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	<description>La tua voce sul mondo del lavoro</description>
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		<title>Nuovi lavori: restano alte le richieste di laureati in economia e commercio e ingegneria. Moda e lusso terranno alti i livelli di crescita</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 18:22:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuove professioni]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro 2012]]></category>
		<category><![CDATA[nuove professioni 2012]]></category>
		<category><![CDATA[nuovi lavori]]></category>
		<category><![CDATA[randstand]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 2012 sarà probabilmente un anno in totale recessione per il nostro paese, ma è ovvio che le assunzioni ci saranno. Ecco le previsioni per il 2012 dell'Amministratore delegato di Randstad Marco Ceresa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div><table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img src="/immagini/nuove_professioni/randstad.jpg" alt="Nuove professioni" /></td>
<td>In un periodo di recessione economica come questo, il mercato del lavoro si trova a vivere un periodo di grande fermento: in queste condizioni non è facilissimo fare delle previsioni per questo nuovo anno. Di certo c&#8217;è solo che il mercato del lavoro avrà ancora un forte contraccolpo e rallentamento dovuto alla crisi economica e alle liberalizzazioni che faranno stagnare alcune decisioni.</td></tr>
</tbody>
</table>


E’ questa una delle premesse di <b>Marco Ceresa</b>, Amministratore delegato di <a title="Nuovi lavori 2012 Randstad" href="http://www.randstad.it/content/aboutrandstad/news/" target="_new"><b>Randstad</b></a>, la <b>seconda azienda al mondo</b> nel mercato delle <b>risorse umane</b> che prova ad analizzare i trend e le professioni più richieste dal mercato nei prossimi mesi. <i>“È molto difficile fare previsioni in questo momento. Ci troviamo sempre nella situazione degli ultimi 2 anni: chi ha buona conoscenza della contabilità e dei contesti amministrativi ha sempre buone opportunità per posizioni impiegatizie. Attualmente</i> – aggiunge l’AD di Randstad &#8211; <i>c’è parecchia richiesta di specialisti nel credito-contabilità e nel risk managment. Ma stanno crescendo anche le richieste per giuristi d’impresa, oltre che per buoni commerciali”.</i><br /><br />

Per quanto riguarda le <b>professioni più richieste</b>, da Randstad sono convinti che potrebbero aumentare anche quelle <b>tecniche</b>, scientifiche e di alta specializzazione, soprattutto nelle <b>scienze gestionali</b> come le figure <b>giuridiche</b> e <b>commerciali</b> e (specialisti in contabilità, credito, risk management, scienze economiche, gestione del personale, esperti legali) oltre ad un incremento della domanda di  <b>esperti informatici</b>, <b>ingegneri</b>, e <b>web</b> con un focus sui <b>social media</b>. Se si considerano i settori, quelli che potrebbero mantenere un discreto livello sono la moda e il lusso in genere, o anche tutto il settore del food e della meccanica di altra precisione.<br /><br />
 
Per quanto concerne i <b>laureati</b>, faranno più fatica a trovare lavoro gli specializzati in materie “generiche”, mentre resteranno alte le richieste delle aziende per profili esperti in materie <b>economiche</b> o <b>gestionali</b>. Il Dott. Ceresa, aggiunge, <i>“le aziende vincenti &#8211; cercano laureati soprattutto in Economia e Commercio per posizioni di contabilità, con buone probabilità di diventare in futuro anche direttori finanziari o amministrativi. Rimangono sempre alte, inoltre, le richieste per i laureati in Ingegneria, mentre fanno più fatica i dottori in materie generiche. Per loro è importante trovare aziende attente più alle attitudini che al titolo di studio”.</i><br /><br />

<i>“Nel 2012 le aziende</i> – continua l’<b>AD di Randstad</b> &#8211; <i>saranno molto più attente a valutare gli inserimenti e ad avere persone di qualità, focalizzandosi sulle persone migliori. Non sempre, soprattutto in periodi di crisi, i prodotti e i servizi gestiti dalle aziende possono essere vincenti, un aspetto che può avere una ricaduta sulle persone che lavorano in queste realtà. E se da un lato le aziende saranno più esigenti in termini di competenze e performance, dall’altro avranno bisogno di maggiore flessibilità: per questo auspichiamo una semplificazione della contrattualistica giuslavoristica e un aumento degli stipendi per i più meritevoli. E in questo contesto – conclude <b>Ceresa</b> &#8211; il nostro settore e le Agenzie per il Lavoro in particolare, potrebbero rappresentare sia un canale di ingresso nel mondo del lavoro per i candidati che uno strumento di flessibilità per le aziende”.</i><br /><br />

<b>Randstad nel dettaglio</b><br />
RANDSTAD Holding nv è la multinazionale olandese attiva dal 1960 nella ricerca, selezione, formazione di Risorse Umane e somministrazione di lavoro. A seguito dell’integrazione con Vedior Group nel 2008, RANDSTAD Holding &#8211; presente in 43 Paesi con 4.200 filiali e 25.700 dipendenti per un fatturato complessivo che ha raggiunto nel 2010 14,2 miliardi di euro &#8211; è oggi la seconda agenzia di servizi HR al mondo. Presente dal 1999 in Italia, RANDSTAD conta ad oggi oltre 800 dipendenti e 170 filiali a livello nazionale. RANDSTAD è la prima Agenzia per il Lavoro certificata SA8000 (Social Accountability 8000) in Italia.<br />
Per maggiori informazioni: www.randstad.it<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-top: 20px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.storiedilavoro.it/2012/01/24/nuovi-lavori-randstad/">{lang: &#8216;it&#8217;}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Come sarà il lavoro nel 2012? Ecco le professioni più richieste nei prossimi anni</title>
		<link>http://www.storiedilavoro.it/2011/11/21/lavoro-2012-nuove-professioni/</link>
		<comments>http://www.storiedilavoro.it/2011/11/21/lavoro-2012-nuove-professioni/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 17:08:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro 2012]]></category>
		<category><![CDATA[nuove professioni]]></category>
		<category><![CDATA[nuovi lavori]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 2012 si assisterà ad una svolta nei tipi di lavori più richiesti dal mercato. Questa tendenza, a dire il vero, è già incominciata alcuni anni fa. Ecco come sarà il futuro del mondo lavorativo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div><table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img src="/immagini/lavoro/nuovi-lavori.jpg" alt="I nuovi lavori dal 2012 in poi" /></td>
<td>Già a partire dal prossimo anno si assisterà ad una <strong>svolta nelle mansioni lavorative</strong> di cui più si avrà bisogno in Italia.<br /><br />

