<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Storiedilavoro.it</title>
	<atom:link href="http://www.storiedilavoro.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.storiedilavoro.it</link>
	<description>La tua voce sul mondo del lavoro</description>
	<lastBuildDate>Fri, 11 May 2012 17:59:43 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Riforma lavoro: miglioreranno le condizioni dei contratti a progetto co.co.pro.</title>
		<link>http://www.storiedilavoro.it/2012/05/11/riforma-lavoro-contratti-progetto/</link>
		<comments>http://www.storiedilavoro.it/2012/05/11/riforma-lavoro-contratti-progetto/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 May 2012 17:09:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Leggi e contratti]]></category>
		<category><![CDATA[contratti cocopro]]></category>
		<category><![CDATA[contratti licenziamento]]></category>
		<category><![CDATA[contratti subordinati]]></category>
		<category><![CDATA[novita' contratti lavoro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiedilavoro.it/?p=806</guid>
		<description><![CDATA[Con le ultime modifiche apportate alla riforma del lavoro, sono stati agevolati i lavoratori a progetto ma anche chi possiede una partita iva. Vediamo cosa cambia per i co.co.pro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2012%2F05%2F11%2Friforma-lavoro-contratti-progetto%2F">
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2012%2F05%2F11%2Friforma-lavoro-contratti-progetto%2F&amp;style=normal&amp;hashtags=contratti+cocopro,contratti+licenziamento,contratti+subordinati,novita%27+contratti+lavoro&amp;b=2" height="61" width="50" />
			</a>
		</div><table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img src="/immagini/leggi/riforma-lavoro-contratti-progetto.jpg" alt="Novità riforma del lavoro" /></td>
<td>Il Governo ha lavorato per <b>migliorare le condizioni di lavoro dei co.co.pro.</b> (collaboratori continuativi a progetto) dandogli un <b>salario minimo</b> di base garantito, e per i parasubordinati che perdono il lavoro sarà previsto un indennizzo una tantum.</td></tr></tbody></table>

Altri due cambiamenti radicali riguarderanno una <b>minore stretta sulle partite IVA</b> e alcune modifiche alle leggi per consentire ai lavoratori di un’azienda di partecipare ai suoi utili.
Tutto questo avrà una durata sperimentale di 3 anni.<br /><br />

L’<b>una tantum</b> per chi ha lavorato, ad esempio, 6 mesi avrà un valore di circa 6 mila euro, successivamente ci sarà una verifica e la mini-Aspi (Assicurazione Sociale Per l’Impiego).<br />
La <b>durata del contratto a termine</b> sale ad 1 anno ma anche per il primo contratto a termine le novità riguardano il fatto che può essere stipulato anche senza specificare la causale; inoltre si accorciano i giorni di pausa tra un contratto e il successivo.<br /><br />

Per chi viene <b>licenziato</b> alla data di scadenza di un contratto di 6 mesi e poi viene riassunto a termine entro 10 giorni, il secondo contratto sarà in realtà a tempo indeterminato.<br /><br />

I cambiamenti di contratto riportati fino ad ora sono serviti sia per <b>dare più sicurezza e continuità lavorativa</b> ai lavoratori che evitare strani licenziamenti o strane interruzioni lavorative dove invece il lavoratore continua a lavorare ma con continue sospensioni e rinnovi di contratto.<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-top: 20px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.storiedilavoro.it/2012/05/11/riforma-lavoro-contratti-progetto/">{lang: &#8216;it&#8217;}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiedilavoro.it/2012/05/11/riforma-lavoro-contratti-progetto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il dog-sitter e l&#8217;educatore cinofilo</title>
		<link>http://www.storiedilavoro.it/2012/04/27/dog-sitter-educatore-cinofilo/</link>
		<comments>http://www.storiedilavoro.it/2012/04/27/dog-sitter-educatore-cinofilo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 17:25:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuove professioni]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro dog sitter]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro educatore cinofilo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiedilavoro.it/?p=799</guid>
		<description><![CDATA[Il lavoro di pet-sitter si sta pian piano diffondento anche in Italia, ma professionalizzarsi diventando educatore cinofilo sta diventando un'esigenza sempre più sentita se si vuole lavorare nel mondo cinofilo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2012%2F04%2F27%2Fdog-sitter-educatore-cinofilo%2F">
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2012%2F04%2F27%2Fdog-sitter-educatore-cinofilo%2F&amp;style=normal&amp;hashtags=lavoro+dog+sitter,lavoro+educatore+cinofilo&amp;b=2" height="61" width="50" />
			</a>
		</div><table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img src="/immagini/nuove_professioni/dog-sitter-educatore-cinofilo.jpg" alt="Lavorare come dog-sitter ed educatore cinofilo" /></td>
<td>Tra i nuovi lavori che stanno prendendo sempre più piede nella nostra società, esiste il <b>dog-sitter</b>.<br />
Prima di continuare, bisogna fare una <b>doverosa differenza</b> tra “dog-sitter” e “pet-sitter”: il primo si occupa solo di cani, mentre il secondo di tutti gli animali domestici in genere; noi analizzeremo solo il dog-sitter.</td></tr></tbody></table>

Solitamente questo è un lavoro che si incomincia a fare quando si è molto giovani, magari portando a spasso il cane del vicino o di qualche parente.<br /><br />

