si augura. Se tra i buoni propositi del 2016 c’è anche quello di trovare (o cambiare) lavoro, gli esperti recruiter di Hays Response, la divisione del gruppo Hays dedicata alla selezione di profili più junior, hanno stilato una serie di suggerimenti pratici ed immediati, per trasformare in realtà le proprie aspettative professionali.

      “Si dice che la ricerca di un lavoro sia di per sé un lavoro – afferma Fabio Scarcella, Responsabile divisione Hays Response –. Niente di più vero: farsi notare da un recruiter, nel mare magnum di cv che giornalmente si ricevono, è molto complesso, ma fortunatamente non impossibile. Abbiamo pensato, quindi, di stilare una breve lista di suggerimenti utili per tutti coloro che sono alla ricerca di una nuova occupazione con l’augurio di realizzare nel 2016 i propri obiettivi lavorativi”.

      1. RIVOLUZIONARE IL PROPRIO CV

      La digital disruption spinge sempre più aziende a fare recruiting sia online sia offline. Per chi non l’avesse ancora fatto, è essenziale aggiungere al proprio curriculum anche i link ai propri profili social e, se disponibile, anche al proprio sito o blog personale. Se il curriculum tradizionale è fondamentale per mostrare al recruiter le proprie competenze ed esperienze nel proprio campo, rimandare alle proprie pagine virtuali può offrire ulteriori elementi di valutazione come, ad esempio, interessi, hobby o più semplicemente la propria capacità di utilizzare le nuove piattaforme digitali.

      1. UNIFORMARE I CURRICULA ONLINE E OFFLINE

      Attenzione alle discrepanze tra curriculum online e offline! Qualsiasi differenza può penalizzare il candidato in sede di colloquio o, nel peggiore dei casi, causare l’esclusione dal processo di selezione. Tra le cose da fare con l’inizio del nuovo anno è aggiornare e allineare le informazioni contenute nel proprio cv nella versione sia tradizionale sia digitale.

      1. ESSERE PRAGMATICI NELLA RICERCA DI UNA NUOVA POSIZIONE

      Rispondere in maniera indiscriminata a tutte le opportunità lavorative disponibili, può non essere la migliore strategia per trovare una nuova occupazione. La parola d’ordine per il nuovo anno è “pragmatismo”. È essenziale individuare solo le posizioni più in linea con il proprio profilo e la propria job expertise anziché inviare candidature a vuoto.

      1. FARE PERSONAL BRANDING

      Nel 2016 aprire un profilo LinkedIn non basta per attirare l’attenzione dei recruiter. Per uscire dall’anonimato, è necessario essere attivi non solo postando o condividendo contenuti interessanti per il proprio settore lavorativo, ma anche partecipando ai dibattiti all’interno dei gruppi, mostrando esempi di progetti di successo o chiedendo endorsement al proprio network.

      1. ESSERE PROMOTORI DEL CAMBIAMENTO

      “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo ” diceva Mahatma Gandhi. In una realtà in continua evoluzione, i recruiter oggi cercano candidati pronti ad abbracciare senza timori le ultime novità in campo tecnologico (e non). Tra i buoni propositi del nuovo anno è, quindi, indispensabile presentarsi alle aziende come “portatori sani di novità” ossia come professionisti capaci di introdurre cambiamenti utili allo sviluppo del business.

      1. RICORDARE CHE PER LINKEDIN VALE L’ASSUNTO “MEGLIO POCHI MA BUONI”

      Iniziare il 2016 cancellando da LinkedIn quei collegamenti poco funzionali per la propria carriera, potrebbe facilitare la ricerca di una nuova occupazione. Se fino a ieri, era pratica diffusa ampliare il proprio network estendendo l’invito anche a professionisti di altri settori lavorativi, oggi è preferibile puntare sulla qualità della propria rete aggiungendo solo contatti strettamente legati alla propria attività.

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