Infatti secondo il <strong>rapporto Isfol</strong>, nelle aziende ci sarà meno bisogno di operai e di colletti bianchi negli uffici ma di più addetti alle pulizie, legali e specialisti nel rapporto personale; i nuovi posti di lavoro disponibili nel 2012 saranno circa 1,2 milioni, portando il totale dei lavoratori a 26,4 milioni.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
&nbsp;

Quindi a <strong>crescere</strong> saranno soprattutto i lavori dove è richiesta una <strong>specializzazione</strong> e quelle parallelamente opposte, cioè dove non è richiesta una <strong>qualifica</strong>: le prime aumenteranno di 507 mila posti, mentre le seconde di 409 mila unità.<br /><br />

I prossimi 5 anni vedranno crescere del 8,7% anche le <strong>professioni intellettuali</strong>, <strong>scientifiche</strong>, e <strong>di grande specializzazione</strong>, in particolare specialisti in scienze gestionali, commerciali e giuridiche, ovvero esperti in contabilità, link con l&#8217;apertura di una nuova finestra e key all&#8217;interno: lavori da <a title="Offerte lavoro direttore commerciale" href="http://www.experteer.it/offertelavoro/lavoro/direttore-commerciale" target="_new"><b>direttore commerciale</b></a>, gestione del personale, in scienze economiche e esperti legali delle imprese. Nel complesso, questo gruppo di professioni sarà formato da 105 mila unità; gli ingegneri, gli architetti e gli esperti informatici saranno altri 45 mila.<br /><br />

Le assunzioni di <strong>profili tecnici</strong> saranno 300 mila, con un incremento del 5,5%. Le professioni saranno tecnici amministrativi (68 mila), tecnici delle scienze ingegneristiche (50 mila), tecnici delle scienze quantitative, chimiche e fisiche (39 mila), tecnici paramedici (36 mila).<br /><br />

A crescere però in maniera maggiore saranno le <strong>figure non qualificate</strong>, che in questi ultimi decenni sono sempre via via scomparse a causa del sempre maggior numero di diplomati e laureati. Le figure non specializzate aumenteranno del 13,5%, cioè 407 mila posti di lavoro. In particolare, il settore delle pulizie richiederà altri 410 mila lavoratori, e quello degli addetti alla sicurezza saranno 11 mila. Anche nel settore dell&#8217;edilizia saranno diverse le link con l&#8217;apertura di una nuova finestra e key all&#8217;interno:
<a title="Offerte di lavoro settore edile" href="http://www.experteer.it/offertelavoro/lavoro/ingegnere-edile" target="_new"><b>offerte di lavoro edile</b></a>.<br /><br />

Il <strong>settore alberghiero</strong> avrà sempre più incremento, ed è da lì che verranno richieste nuove assunzioni, sia di specialisti del settore turistico, sia di quello più pratico come chef, camerieri, sommelier; in totale se ne richiederanno 120 mila. Bene andranno anche le <strong>professioni legate ai servizi sanitari e servizi personali</strong>, come la badanti ad esempio, soprattutto tenendo presente che l&#8217;Italia è un paese che diventa sempre più vecchio.<br /><br />

Potrà sembrare strano ma <strong>artigiani e agricoltori saranno meno richiesti</strong>, probabilmente perché molto viene dall&#8217;estero e perché i diversi Governi italiani non hanno mai davvero incentivato i prodotti nostrani. Gli agricoltori e gli addetti caleranno di 43 mila unità, così come di 28 mila lavoratori sarà il calo del settore artigiano, tessile e abbigliamento.<br /><br />