Visto a <b>livello più professionale</b>, il dog-sitter è una figura che conosce più approfonditamente il mondo dei cani dal punto di vista del <b>comportamento</b> e della <b>comunicazione</b> generale ma anche più specifico della razza e di quel particolare soggetto indipendentemente dalla razza di appartenenza.<br />
Fare il dog-sitter quando si hanno cani già abituati ad essere portati al guinzaglio e che non evidenziano particolari problemi di comportamento, è molto semplice. Il brutto arriva quando il cane è molto forte e pesante, tira parecchio e dimostra di non tollerare molto la presenza di altri cani intorno a lui. In questo caso si sentirà la necessità di approfondire meglio la conoscenza di questo mondo partecipando ad uno dei tanti corsi presenti nel nostro Paese.<br /><br />

<b>Quali corsi scegliere?</b><br />
Le <b>figure professionali</b> presenti nel mondo del comportamento cinofilo sono <b>tre</b>, educatore cinofilo, istruttore cinofilo, comportamentalista.<br />
Tralasciando il comportamentalista (che deve essere laureato in veterinaria ed è paragonabile ad uno psichiatra per cani), <b>essere un educatore cinofilo (EC)</b> significa occuparsi principalmente dell’educazione del cane nei primi due anni e mezzo circa di vita; <b>l’istruttore cinofilo</b>, invece, si occupa di rieducare quei cani che accusano particolari problemi di comportamento e, volendo, può addestrarlo per compiti particolari.<br /> L’educatore è paragonabile al maestro di scuola, mentre l’istruttore ad uno psicoterapeuta.<br />
Per <b>diventare educatore cinofilo</b> esistono in Italia quelle che riteniamo essere le due migliori scuole esistenti al momento: <b>SIUA</b> e <b>ThinkDog</b>. Dopo essere entrati in possesso del diploma di educatore cinofilo, si potrà proseguire verso quello di istruttore cinofilo se lo si desidererà.<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-top: 20px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.storiedilavoro.it/2012/04/27/dog-sitter-educatore-cinofilo/">{lang: &#8216;it&#8217;}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiedilavoro.it/2012/04/27/dog-sitter-educatore-cinofilo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Come gli imprenditori italiani prendono in giro i lavoratori promettendo lavoro che non ci sarà mai</title>
		<link>http://www.storiedilavoro.it/2012/04/17/imprenditori-in-giro-lavoratori-delocalizzazione/</link>
		<comments>http://www.storiedilavoro.it/2012/04/17/imprenditori-in-giro-lavoratori-delocalizzazione/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 18:36:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Povera patria]]></category>
		<category><![CDATA[aziende chiudono]]></category>
		<category><![CDATA[aziende italiane esterno]]></category>
		<category><![CDATA[delocalizzazione imprese]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro delocalizzato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiedilavoro.it/?p=781</guid>
		<description><![CDATA[Lo spostamento di aziende produttrici dall'Italia all'estero non è ancora finito. Tutte le aziende che economicamente hanno la forza di delocalizzare la produzione se ne stanno andando, e l'Italia accumula disoccupazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2012%2F04%2F17%2Fimprenditori-in-giro-lavoratori-delocalizzazione%2F">
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2012%2F04%2F17%2Fimprenditori-in-giro-lavoratori-delocalizzazione%2F&amp;style=normal&amp;hashtags=aziende+chiudono,aziende+italiane+esterno,delocalizzazione+imprese,lavoro+delocalizzato&amp;b=2" height="61" width="50" />
			</a>
		</div><table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img src="/immagini/povera-patria/imprenditori-in-giro-lavoratori-delocalizzazione.jpg" alt="Aziende delocalizzate" /></td>
<td>La delocalizzazione è quell’azione con la quale vengono <b>spostate aziende</b> originarie di una nazione in altre nazioni.</td></tr></tbody></table>

Questo avviene perché i proprietari di quell’azienda o marchio guadagnano molti più soldi chiudendo in Italia e aprendo all’estero, non necessariamente perché diversamente chiuderebbero i battenti! A chiudere sono solo le piccole e medie imprese.<br /><br />

Infatti solo i <b>grandi marchi</b> di fama mondiale delocalizzano la produzione dei loro prodotti.<br />
Innanzitutto possono farlo perché hanno i <b>fondi</b> per sostenere l’apertura di una nuova azienda, e poi gradiscono molto che i <b>nuovi operai si accontentino</b> di stipendi miserabili lavorando molto più di 8 ore al giorno in ambienti dove la sicurezza sul lavoro è un sogno e senza l’ombra di un’associazione sindacale.<br /><br />

La delocalizzazione compiuta <b>negli ultimi 2 anni</b> è costata il posto di lavoro a <b>34.000 italiani</b>, ma il numero è in continuo aumento dato che le aziende continuano ad andarsene.<br /><br />

In tutto questo <b>gli italiani vengono anche presi in giro</b>: con la complicità di giornalisti che pensano ancora di esserlo, le aziende diffondono tramite tutti i media italiani la giornata in cui è avvenuta l’inaugurazione della tale fabbrica in Romania, piuttosto che in Russia, piuttosto che in India, ecc.<br /><br />

Se ognuno di noi analizza dettagliatamente tutto quello che lo circonda in casa propria, scoprirà che molto probabilmente non ha nulla di 100% made in Italy, e forse quello che reca l’etichetta made in Italy è stato prodotto per il 99% in Cina. Ad esempio è pieno zeppo di aziende che producono abbigliamento all’estero e poi, solo per la cucitura dell’etichetta in Italia, diventano dei made in Italy.<br /><br />

Sul sito nocensura.com potete trovare <a title="Aziende e delocalizzazione" href="http://www.nocensura.com/2012/02/delocalizzazione-la-mappa-delle-aziende.html" target="_new"><b>l’elenco della maggiori aziende che hanno delocalizzato la produzione</b></a> e vedere quanti operai ci è costato.<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-top: 20px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.storiedilavoro.it/2012/04/17/imprenditori-in-giro-lavoratori-delocalizzazione/">{lang: &#8216;it&#8217;}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiedilavoro.it/2012/04/17/imprenditori-in-giro-lavoratori-delocalizzazione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lavoro: a preoccupare non è il presente o il domani, ma il dopodomani</title>
		<link>http://www.storiedilavoro.it/2012/04/02/lavoro-presente-domani/</link>
		<comments>http://www.storiedilavoro.it/2012/04/02/lavoro-presente-domani/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 17:41:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[crisi lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro 2013]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro 2014]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro futuro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiedilavoro.it/?p=775</guid>
		<description><![CDATA[Dal sondaggio dell'Osservatorio Confesercenti-Ispo emerge come gli italiani non abbiano più paura della crisi (forse perché ci sono già dentro) ma del futuro, della mancanza di lavoro che probabilmente durerà ancora per molti anni,]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2012%2F04%2F02%2Flavoro-presente-domani%2F">
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2012%2F04%2F02%2Flavoro-presente-domani%2F&amp;style=normal&amp;hashtags=crisi+lavoro,lavoro+2013,lavoro+2014,lavoro+futuro&amp;b=2" height="61" width="50" />
			</a>
		</div><table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img src="/immagini/lavoro/lavoro-presente-domani.jpg" alt="Sondaggio lavoro futuro e crisi" /></td>
<td>Il <b>sondaggio della Confesercenti-Ispo</b> ha portato alla luce quale è realmente la preoccupazione degli italiani. Come si può immaginare la maggior parte dei cittadini non è preoccupata per la crisi ma per le <b>prospettive di lavoro</b>.</td></tr></tbody></table><br />

Il <b>sondaggio della Confesercenti-Ispo</b> ha portato alla luce quale è realmente la preoccupazione degli italiani. Come si può immaginare la maggior parte dei cittadini non è preoccupata per la crisi ma per le <b>prospettive di lavoro</b>.

L’Osservatorio ha rilevato che il 25% delle famiglie è stato direttamente coinvolto dalla crisi, magari per un licenziamento o per la messa in cassa integrazione di un componente, e bisogna tener presente che rispetto al 2011 c’è stato un aumento dell’11% di questi casi.<br /><br />

<b>Spesso i sondaggi rispecchiano quello che la gente non sa o crede di sapere</b>. Una delle cause di questo fenomeno è direttamente correlata a quanto viene detto o omesso dai mass-media, soprattutto dalla <b>televisione</b>. Forse è per questo che nel novembre 2011 era solo il 19% a credere in una veloce ripresa dell’economia, mentre oggi è ben il 42%. Quindi cala la percentuale di chi asserisce di essere molto preoccupato. Ma la personale impressione è ben diversa dalla realtà.<br /><br />

E’ invece quasi totale il presentimento che sarà molto, <b>molto difficile trovare lavoro in futuro</b>, e la paura è tanto dalla parte dei giovani/giovanissimi quanto da quella dei più grandi: per l’esattezza sono preoccupati i giovani dai 18 ai 24 anni per l’81%, mentre i 35-44enni sono il 75%. Sono tutte percentuali molto alte, e compongono il 31% degli intervistati.<br />
<b>La disoccupazione giovanile è ai massimi livelli dal 1999 (oggi 32%)</b>.<br /><br />

Come sempre ci teniamo a ricordare che è grave che i <b>giovani</b> non trovino lavoro, ma lo è ancora di più se sono i loro <b>genitori</b> a perderlo e a non poterlo più trovare!<br /><br />

Proprio in Italia c’è qualcuno che continua a parlare di “famiglia”, dell’importanza del “nucleo famigliare”, ma dove va a finire la famiglia in una società (italiana) come quella in cui ci troviamo a vivere oggi? <div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-top: 20px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.storiedilavoro.it/2012/04/02/lavoro-presente-domani/">{lang: &#8216;it&#8217;}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiedilavoro.it/2012/04/02/lavoro-presente-domani/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Riforma del lavoro: è giusto pensare ai giovani ma ci si dimentica sempre gli over 40</title>
		<link>http://www.storiedilavoro.it/2012/03/19/riforma-lavoro-giovani-over40/</link>
		<comments>http://www.storiedilavoro.it/2012/03/19/riforma-lavoro-giovani-over40/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Mar 2012 18:46:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Povera patria]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro 40 anni]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro 50 anni]]></category>
		<category><![CDATA[riforma lavoro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiedilavoro.it/?p=762</guid>
		<description><![CDATA[Ogni volta che si parla di riforma sul lavoro si nominano sempre i giovani e il loro futuro. Ma in tutto questo ci si dimentica sempre degli over 40 senza lavoro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2012%2F03%2F19%2Friforma-lavoro-giovani-over40%2F">
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2012%2F03%2F19%2Friforma-lavoro-giovani-over40%2F&amp;style=normal&amp;hashtags=lavoro+40+anni,lavoro+50+anni,riforma+lavoro&amp;b=2" height="61" width="50" />
			</a>
		</div><table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img src="/immagini/povera-patria/riforma-lavoro-giovani-over40.jpg" alt="Lettera da parte dall'associazione Over 40 ai ministri" /></td>
<td>La riforma del lavoro che il governo Monti sta cercando di portare a termine è forse il tema più delicato che l’Italia intera segue con molta apprensione.</td></tr></tbody></table><br />


Ogni giorno i TG nazionali riportano notizie di ogni genere, dove si sente che i sindacati cercano di mediare alcune possibili scelte mentre i lavoratori si trovano il più delle volte a non avere più nemmeno fiducia nei sindacati stessi.<br /><br />