Per chi cerca lavoro nella bergamasca consigliamo di guardare le link con l&#8217;apertura di una nuova finestra e key all&#8217;interno:
<a title="Offerte di lavoro per la zona di Bergamo" href="http://www.experteer.it/offertelavoro/italia/lavoro-a/bergamo" target="_new"><b>offerte di lavoro Bergamo</b></a>.<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-top: 20px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.storiedilavoro.it/2011/11/21/lavoro-2012-nuove-professioni/">{lang: &#8216;it&#8217;}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Come mai le imprese italiane non funzionano?</title>
		<link>http://www.storiedilavoro.it/2011/09/01/come-mai-le-imprese-italiane-non-funzionano/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 09:29:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro estero]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[motivare impiegati]]></category>
		<category><![CDATA[regole manager]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcuni consigli derivati da esperienze di lavoro nel Regno Unito, riguardanti il rapporto tra manager ed impiegati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2011%2F09%2F01%2Fcome-mai-le-imprese-italiane-non-funzionano%2F">
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			</a>
		</div><strong>8 lezioni per managers apprese nel Regno Unito</strong>
<br /><br />
<a href="http://www.storiedilavoro.it/wp-content/uploads/2011/09/regole-manager.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-681" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px; margin-top: 5px;" title="regole manager" src="http://www.storiedilavoro.it/wp-content/uploads/2011/09/regole-manager.jpg" alt="lavoro estero" width="250" height="199" align="left" /></a>Ogni volta che si parla di lavoro in una città come Londra, si evidenziano differenze culturali che si incontrano negli uffici o nei rapporti lavorativi con l&#8217;estero. Se negli ultimi tempi si notano difficoltà nei rapporti con i cinesi, reticenti ad aprire i loro confini a multinazionali americane, gli italiani suscitano da sempre qualche perplessita per i modi di fare.
<br /><br />
Infatti la cultura aziendale nel Regno Unito gode dell&#8217;influenza di tutta quella <strong>teoria manageriale</strong> che ha forgiato la crescita economica del paese e che fonda, ora, il proprio corso sull&#8217;importanza del lavoratore.
Non più animale da sfruttare, ma <strong>risorsa principale per lo sviluppo dell&#8217;impresa</strong> dal punto di vista relazionale, creativo e gestionale.
Ecco <strong>8 lezioni</strong> che i manager italiani dovrebbero tenere a mente quando selezionano e gestiscono il personale e che potrebbero aiutare l&#8217;espansione economica (ridotta ora al minimo):
<ol><br />
	<li><strong>Dare responsabilità</strong> al dipendente non significa perdere potere. In questo modo è possibile concentrarsi su altre attività e rendere tutti maggiormente attivi e motivati.</li><br />
	<li><strong>Chiedere consigli</strong> a un dipendente è sempre una buona cosa. Ognuno ha punti di vista differenti e quando si è più in alto non si vedono le cose dal basso.</li><br />
	<li>Le raccomandazioni non danno la sicurezza che il candidato sia appropriato. È opportuno valuare solo quelle da parte di precedenti datori di lavoro, non parenti e amici!</li><br />
	<li><strong>Guardare i risultati</strong> precedenti sul lavoro e nei progetti accademici mette in luce quanto il candidato sia attivo e partecipe.</li><br />
	<li>Chi cerca lavoro deve essere aperto a modi di gestire e lavorare prestabiliti. Questo non vuol dire costringere i nuovi arrivati ad usare metodi obsoleti che rendono la giornata più faticosa</li><br />
	<li>Se un&#8217;impresa non ha <strong>prospettive di crescita</strong>, nessuno dei nuovi arrivati sarà motivato a dare del suo meglio. Se ti danno 1.000 euro al mese che tu non faccia niente o che tu eccella, cosa fai?</li><br />
	<li>Se nell&#8217;ambiente lavorativo c&#8217;è una buona percentuale che non lavora (esempio: centinaia di pause caffè, sigarette ecc.), dovrete licenziare e assumere personale motivato. Pena, chi fa bene se ne andrà presto!</li><br />
	<li><strong>Bisogna divertirsi sul lavoro</strong>, i manager dovrebbero assegnare diverse attività in modo da rendere la giornata più interessante.</li>
</ol>
<br />
Articolo scritto da Carlo, lavora a Londra come <strong>Community Manager</strong> per <a title="Adzuna lavoro" href="http://www.adzuna.it/" target="_blank">Adzuna Lavoro</a>.<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-top: 20px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.storiedilavoro.it/2011/09/01/come-mai-le-imprese-italiane-non-funzionano/">{lang: &#8216;it&#8217;}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>BMW porta in primo piano l&#8217;esperienza e la competenza degli operai più anziani con la &#8220;fabbrica per operai anziani&#8221;</title>
		<link>http://www.storiedilavoro.it/2011/06/23/operai-anziani-bmw/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 15:37:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[fabbrica bmq anziani]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratori anziani]]></category>
		<category><![CDATA[operai anziani]]></category>
		<category><![CDATA[operai bmw]]></category>

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		<description><![CDATA[Per anni si è continuato ad investire sui giovani lasciando da parte gli operai più anziani. Ma la casa automobilistica BMW cambia le regole e si muove in controtendenza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2011%2F06%2F23%2Foperai-anziani-bmw%2F">
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			</a>
		</div><table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img src="/immagini/varie/bmw-fabbrica-anziani.jpg" alt="BMW punta sul lavoro degli anziani anziché su quello dei giovani" /></td>
<td>Perché non considerare l’affidabilità, la saggezza, l’esperienza accumulata in anni di lavoro una <b>risorsa</b> piuttosto che un difetto da sanare?<br />
La risposta a questa domanda sembra venire dalla <b>Germania</b> e da una delle sue principali case di produzione automobilistica, la <b>Bmw</b>.</tr></td></tbody></table><br />
L’<b>idea rivoluzionaria</b> dell’azienda consiste proprio nel mantenere aperto il proprio <b>stabilimento di Dingolfing</b> ad una fascia di operai “anziani”, adattando i ritmi di produzione a questa categoria molto speciale di persone specializzate e appassionate di quel lavoro che hanno fatto per anni e che, secondo le regole della velocizzazione e della produttività, dovrebbero rinunciarci.<br /><br />

Lo stabilimento prevede postazioni di lavoro ergonomiche, <b>ritmi di lavoro meno stressanti</b> e anche delle sale per il relax dei dipendenti.<br />
Con questa strategia l’azienda spera di mantenere il più a lungo possibile la <b>preziosissima collaborazione di lavoratori maturi e pieni di esperienza</b>, estremamente importante per il buon funzionamento del lavoro, affiancandoli alle giovani leve che in tal modo saranno guidate in modo ottimale da dipendenti fedeli, saggi e consapevoli.<br /><br />

Questo esperimento, che la Bmw spera di poter estendere quanto prima anche ad altri stabilimenti, ha il <b>duplice vantaggio</b> di mantenere dipendenti ben formati nel corso degli anni e di ovviare alle difficoltà incontrate nel reperire nuova manodopera.<br /> 
Purtroppo nel corso degli anni questa tendenza si è sempre più abbandonata in favore dell’assunzione di giovani che, se non altro, pesano di meno dal punto di vista economico. Ma queste scelte sono state mascherate con le idee sulla maggiore efficienza e predisposizione all’innovazione da parte dei giovani, teoria non sempre vera tra l’altro. Ma aderendo a questi “dogmi” si è tralasciata l’idea fondamentale che nell’ambito della produzione aziendale <b>anche la maturità e l’esperienza hanno da dire la loro</b>; non conta solo la forza fisica.<br /><br />

Pertanto, anche se un gruppo di operai anziani potrebbe in qualche modo avere ritmi di lavoro più lenti, <b>i risultati potrebbero essere migliori e più ponderati</b>. E la Bmw vuole provare proprio questo, quindi ha detto basta ai pre-pensionamenti di persone che sono perfettamente in grado, e hanno anche molta voglia, di lavorare ancora per l’azienda.<br /><br />