<b>Si parla sempre di giovani</b>, del lavoro per chi ha terminato le scuole oppure è neolaureato perché i giovani sono il futuro, ma si continua a <b>dimenticare</b> (forse perché “dedicarsi” ai più giovani porta più consenso popolare) che ci sono intere generazioni che hanno perso il lavoro e per le quali non si continua a non fare mai nulla. Stiamo parlando degli <b>over 40 anni</b>.<br /><br />

Se è vero che un 20enne a diritto di avere un futuro e creare una famiglia se lo desidera, bisogna tenere presente che quello stesso 20enne potrebbe avere il padre o la madre senza lavoro, <b>genitori</b> di un’età variabile tra i 40 e i 50 anni che oltre a non vedere più prospettive lavorative non vedono nemmeno alcuna minima prospettiva positiva per il futuro.<br /><br />

L’<b>Associazione Lavoro Over 40</b> ha inviato una mail ai suoi iscritti, contenente una lettera inviata al Ministro del lavoro, al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, al Ministero delle Attività Economiche ai Partiti in Parlamento ed extra Parlamento, ai presidenti di Camera e Senato e ai Presidenti delle Commissioni Lavoro della Camera e del Senato.<br /><br />

<b>E’ possibile leggere la lettera integrale sul sito www.lavoro-over40.it.<br />
Sotto riportiamo il testo introduttivo alla lettera.</b><br /><br />

<i>Pregiatissimo……….<br /><br />
Facciamo seguito ad una prima protesta inviata il 23 gennaio alla attenzione sua e del Ministro del Lavoro (oggetto: un problema spesso dimenticato: gli Over 40 disoccupati e/o precari),  nella quale si metteva in evidenza le grandi lacune emergenti dalla adozione del decreto Salva Italia nei confronti dei Lavoratori Maturi (Over 40)  in tema di pensione. In quel contesto si lamentava anche il fatto di aver predisposto incentivi all’assunzioni di giovani e donne  e di aver trascurato interventi a sostegno della disoccupazione  e/o precarietà dei lavoratori maturi (Over 40).<br /><br />

Con l’attuale discussione in corso sulla riforma del lavoro, ci stiamo accorgendo che non solo non si prevedono interventi a sostegno di questa sfortunata classe di lavoratori, ma vengono confinati agli estremi margini della società, considerati zavorra da gettare alle ortiche; sono diventati  lavoratori “invisibili”, cioè lavoratori che non hanno diritti da rivendicare, maltrattati e regolarmente dimenticati da tutti: dalle istituzioni, dai sindacati, dalle aziende, quasi che fossero un peso per la società e per il mondo del lavoro. Eppure possono dare tanto alla società.<br /><br /> 

Parliamo  di circa 1,5 milioni di persone che scivolano sempre più verso la china della povertà e della indigenza nella totale indifferenza delle istituzioni. Condizioni che dal punto di vista sociale sono  aggravate dal fatto che tali persone spesso sono gli stessi padri di quei giovani che tanto vogliamo aiutare e che così ne perdono il sostegno. E sono anche  sostegno spesso  dei genitori anziani che vedono mancare le necessarie assistenze.<br /><br />

Chiediamo che tali lavoratori,  siano messi nella condizione di poter rientrare dignitosamente nel mondo del lavoro, di essere valutati seriamente e senza stereotipi discriminatori, di essere   trattati con la dovuta dignità e rispetto al pari degli altri senza creare ovviamente una guerra generazionale, che nessuno vuole.<br /><br />

Auspichiamo di poter avere riscontro a questa richiesta e che si presti la dovuta attenzione anche a questo problema che oltre ad essere economico è socialmente rilevante.<br /><br />
Cordiali saluti</i><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-top: 20px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.storiedilavoro.it/2012/03/19/riforma-lavoro-giovani-over40/">{lang: &#8216;it&#8217;}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiedilavoro.it/2012/03/19/riforma-lavoro-giovani-over40/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Riforma del lavoro? Solo a partire da fine 2013</title>
		<link>http://www.storiedilavoro.it/2012/03/07/riforma-lavoro-2013/</link>
		<comments>http://www.storiedilavoro.it/2012/03/07/riforma-lavoro-2013/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 18:01:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Leggi e contratti]]></category>
		<category><![CDATA[riforma lavoro 2013]]></category>
		<category><![CDATA[riforma lavoro fornero]]></category>
		<category><![CDATA[riforma lavoro monti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiedilavoro.it/?p=750</guid>
		<description><![CDATA[Elsa Fornero, ministra del lavoro, ha resto noto che la riforma del lavoro non arriverà prima dell’autunno del 2013.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2012%2F03%2F07%2Friforma-lavoro-2013%2F">
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2012%2F03%2F07%2Friforma-lavoro-2013%2F&amp;style=normal&amp;hashtags=riforma+lavoro+2013,riforma+lavoro+fornero,riforma+lavoro+monti&amp;b=2" height="61" width="50" />
			</a>
		</div><table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img src="/immagini/leggi/riforma-lavoro-2013.jpg" alt="Riforma del lavoto in Italia 2013" /></td>
<td>Mario Monti sta cercando di accelerare la riforma sul lavoro, per questo la presenterà in Parlamento entro la fine di marzo. Ma Elsa Fornero, ministra del lavoro, annuncia che <b>la riforma non si farà prima dell’autunno 2013</b>, ovvero tra ben 1 anno e mezzo!</td></tr></tbody></table><br />