Basta alle <b>politiche forzate di ringiovanimento</b> dello staff che per anni sono state alla base dell’organizzazione di molte aziende. Tali politiche, poi, il più delle volte si sono rivelate controproducenti per le aziende stesse in quanto se da un lato i manager hanno insistito tanto sullo “svecchiamento”, dall’altro poi hanno dovuto fare i conti con gli <b>enormi costi che comporta la formazione di giovani operai senza esperienza</b>.<br /><br />

Quindi perché non tener conto del fatto che molti anziani in età pensionabile hanno da dare ancora molto in termini di produttività e non hanno nessuna voglia di essere relegati all’inattività forzata? Perché non considerarli delle <b>risorse preziose piuttosto che dei pesi inutili?</b><br /><br />

<b>La strada intrapresa dalla famosa azienda tedesca sembra essere quella giusta</b> e, sicuramente, non si può che sperare che faccia da apripista ad altre iniziative di questo genere nei diversi settori della produzione.<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-top: 20px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.storiedilavoro.it/2011/06/23/operai-anziani-bmw/">{lang: &#8216;it&#8217;}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il mercato del lavoro in Italia: quali sono le posizioni più richieste?</title>
		<link>http://www.storiedilavoro.it/2011/06/20/mercato-lavoro-italia/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 17:26:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuove professioni]]></category>
		<category><![CDATA[lavori più ricercati]]></category>
		<category><![CDATA[lavori richiesti]]></category>
		<category><![CDATA[nuovi lavori]]></category>
		<category><![CDATA[vecchi lavori]]></category>

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		<description><![CDATA[Se da un lato il lavoro manca ci sono altre situazioni dove invece il lavoro è molto ricercato, soprattutto dove è richiesta una certa manualità e capacità nel manovrare strumenti manuali.]]></description>
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			</a>
		</div><table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img src="/immagini/nuove_professioni/panettiere.jpg" alt="Conoscere il contratto di lavoro" /></td>
<td>Il quadro della situazione lavorativa in Italia illustrato da media e istituti di ricerca non mostra certo delle tendenze rassicuranti, sia che si tratti di giovani alla ricerca di un primo impiego, sia di lavoratori più esperti alla ricerca di una nuova occupazione.</tr></td></tbody></table><br />
Le <b>due principali problematiche</b> che sembrano affliggere questo settore riguardano infatti queste due categorie di lavoratori: <b>i giovani</b> che nonostante un curriculum accademico di tutto rispetto trovano incredibili difficoltà nel trovare una posizione lavorativa coerente con il proprio percorso di studi, e <b>i lavoratori</b> già presenti sul mercato del lavoro, che hanno perso la propria occupazione a causa delle ristrutturazioni richieste per lo più dalla recente crisi economica, e che, data proprio l’età non più giovane, si trovano spesso tagliati fuori dalle dinamiche di reclutamento.<br /><br />
Sarebbe però sbagliato definire la situazione del mercato del lavoro come <b>stagnante</b>, dal momento che c’è in realtà una serie di professioni per le quali risulta sempre più difficile trovare candidati esperti ed appassionati, sembra quindi si tratti piuttosto di un <b>mancato incontro tra domande e offerta</b> di posti di lavoro.<br /><br />
<b>I mestieri più richiesti in Italia</b>
Se infatti <b>va aumentando il numero di laureati</b> e di persone alla <a title="Offerte di lavoro" href="http://www.experteer.it/" target="_new"><b>ricerca di un lavoro in ufficio</b></a> o manageriale, al contrario, dal lato dell’offerta, <b>aumentano le richieste per mestieri molto più pratici e manuali</b>. Nella classifica delle professioni più richieste risultano infatti tra i primi posti ad esempio il <b>panettiere</b>, <b>il gelataio</b>, <b>il pasticcere</b>.<br /><br />
Una posizione altrettanto utile e richiesta ma per la quale spesso mancano professionisti disponibili è quella dell’<b>infermiere</b>: su tutto il territorio nazionale senza distinzione di area o regione le offerte di lavoro nel settore infermieristico sono numerosissime, tanto che  le persone disposte ad affrontare questo lavoro e soprattutto con un curriculum adeguato non sono sufficienti a coprire l’intera offerta.<br /><br />
Dando uno sguardo più approfondito possiamo notare che nelle regioni del <b>nord Italia</b> c’è una forte richiesta di commessi e di tutte quelle professioni che in qualche modo si relazionano al mondo delle vendite e del commercio. Ma le <a title="Offerte di lavoro a Bergamo" href="http://www.experteer.it/offertelavoro/italia/lavoro-a/bergamo" target="_new"><b>offerte di lavoro a Bergamo</b></a> e d’introni mostrano un trend in continua ascesa che indica come tornitori, saldatori e operai specializzati siano tra i mestieri più richiesti.<br /><br />
In queste aree la <b>mancanza di personale specializzato</b> e alla ricerca di mestieri come quelli sopra citati o legati all’ambito dell’artigianato, non sembra destinata a cessare, infatti, il netto aumento di iscrizioni ai licei a scapito invece degli istituti professionali e tecnici è una dimostrazione di come, la tendenza sopra descritta, vada incrementandosi e radicandosi di anno in anno.<br /><br />

Spostandoci invece verso il <b>sud della penisola</b>, le professioni più richieste si collocano nel settore legato all’<b>edilizia</b>, ad esempio carpentieri e manovali. Da notare inoltre che in queste aree la richiesta di personale con specializzazioni turistiche o con le competenze adatte ad inserirsi in questo settore e nelle strutture alberghiere rappresenta una parte non indifferente delle offerte di lavoro totali.<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-top: 20px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.storiedilavoro.it/2011/06/20/mercato-lavoro-italia/">{lang: &#8216;it&#8217;}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Contratto di lavoro: conoscerlo meglio per non farsi fregare</title>
		<link>http://www.storiedilavoro.it/2011/06/07/contratto-lavoro-conoscerlo/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 11:38:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Leggi e contratti]]></category>
		<category><![CDATA[contratti di lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[impugnare contratto lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[info ccnl]]></category>
		<category><![CDATA[informazione contratto lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[L'importanza dei contratti di lavoro è fondamentale per essere protetti da problemi lavorativi come licenziamenti ingiusti, mobbing ecc. Ecco una panoramica sui contratti di lavoro maggiormente diffusi in Italia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div><table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img src="/immagini/leggi/contratto-lavoro-conoscerlo.jpg" alt="Conoscere il contratto di lavoro" /></td>
<td>Il contratto di lavoro nel nostro paese viene <b>regolamentato</b> da una serie di norme incluse nel Codice Civile che in primo luogo sanciscono che tale contratto è un <b>contratto tipico bilaterale</b></tr></td></tbody></table> (cioè previsto dalla legge e sottoscritto tra due parti datore di lavoro, che può essere una persona fisica o una persona giuridica, cioè un’azienda, e il lavoratore) e <b>sinallagmatico</b> (cioè che prevede il rispetto di obblighi da entrambe le parti contraenti).<br />

Caratteristica fondamentale del contratto di lavoro è il fatto che esso debba essere oneroso, che debba cioè <b>prevedere un pagamento</b>. A questo proposito, <b>l’articolo 2099 del Codice Civile</b> stabilisce che, qualora non ci sia un accordo preventivo tra le parti, sarà compito del giudice stabilire la misura e la modalità della retribuzione.<br /><br />

Per sottoscrivere un contratto di lavoro dipendente ci deve innanzitutto essere <b>accordo tra le due parti</b>, e il lavoratore deve aver raggiunto il <b>sedicesimo anno di età</b>, come ha stabilito la legge finanziaria del 2007, del 27 dicembre 2006 n. 296. L’articolo di tale legge agisce in deroga rispetto alla norma generale rispetto alla quale un contratto di lavoro può essere sottoscritto solo al raggiungimento della maggiore età.<br /><br />

I contratti di lavoro possono essere di <b>due macrotipi:</b> <b>contratto individuale</b>, quando si stabilisce come accordo tra due singoli soggetti (datore di lavoro e lavoratore), e <b>contratto collettivo nazionale di lavoro</b>, altrimenti detto CCNL, quando tale contratto scaturisce da un accordo preso a livello nazionale tra il sindacato dei lavoratori e le associazioni che raccolgono le diverse categorie di datori di lavoro.<br />
In Italia comunque esistono più di <b>400 categorie di contratti nazionali</b> che, se da un lato garantiscono una tutela per i lavoratori di ogni categoria, dall’altro creano una mole consistente di norme e regole che talvolta possono risultare confuse.<br /><br />

La legge dice inoltre che qualsiasi contratto di lavoro può essere sottoposto a un <b>periodo di prova</b>, trascorso il quale, una delle due parti potrebbe recedere senza avere alcun obbligo. Affinché questa clausola trovi applicazione è necessario che il contratto sia stato fatto in forma scritta altrimenti si dà per dato di fatto che il periodo di prova non sia stato stabilito tra le parti.<br /><br />

Il contratto di lavoro può essere sottoscritto sia a tempo indeterminato (cioè senza scadenza temporale) che a tempo determinato (cioè con una scadenza temporale concordata tra le parti). Il <b>D.Lgs. 368/2001</b> ha fortemente liberalizzato il ricorso al contratto di lavoro a tempo determinato, ribaltando le tendenze del passato. Secondo questo decreto <b>il datore di lavoro può utilizzare un contratto a termine solo in tre casi eccezionali:</b> se ha <b>bisogno per un certo periodo</b> di personale tecnico del quale non dispone normalmente nella propria azienda; se ci sono degli <b>aumenti di produzione inaspettati</b> che non riesce a coprire con il proprio personale; se ha bisogno di <b>sostituire per un certo periodo dei lavoratori assenti</b> (ma non per sciopero). In ogni caso, qualora il datore di lavoro dovesse recedere dal contratto a tempo determinato prima della scadenza fissata per lo stesso, sarebbe obbligato a versare al lavoratore tutte le mensilità mancanti.<br />
Tali contratti possono essere <b>prorogati solo se inferiori a tre anni e solo per una volta</b>. Se il rapporto si protrae oltre i limiti previsti dal contratto, il lavoratore avrà diritto ad una maggiorazione del 20% della retribuzione per i primi venti giorni; superati i venti giorni il contratto si commuta in contratto a tempo indeterminato.<br /><br />

La legge vieta quindi la reiterazione del contratto a tempo determinato per più di due volte, e se il secondo contratto viene stipulato entro dieci giorni dalla scadenza del primo esso si intende automaticamente a tempo indeterminato.

Il lavoratore, che il più delle volte risulta essere “la parte debole” dell’accordo, dovrebbe sempre ricordare che <b>il contratto non è un semplice foglio di carta</b> da firmare in calce. Esso infatti contiene tutte le <b>informazioni</b> che riguardano il rapporto con il datore di lavoro, pertanto è sempre un bene leggerlo in tutte le sue parti, anche se può sembrare faticoso o noioso e anche se il linguaggio adottato, spesso troppo tecnico, può risultare ostico.<br />
Non è un giusto comportamento quello di informarsi su quanto riportato in contratto solo nel caso in cui si presentino eventuali controversie, perché una lettura approfondita delle diverse clausole e una conoscenza di esse può portare ad evitarle le controversie. Basti pensare alle <b>numerose regole</b> che esistono per formalizzare argomenti come ferie, maternità, malattia, retribuzione, orario di lavoro, cessazione dell’attività, ecc.<br />
Conoscere anticipatamente ciò che il proprio contratto prevede rispetto a tutti questi punti è una cosa senz’altro indispensabile al lavoratore. <div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-top: 20px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.storiedilavoro.it/2011/06/07/contratto-lavoro-conoscerlo/">{lang: &#8216;it&#8217;}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Mamme al lavoro</title>
		<link>http://www.storiedilavoro.it/2011/03/28/mamme-lavoro/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 16:25:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nuove professioni]]></category>
		<category><![CDATA[aprire asilo nido]]></category>
		<category><![CDATA[aprire baby park]]></category>
		<category><![CDATA[baby park]]></category>
		<category><![CDATA[nuovi lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[offerte lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Aprire un baby parking può essere una valida alternativa lavorativa per tutte le mamme che vorrebbero crescere il proprio figlio in casa senza portarlo in un asilo nido, e nel contempo vorrebbero avere una entrata di denaro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>Molte neo mamme al compimento del primo anno di vita del figlio rinunciano a rientrare al lavoro per vari ordini di motivi: la difficoltà a reperire posto all’asilo nido, la sofferenza del distacco lasciando il proprio figlio l’intera giornata all’asilo, per le rette non proprio agevolate del nido che possono giungere anche ad assorbire il proprio stipendio, ecc.<br /><br /> 