La ministra si è riunita a fine febbraio con le parti sociali per definire la mappa completa dei punti su cui verterà la riforma, e ha dichiarato “La <b>riforma degli ammortizzatori sociali</b> non può partire prima dell&#8217;autunno del 2013 e si farà con i soldi che abbiamo”. Giovedì 1 marzo si sarebbe dovuta tenere la riunione tra governo e parti sociali sul difficile argomento che riguarda l’articolo 18 ma è stata posticipata a data da destinarsi perché il governo intende valutare bene i tanti e diversi aspetti che riguardano la riforma.<br /><br />

<b>Tra due anni e mezzo circa</b> (autunno 2014) sarà avviato il riordino della <b>cassa integrazione</b> migliorando quella ordinaria e successivamente gli strumenti di supporto alla disoccupazione involontaria.<br /><br />

La riforma riguarderà le <b>aziende che dispongono di più di 50 dipendenti</b> e che operano nel settore del commercio, bancario, assicurativo.<br />
I <b>dissensi da parte dei sindacati</b> non sono mancati. <b>Susanna Camusso (CGIL)</b> ha dichiarato: “Dire che la riforma degli ammortizzatori potrà partire ad autunno 2013 è forse troppo ottimistico: non sappiamo quanto ancora dureranno gli effetti della crisi”; mentre <b>Raffaele Bonanni (CISL)</b> ha evidenziato il fatto che: &#8220;Vogliamo capire se il governo vuole una riforma o una controriforma. Senza risorse diventa più nebuloso&#8221;.<br />
Anche <b>Luigi Angeletti (UIL)</b> commenta la situazione seguendo i colleghi sindacalisti: “La riforma del lavoro funzionerà se si risolve il problema delle risorse, se sarà possibile attivare meccanismi per trovare un altro posto di lavoro e se si affronta il nodo delle differenze territoriali nel mercato del lavoro&#8221;.<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-top: 20px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.storiedilavoro.it/2012/03/07/riforma-lavoro-2013/">{lang: &#8216;it&#8217;}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiedilavoro.it/2012/03/07/riforma-lavoro-2013/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>In Gran Bretagna si stanziano 126 milioni di sterline per i giovani senza titolo di studio</title>
		<link>http://www.storiedilavoro.it/2012/02/21/126-milioni-giovani-gran-bretagna/</link>
		<comments>http://www.storiedilavoro.it/2012/02/21/126-milioni-giovani-gran-bretagna/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 17:10:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[incentivi lavoro londra]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro europa]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro giovani londra]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro londra]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiedilavoro.it/?p=739</guid>
		<description><![CDATA[In UK li chiamano NEET, sono i giovani che non hanno un titolo di studio oppure hanno mal studiato durante le scuole e ora sono praticamente impossibilitati a trovare un lavoro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2012%2F02%2F21%2F126-milioni-giovani-gran-bretagna%2F">
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2012%2F02%2F21%2F126-milioni-giovani-gran-bretagna%2F&amp;style=normal&amp;hashtags=incentivi+lavoro+londra,lavoro+europa,lavoro+giovani+londra,lavoro+londra&amp;b=2" height="61" width="50" />
			</a>
		</div><table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img src="/immagini/varie/126-milioni-giovani-gran-bretagna.jpg" alt="Incentivi studio e lavoro in Gran Bretagna" /></td>
<td>Come in tutto il mondo, anche a <b>Londra</b> esistono parti di una <b>generazione “perduta”</b>, ovvero ragazzi che non hanno studiato, oppure hanno studiato male, per riuscire a trovare un lavoro.</td></tr></tbody></table> In inglese vengono definiti <b>“NEET”</b> &#8211; Not Employed or Educated Teen (studenti non occupati o non colti) e sono 1.200.000 sotto i 24 anni, e 150.000 sotto i 18 anni: i più a rischio di tutti sono 55.000 che hanno un’età compresa tra i 16 e i 17 anni.

Il <b>vice primo ministro Nick Clegg</b> ha presentato nei giorni scorsi un piano che prevede di donare <b>2.200 sterline</b> (circa 2.600 euro) ad aziende o enti di volontariato che riusciranno a far lavorare o studiare un ragazzo “neet”. Il <b>totale</b> messo a disposizione dal governo britannico è di <b>126.000.000 di sterline</b> che serviranno a coprire più dei 55.000 ragazzi a rischio.<br /><br />

Intanto l’agenzia per il lavoro <b>Adecco</b> ha effettuato un <b>ricerca</b> dalla quale si evince che spesso molti ragazzi rasentano l’analfabetismo, sono impreparati, non riescono a lavorare in gruppo e nemmeno a presentare se stessi in maniera accettabile. Per questo Adecco auspica che il mondo del lavoro entri maggiormente ed efficacemente nell’insegnamento scolastico per non lasciarli completamente impreparati e spiazzati una volta terminato il ciclo di studi.<br /><br />

<b>Clegg considera i “neet” una bomba a tempo</b>, che avrà conseguenze molto pericolose nei prossimi anni se non si incomincerà a risolve il problema sin d’ora. I ragazzi tra i 16 e i 17 anni sono, secondo il Ministero dell’Educazione, quelli che avranno un futuro in cui soffriranno lunghi periodi di disoccupazione finendo per sopravvivere alla meglio con quei pochi guadagni intermittenti che riusciranno ad avere.<br /><br />

In Gran Bretagna si è raggiunta una <b>disoccupazione del 22%</b> e dalla ricerca è emerso che dei 500 datori di lavori intervistati il 25% ha dichiarato che i ragazzi hanno forti carenze nelle basi di inglese e nell’aritmetica, mentre il 55% ha dichiarato di averli trovati incapaci ad elaborare un testo utile alla comunicazione professionale. Il 53% dei datori ritiene che l’università non sia in grado di preparare i ragazzi al mondo del lavoro, mentre il 36% ritiene che sia tutto l’arco di studi (a partire dalle elementari) a non preparare adeguatamente le nuove generazioni.<br />
Un <b>esempio</b> viene dalla più produttiva fabbrica di automobili della Gran Bretagna, la Nissan di Sunderland, dove gli apprendisti tecnici della manutenzione non riescono a fare semplici conti di base.<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-top: 20px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.storiedilavoro.it/2012/02/21/126-milioni-giovani-gran-bretagna/">{lang: &#8216;it&#8217;}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiedilavoro.it/2012/02/21/126-milioni-giovani-gran-bretagna/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nuovi lavori: restano alte le richieste di laureati in economia e commercio e ingegneria. Moda e lusso terranno alti i livelli di crescita</title>
		<link>http://www.storiedilavoro.it/2012/01/24/nuovi-lavori-randstad/</link>
		<comments>http://www.storiedilavoro.it/2012/01/24/nuovi-lavori-randstad/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 18:22:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuove professioni]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro 2012]]></category>
		<category><![CDATA[nuove professioni 2012]]></category>
		<category><![CDATA[nuovi lavori]]></category>
		<category><![CDATA[randstand]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiedilavoro.it/?p=726</guid>
		<description><![CDATA[Il 2012 sarà probabilmente un anno in totale recessione per il nostro paese, ma è ovvio che le assunzioni ci saranno. Ecco le previsioni per il 2012 dell'Amministratore delegato di Randstad Marco Ceresa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2012%2F01%2F24%2Fnuovi-lavori-randstad%2F">
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2012%2F01%2F24%2Fnuovi-lavori-randstad%2F&amp;style=normal&amp;hashtags=lavoro+2012,nuove+professioni+2012,nuovi+lavori,randstand&amp;b=2" height="61" width="50" />
			</a>
		</div><table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img src="/immagini/nuove_professioni/randstad.jpg" alt="Nuove professioni" /></td>
<td>In un periodo di recessione economica come questo, il mercato del lavoro si trova a vivere un periodo di grande fermento: in queste condizioni non è facilissimo fare delle previsioni per questo nuovo anno. Di certo c&#8217;è solo che il mercato del lavoro avrà ancora un forte contraccolpo e rallentamento dovuto alla crisi economica e alle liberalizzazioni che faranno stagnare alcune decisioni.</td></tr>
</tbody>
</table>


E’ questa una delle premesse di <b>Marco Ceresa</b>, Amministratore delegato di <a title="Nuovi lavori 2012 Randstad" href="http://www.randstad.it/content/aboutrandstad/news/" target="_new"><b>Randstad</b></a>, la <b>seconda azienda al mondo</b> nel mercato delle <b>risorse umane</b> che prova ad analizzare i trend e le professioni più richieste dal mercato nei prossimi mesi. <i>“È molto difficile fare previsioni in questo momento. Ci troviamo sempre nella situazione degli ultimi 2 anni: chi ha buona conoscenza della contabilità e dei contesti amministrativi ha sempre buone opportunità per posizioni impiegatizie. Attualmente</i> – aggiunge l’AD di Randstad &#8211; <i>c’è parecchia richiesta di specialisti nel credito-contabilità e nel risk managment. Ma stanno crescendo anche le richieste per giuristi d’impresa, oltre che per buoni commerciali”.</i><br /><br />

Per quanto riguarda le <b>professioni più richieste</b>, da Randstad sono convinti che potrebbero aumentare anche quelle <b>tecniche</b>, scientifiche e di alta specializzazione, soprattutto nelle <b>scienze gestionali</b> come le figure <b>giuridiche</b> e <b>commerciali</b> e (specialisti in contabilità, credito, risk management, scienze economiche, gestione del personale, esperti legali) oltre ad un incremento della domanda di  <b>esperti informatici</b>, <b>ingegneri</b>, e <b>web</b> con un focus sui <b>social media</b>. Se si considerano i settori, quelli che potrebbero mantenere un discreto livello sono la moda e il lusso in genere, o anche tutto il settore del food e della meccanica di altra precisione.<br /><br />
 
Per quanto concerne i <b>laureati</b>, faranno più fatica a trovare lavoro gli specializzati in materie “generiche”, mentre resteranno alte le richieste delle aziende per profili esperti in materie <b>economiche</b> o <b>gestionali</b>. Il Dott. Ceresa, aggiunge, <i>“le aziende vincenti &#8211; cercano laureati soprattutto in Economia e Commercio per posizioni di contabilità, con buone probabilità di diventare in futuro anche direttori finanziari o amministrativi. Rimangono sempre alte, inoltre, le richieste per i laureati in Ingegneria, mentre fanno più fatica i dottori in materie generiche. Per loro è importante trovare aziende attente più alle attitudini che al titolo di studio”.</i><br /><br />

<i>“Nel 2012 le aziende</i> – continua l’<b>AD di Randstad</b> &#8211; <i>saranno molto più attente a valutare gli inserimenti e ad avere persone di qualità, focalizzandosi sulle persone migliori. Non sempre, soprattutto in periodi di crisi, i prodotti e i servizi gestiti dalle aziende possono essere vincenti, un aspetto che può avere una ricaduta sulle persone che lavorano in queste realtà. E se da un lato le aziende saranno più esigenti in termini di competenze e performance, dall’altro avranno bisogno di maggiore flessibilità: per questo auspichiamo una semplificazione della contrattualistica giuslavoristica e un aumento degli stipendi per i più meritevoli. E in questo contesto – conclude <b>Ceresa</b> &#8211; il nostro settore e le Agenzie per il Lavoro in particolare, potrebbero rappresentare sia un canale di ingresso nel mondo del lavoro per i candidati che uno strumento di flessibilità per le aziende”.</i><br /><br />