Per tutte coloro che si riconoscono in questa descrizione ecco il delinearsi di un’interessante opportunità di <a title="Offerte di lavoro" href="http://www.kijiji.it/offerte-di-lavoro/" target="_new"><b>lavoro</b></a>: <b>aprire un baby parking</b>.<br /><br />

Un baby parking è un luogo dove vengono ospitati i figli di genitori con lavori part-time o momentaneamente occupati per periodi di tempo diversificati. Ai bambini vengono offerti momenti di gioco e svago in un luogo sicuro dove potersi divertire e trascorrere belle ore in attesa di mamma e papà.<br /><br />

<b>Non sempre serve avere un titolo di studio specifico</b>, come un diploma magistrale o una laurea in scienze dell’educazione, per gestire un baby parking.<br /><br /> 

Questa struttura non equivale ad un asilo nido, bensì è molto meno vincolante sia in termini di adempimenti burocratici sia in termini di dispendio economico ed orario.<br /><br />

L’investimento è infatti limitato al reperimento di una semplice ma funzionale struttura che possa accogliere <b>fino a 25 bambini dai 13 mesi ai 6 anni per un massimo di sei ore al giorno</b>; inoltre non sono previsti pasti da erogare quindi non servono accorgimenti particolari in merito alla strutturazione dei locali.<br />
Le pratiche burocratiche sono, oltre all’agibilità e al rispetto delle normative igienico e sanitarie, l’apertura della partita IVA e le iscrizioni all’INAIL, INPS e al registro delle imprese.<br /><br />

<b>Le regioni disciplinano questa nuova realtà lavorativa</b>, molte la offrono come nuova modalità di <a title="Offerte di lavoro Veneto" href="http://www.kijiji.it/offerte-di-lavoro/annunci-veneto/" target="_new"><b>lavoro come il Veneto</b></a>: ad esempio. Insomma, finché la normativa non è ancora definita e restrittiva, chi ama i bambini, vuole rimanere accanto al proprio figlio nei primi anni e sa/puo accogliere anche altri bambini in modo allegro e responsabile, può prendere al volo questa occasione, che risulta essere molto gradita alle mamme che sanno di poter lasciare i propri bambini in una struttura protetta con un clima familiare.<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-top: 20px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.storiedilavoro.it/2011/03/28/mamme-lavoro/">{lang: &#8216;it&#8217;}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Diritti del lavoratore secondo la Costituzione e la legge italiana</title>
		<link>http://www.storiedilavoro.it/2011/01/11/diritti-lavoratore-costituzione-legge/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Jan 2011 16:45:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Leggi e contratti]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione lavoratore]]></category>
		<category><![CDATA[diritti lavoratore]]></category>
		<category><![CDATA[legge lavoratore]]></category>

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		<description><![CDATA[Un elenco dei diritti del lavoratore per non dimenticare mai quali sono gli strumenti in suo possesso per farsi valere sul posto di lavoro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>Un contratto di lavoro deve racchiudere una <b>serie di norme</b> che riguarda i doveri del lavoratore e che ne regola l’attività.<br />
Prerogativa del contratto di lavoro è comunque anche quella di includere <b>norme che tutelino tutti i diritti del lavoratore</b>, sia per quel che concerne la sua dignità sia per la sua salute e la sua sicurezza. Questo principio viene riconosciuto al lavoratore dalla Costituzione stessa la quale stabilisce che <b>il lavoratore deve ricevere il giusto compenso proporzionato alle sue capacità e responsabilità</b>.<br />
Altri diritti che spettano al lavoratore sono quello all’assistenza e quello alla previdenza, oltre che all’assicurazione che copra eventuali infortuni sul lavoro.<br />
La Costituzione inoltre garantisce il <b>diritto allo sciopero e all’associazione sindacale</b>.

A supporto di queste norme generali è stato poi emanato lo <b>Statuto dei Lavoratori</b> al quale devono attenersi le imprese industriali private con più di 15 dipendenti e quelle agricole con più di 5 dipendenti. Tale statuto non riguarda però la gestione dei dipendenti degli enti pubblici.<br /><br />

A livello governativo poi esistono tre <b>enti preposti alla salvaguardia di tali diritti</b> che sono:
<ul>
<li> il <b>Ministero del Lavoro</b>, che ha il ruolo di coordinare l’attività amministrativa e di mediare eventuali vertenze tra lavoratore e datore di lavoro;</li>
<li> l’<b>Ispettorato del Lavoro</b>, che ha il compito di vigilare sul rispetto delle norme sui diritti del lavoratore da parte dei datori di lavoro;</li>
<li> l’<b>Ufficio del lavoro</b>, che si occupa del collocamento dei lavoratori e dell’assistenza agli immigrati.</li>
</ul><br />