<b>Randstad nel dettaglio</b><br />
RANDSTAD Holding nv è la multinazionale olandese attiva dal 1960 nella ricerca, selezione, formazione di Risorse Umane e somministrazione di lavoro. A seguito dell’integrazione con Vedior Group nel 2008, RANDSTAD Holding &#8211; presente in 43 Paesi con 4.200 filiali e 25.700 dipendenti per un fatturato complessivo che ha raggiunto nel 2010 14,2 miliardi di euro &#8211; è oggi la seconda agenzia di servizi HR al mondo. Presente dal 1999 in Italia, RANDSTAD conta ad oggi oltre 800 dipendenti e 170 filiali a livello nazionale. RANDSTAD è la prima Agenzia per il Lavoro certificata SA8000 (Social Accountability 8000) in Italia.<br />
Per maggiori informazioni: www.randstad.it<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-top: 20px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.storiedilavoro.it/2012/01/24/nuovi-lavori-randstad/">{lang: &#8216;it&#8217;}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiedilavoro.it/2012/01/24/nuovi-lavori-randstad/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Come sarà il lavoro nel 2012? Ecco le professioni più richieste nei prossimi anni</title>
		<link>http://www.storiedilavoro.it/2011/11/21/lavoro-2012-nuove-professioni/</link>
		<comments>http://www.storiedilavoro.it/2011/11/21/lavoro-2012-nuove-professioni/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 17:08:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro 2012]]></category>
		<category><![CDATA[nuove professioni]]></category>
		<category><![CDATA[nuovi lavori]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiedilavoro.it/?p=698</guid>
		<description><![CDATA[Dal 2012 si assisterà ad una svolta nei tipi di lavori più richiesti dal mercato. Questa tendenza, a dire il vero, è già incominciata alcuni anni fa. Ecco come sarà il futuro del mondo lavorativo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2011%2F11%2F21%2Flavoro-2012-nuove-professioni%2F">
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2011%2F11%2F21%2Flavoro-2012-nuove-professioni%2F&amp;style=normal&amp;hashtags=lavoro+2012,nuove+professioni,nuovi+lavori&amp;b=2" height="61" width="50" />
			</a>
		</div><table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img src="/immagini/lavoro/nuovi-lavori.jpg" alt="I nuovi lavori dal 2012 in poi" /></td>
<td>Già a partire dal prossimo anno si assisterà ad una <strong>svolta nelle mansioni lavorative</strong>di cui più si avrà bisogno in Italia.Infatti secondo il <strong>rapporto Isfol</strong>, nelle aziende ci sarà meno bisogno di operai e di colletti bianchi negli uffici ma di più addetti alle pulizie, legali e specialisti nel rapporto personale; i nuovi posti di lavoro disponibili nel 2012 saranno circa 1,2 milioni, portando il totale dei lavoratori a 26,4 milioni.</td>
</tr>
</tbody>
</table>