Fra i diversi diritti del lavoratore, sanciti dalla legge, sono da annoverare senza dubbio il <b>diritto all’astensione dal lavoro per malattia e il diritto all’astensione per maternità</b>. Per quel che riguarda il primo caso, regolato dall’articolo 2110 del Codice Civile, il lavoratore ha il diritto di astenersi dal regolare orario di lavoro percependo tuttavia il proprio compenso che spetta in parte al datore di lavoro, quando previsto dal contratto collettivo, e in parte all’Inps, sotto forma di indennità di malattia. Per avere diritto a tale <b>retribuzione compensativa</b> il lavoratore dipendente deve dimostrare il proprio stato di malattia tramite un certificato medico compilato dal medico di base e presentato al datore di lavoro e all’Inps entro due giorni dall’astensione (con raccomandata r/r). Il lavoratore dovrà poi rimanere a disposizione per eventuali accertamenti sanitari. Tale astensione può protrarsi fino a tre mesi se si ha un’anzianità di servizio inferiore ai dieci anni e fino a sei mesi con un’anzianità di servizio maggiore. Oltre tali limiti, ove necessario, il lavoratore può chiedere un periodo di aspettativa durante il quale però perde il diritto alla retribuzione compensativa.<br /><br />

Nel caso di <b>maternità</b>, una lavoratrice dipendente sia del settore pubblico sia del settore privato, ha diritto ad un periodo di astensione dal lavoro di cinque mesi completamente retribuito. Tale periodo deve essere obbligatoriamente distribuito nel seguente modo: i due mesi precedenti al parto e i tre mesi successivi. Da qualche anno tale diritto è estensibile anche al padre, purché sia un lavoratore dipendente, e solo nel caso in cui la madre non possa usufruirne in quanto lavoratrice non dipendente. Inoltre la gestante può avere diritto anche all’astensione anticipata a partire dal momento iniziale della gravidanza qualora questa presenti complicazioni o qualora le mansioni svolte dalla lavoratrice non siano congeniali al suo stato di gravidanza.<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-top: 20px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.storiedilavoro.it/2011/01/11/diritti-lavoratore-costituzione-legge/">{lang: &#8216;it&#8217;}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Nuovi vergognosi finanziamenti alle scuole private</title>
		<link>http://www.storiedilavoro.it/2010/12/03/finanziamenti-scuole-private/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Dec 2010 17:56:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Povera patria]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamenti scuola privata]]></category>
		<category><![CDATA[insegnanti precari]]></category>
		<category><![CDATA[precariato scuola]]></category>
		<category><![CDATA[scuola pubblica finanziamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Ministro Tremonti ha annunciato nuovi incentivi economici alle scuole private, tutto questo quando la scuola va a rotoli a lascia sempre più insegnanti a casa, anche se quelli che restano sono comunque dei precari.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div><table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img src="/immagini/povera-patria/finanziamenti-scuole-private.jpg" alt="Finanziamenti scuole private nel 2011" /></td>
<td>Ormai a tutti è noto lo stato in cui verte la <b>scuola pubblica italiana</b>: tagli sulle risorse, riduzione delle assunzioni, a tempo determinato e, ancor di più, a tempo indeterminato, classi sovraccariche di alunni e la didattica che, in generale, risente di tutta questa situazione.</tr></td></tbody></table><br />
Ciononostante, mentre l’istruzione pubblica agonizza, <b>il Ministro Tremonti decide di raddoppiare i fondi da destinare alle scuole paritarie (private, non statali) per il 2011</b>.<br />
Sebbene il Ministro dell’Istruzione Gelmini avesse più volte espresso la sua deplorazione nei confronti di operazioni di questo tipo (forse in qualità di Ministro dell&#8217;Istruzione avrebbe potuto fare qualcosa in più, no?), la settimana scorsa la decisione è stata presa: le scuole paritarie avranno nel 2011 finanziamenti pubblici nella misura di <b>245 milioni di euro</b>.<br /><br />

 Questa disposizione è rientrata nella <b>tabella del governo</b> allegata al maxiemendamento sulla legge di stabilità. In questa tabella compaiono le voci di spesa che il governo intende sostenere l’anno prossimo.<br />
I fondi inizialmente destinati a <b>istruzione e ricerca</b> erano pari a 800 milioni di euro, diventati poi <b>750 milioni</b> in quanto gli altri 50 verranno utilizzati in altri settori, definiti in seguito con un decreto del Presidente del Consiglio. In realtà queste cifre, che a prima vista potrebbero anche sembrare incoraggianti, non sono che una <b>goccia in mezzo al mare</b> rispetto ai precedenti tagli stabiliti dal decreto fiscale del 2008 nella misura di 1,4 miliardi di euro.<br /><br />

In definitiva, ad esempio, la <b>ricerca pubblica</b> a causa dei precedenti tagli e nonostante i nuovi finanziamenti, nel 2011 avrà <b>95 milioni di euro in meno</b> a sua disposizione; lo stesso dicasi per le scuole pubbliche. Pertanto le uniche istituzioni a non risentire di tagli sono, paradossalmente, le scuole private. Tali finanziamenti alle private saranno rivolti alla riduzione dei costi di iscrizione e  alle detrazioni fiscali che le famiglie che fanno la scelta di una scuola privata potranno sfruttare.<br /><br />

Gli <b>oppositori politici</b> del governo, primo fra tutti Di Pietro, <b>accusano il Governo stesso</b> di puntare alla demolizione della conoscenza disponibile a tutti e alla conseguente privatizzazione del settore istruzione.<br />
Al di là degli ideali di appartenenza politica, comunque, sorge spontaneo osservare l’iniquità di una simile azione.<br />
<b>Se il governo non ha a disposizione fondi per la scuola e lascia senza lavoro 140 mila insegnanti, come mai riesce a reperire fondi da destinare al sistema istruttivo privato?</b> A detta del Governo, tali misure si sono rese necessarie per garantire condizioni di libertà di scelta educativa da parte delle famiglie italiane. Motivazione peraltro assolutamente valida se, per essere realizzata, non minasse alla base le potenzialità dell’istruzione pubblica. In realtà nessuno si opporrebbe alla libertà dell’iniziativa privata, che ha anche il diritto ad essere finanziata e sostenuta dallo Stato, nel settore scuola, come in tanti altri settori, ma a patto che questo non destabilizzi completamente il settore pubblico dell’istruzione, mettendo a rischio la coesione e l’integrazione sociale che si possono realizzare solo all’interno della scuola pubblica.<br /><br />