Quindi a <strong>crescere</strong> saranno soprattutto i lavori dove è richiesta una <strong>specializzazione</strong> e quelle parallelamente opposte, cioè dove non è richiesta una <strong>qualifica</strong>: le prime aumenteranno di 507 mila posti, mentre le seconde di 409 mila unità.
<br /><br />
I prossimi 5 anni vedranno crescere del 8,7% anche le <strong>professioni intellettuali</strong>, <strong>scientifiche</strong>, e <strong>di grande specializzazione</strong>, in particolare specialisti in scienze gestionali, commerciali e giuridiche, ovvero esperti in contabilità, link con l&#8217;apertura di una nuova finestra e key all&#8217;interno: lavori da <a title="Offerte lavoro direttore commerciale" href="http://www.experteer.it/offertelavoro/lavoro/direttore-commerciale" target="_new"><strong>direttore commerciale</strong></a>, gestione del personale, in scienze economiche e esperti legali delle imprese. Nel complesso, questo gruppo di professioni sarà formato da 105 mila unità; gli ingegneri, gli architetti e gli esperti informatici saranno altri 45 mila.
<br /><br />
Le assunzioni di <strong>profili tecnici</strong> saranno 300 mila, con un incremento del 5,5%. Le professioni saranno tecnici amministrativi (68 mila), tecnici delle scienze ingegneristiche (50 mila), tecnici delle scienze quantitative, chimiche e fisiche (39 mila), tecnici paramedici (36 mila).
<br /><br />
A crescere però in maniera maggiore saranno le <strong>figure non qualificate</strong>, che in questi ultimi decenni sono sempre via via scomparse a causa del sempre maggior numero di diplomati e laureati. Le figure non specializzate aumenteranno del 13,5%, cioè 407 mila posti di lavoro. In particolare, il settore delle pulizie richiederà altri 410 mila lavoratori, e quello degli addetti alla sicurezza saranno 11 mila. Anche nel settore dell&#8217;edilizia saranno diverse le link con l&#8217;apertura di una nuova finestra e key all&#8217;interno:
<a title="Offerte di lavoro settore edile" href="http://www.experteer.it/offertelavoro/lavoro/ingegnere-edile" target="_new"><strong>offerte di lavoro edile</strong></a>.
<br /><br />
Il <strong>settore alberghiero</strong> avrà sempre più incremento, ed è da lì che verranno richieste nuove assunzioni, sia di specialisti del settore turistico, sia di quello più pratico come chef, camerieri, sommelier; in totale se ne richiederanno 120 mila. Bene andranno anche le <strong>professioni legate ai servizi sanitari e servizi personali</strong>, come la badanti ad esempio, soprattutto tenendo presente che l&#8217;Italia è un paese che diventa sempre più vecchio.
<br /><br />
Potrà sembrare strano ma <strong>artigiani e agricoltori saranno meno richiesti</strong>, probabilmente perché molto viene dall&#8217;estero e perché i diversi Governi italiani non hanno mai davvero incentivato i prodotti nostrani. Gli agricoltori e gli addetti caleranno di 43 mila unità, così come di 28 mila lavoratori sarà il calo del settore artigiano, tessile e abbigliamento.
<br /><br />
Per chi cerca lavoro nella bergamasca consigliamo di fare click su: <a title="Offerte lavoro Bergamo" href="http://www.experteer.it" target="_blank">http://www.experteer.it</a>
<strong>
</strong><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-top: 20px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.storiedilavoro.it/2011/11/21/lavoro-2012-nuove-professioni/">{lang: &#8216;it&#8217;}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiedilavoro.it/2011/11/21/lavoro-2012-nuove-professioni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Come mai le imprese italiane non funzionano?</title>
		<link>http://www.storiedilavoro.it/2011/09/01/come-mai-le-imprese-italiane-non-funzionano/</link>
		<comments>http://www.storiedilavoro.it/2011/09/01/come-mai-le-imprese-italiane-non-funzionano/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 09:29:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro estero]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[motivare impiegati]]></category>
		<category><![CDATA[regole manager]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiedilavoro.it/?p=680</guid>
		<description><![CDATA[Alcuni consigli derivati da esperienze di lavoro nel Regno Unito, riguardanti il rapporto tra manager ed impiegati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2011%2F09%2F01%2Fcome-mai-le-imprese-italiane-non-funzionano%2F">
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2011%2F09%2F01%2Fcome-mai-le-imprese-italiane-non-funzionano%2F&amp;style=normal&amp;hashtags=lavoro+estero,lavoro+inghilterra,motivare+impiegati,regole+manager&amp;b=2" height="61" width="50" />
			</a>
		</div><strong>8 lezioni per managers apprese nel Regno Unito</strong>
<br /><br />
<a href="http://www.storiedilavoro.it/wp-content/uploads/2011/09/regole-manager.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-681" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px; margin-top: 5px;" title="regole manager" src="http://www.storiedilavoro.it/wp-content/uploads/2011/09/regole-manager.jpg" alt="lavoro estero" width="250" height="199" align="left" /></a>Ogni volta che si parla di lavoro in una città come Londra, si evidenziano differenze culturali che si incontrano negli uffici o nei rapporti lavorativi con l&#8217;estero. Se negli ultimi tempi si notano difficoltà nei rapporti con i cinesi, reticenti ad aprire i loro confini a multinazionali americane, gli italiani suscitano da sempre qualche perplessita per i modi di fare.
<br /><br />
Infatti la cultura aziendale nel Regno Unito gode dell&#8217;influenza di tutta quella <strong>teoria manageriale</strong> che ha forgiato la crescita economica del paese e che fonda, ora, il proprio corso sull&#8217;importanza del lavoratore.
Non più animale da sfruttare, ma <strong>risorsa principale per lo sviluppo dell&#8217;impresa</strong> dal punto di vista relazionale, creativo e gestionale.
Ecco <strong>8 lezioni</strong> che i manager italiani dovrebbero tenere a mente quando selezionano e gestiscono il personale e che potrebbero aiutare l&#8217;espansione economica (ridotta ora al minimo):
<ol><br />
	<li><strong>Dare responsabilità</strong> al dipendente non significa perdere potere. In questo modo è possibile concentrarsi su altre attività e rendere tutti maggiormente attivi e motivati.</li><br />
	<li><strong>Chiedere consigli</strong> a un dipendente è sempre una buona cosa. Ognuno ha punti di vista differenti e quando si è più in alto non si vedono le cose dal basso.</li><br />
	<li>Le raccomandazioni non danno la sicurezza che il candidato sia appropriato. È opportuno valuare solo quelle da parte di precedenti datori di lavoro, non parenti e amici!</li><br />
	<li><strong>Guardare i risultati</strong> precedenti sul lavoro e nei progetti accademici mette in luce quanto il candidato sia attivo e partecipe.</li><br />
	<li>Chi cerca lavoro deve essere aperto a modi di gestire e lavorare prestabiliti. Questo non vuol dire costringere i nuovi arrivati ad usare metodi obsoleti che rendono la giornata più faticosa</li><br />
	<li>Se un&#8217;impresa non ha <strong>prospettive di crescita</strong>, nessuno dei nuovi arrivati sarà motivato a dare del suo meglio. Se ti danno 1.000 euro al mese che tu non faccia niente o che tu eccella, cosa fai?</li><br />
	<li>Se nell&#8217;ambiente lavorativo c&#8217;è una buona percentuale che non lavora (esempio: centinaia di pause caffè, sigarette ecc.), dovrete licenziare e assumere personale motivato. Pena, chi fa bene se ne andrà presto!</li><br />
	<li><strong>Bisogna divertirsi sul lavoro</strong>, i manager dovrebbero assegnare diverse attività in modo da rendere la giornata più interessante.</li>
</ol>
<br />
Articolo scritto da Carlo, lavora a Londra come <strong>Community Manager</strong> per <a title="Adzuna lavoro" href="http://www.adzuna.it/" target="_blank">Adzuna Lavoro</a>.<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-top: 20px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.storiedilavoro.it/2011/09/01/come-mai-le-imprese-italiane-non-funzionano/">{lang: &#8216;it&#8217;}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiedilavoro.it/2011/09/01/come-mai-le-imprese-italiane-non-funzionano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