Siamo proprio sicuri che questa libertà di scelta (una libertà relativa dato che comunque una scuola privata è e resta alla portata di pochi) non tolga il diritto ad avere una scuola pubblica di alto livello che in un mondo normale avrebbe una qualità ben superiore ad una scuola privata?<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-top: 20px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.storiedilavoro.it/2010/12/03/finanziamenti-scuole-private/">{lang: &#8216;it&#8217;}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Lavoro interinale, ovvero come ti frego il lavoratore con la scusa della flessibilità</title>
		<link>http://www.storiedilavoro.it/2010/11/24/lavoro-interinale/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 12:24:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Leggi e contratti]]></category>
		<category><![CDATA[cococo]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro a progetto]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro flessibile]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro interinale]]></category>
		<category><![CDATA[legge biagi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il lavoro interinale è nato anni fa con la motivazione che "flessibilizzare" il lavoro avrebbe giovato a tutti. Invece così non è stato, e l'ultima legge Biagi ha dato la mazzata finale al futuro di tutti i lavoratori italiani. ]]></description>
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		</div><table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img src="/immagini/leggi/lavoro-interinale.jpg" alt="Cosa e' e come funziona il lavoro interinale" /></td>
<td>Il lavoro interinale è, per definizione, un <b>lavoro temporaneo e provvisorio</b> (“interim” in latino vuol dire infatti “provvisorio”).</tr></td></tbody></table><br />

Questa nuova tipologia di contratti di lavoro è stata introdotta nel 1997 dalla <b>Legge Treu</b> (legge 24 giugno 1997, n.196). Tale legge ha poi subito delle <b>modifiche</b> successive nel 2003, con la legge n. 30/2003 e il decreto legislativo che ne è derivato, (il D. Lgs. 24 ottobre 2003, n. 276, la cosiddetta Legge Biagi). In particolare, la <b>Legge Biagi</b> ha introdotto una tipologia di contratto diversa, il cosiddetto <b>“Lavoro a Progetto”</b>.<br />
L’esigenza di questi nuovi rapporti di lavoro nasce da una richiesta  di maggiore flessibilità da parte delle aziende che potevano avere bisogno di un lavoratore anche solo per brevi periodi di tempo.<br />

Cerchiamo ora di capire meglio come funziona un contratto di lavoro interinale.<br /><br />

Innanzitutto bisogna individuare i soggetti coinvolti in questo tipo di contratto, che sono tre: il <b>Temporary</b> (agenzia di lavoro interinale), cioè l’azienda che recluta e fornisce i lavoratori temporanei; l’<b>azienda utilizzatrice</b>, cioè l’azienda che per diversi motivi dovesse aver bisogno di lavoratori per brevi periodi; il <b>lavoratore</b> stesso.<br />
Sono diverse le ragioni per le quali un’azienda potrebbe aver bisogno di rivolgersi a un Temporary per la ricerca di personale temporaneo; ad esempio per sopperire ad un’assenza prolungata di un proprio dipendente per malattia o gravidanza; oppure perché, in un momento in cui la mole di lavoro cresce, l’azienda non ha a disposizione figure professionali da impegnare in un dato settore, ecc.<br />
Il lavoratore temporaneo <b>non viene assunto dall’azienda utilizzatrice ma bensì dalla Temporary</b> che provvederà ad indirizzarlo all’utilizzatrice inquadrandolo nello stesso trattamento economico dei dipendenti del suo livello presenti in quest’azienda. Pertanto sarà sempre la Temporary a provvedere alla <b>retribuzione</b> e al versamento dei contributi previdenziali del lavoratore.<br /><br />

Il lavoratore che abbia bisogno di tale tipo di impiego dovrà presentare il proprio curriculum all’agenzia Temporary e prendere contatti per un eventuale impiego.<br />
Una volta assunti, la <b>durata massima</b> del contratto può essere di <b>due anni</b>, comprese eventuali proroghe. In ogni caso l’azienda utilizzatrice potrebbe scegliere di assumere il lavoratore a tempo indeterminato, qualora ne avesse bisogno. In casi di questo genere però, la società fornitrice potrebbe opporsi, avendo essa stessa un contratto con il lavoratore.<br /><br />

L’utilizzo del lavoro temporaneo può essere destinato a <b>tutti i tipi di aziende</b>, sia pubbliche che private; al contrario è vietato ricorrere a questo tipo di contratti se le aziende intendono sostituire lavoratori in sciopero, oppure per lavori legati a qualifiche di basso livello.<br /><br />

La legge sul lavoro interinale impone delle <b>regole precise</b> che le società di fornitura di lavoro devono rispettare; vediamone alcune:<br />
<ul>
<li>le agenzie di lavoro interinale devono essere società di capitali e devono eseguire esclusivamente quella attività, non abbinabile a nessun’altra;</li>
<li>devono avere la loro sede in Italia e i loro dirigenti e soci non devono aver subito condanne penali;</li>
<li>inoltre esse possono operare solo previa autorizzazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.</li>
</ul>

In ogni caso, sebbene questa forma di lavoro sia stata introdotta sul mercato con le migliori intenzioni e abbia, almeno nel periodo iniziale, contribuito a collocare sul mercato del lavoro diverse persone, <b>è stata una delle cause principali della condizione di precariato vissuta dai giovani del nostro paese negli ultimi anni</b>.<br />
Se da una parte è vero che in questo modo risulta più facile trovare lavoro, dall’altra è pur vero che i lavori svolti con questo tipo di contratti non forniscono <b>alcuna garanzia o certezza per il futuro</b> del lavoratore stesso.<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-top: 20px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.storiedilavoro.it/2010/11/24/lavoro-interinale/">{lang: &#8216;it&#8217;}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
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