mar 18 nov 2008
I test di selezione vengono sempre di più usati dai responsabili delle risorse umane per valutare la predisposizione e le capacità che il candidato ha nei confronti di uno specifico percorso formativo o lavoro. Questo strumento di selezione anticipa il colloquio finale ed è comunque importante arrivare preparati per poterlo svolgere in tutta tranquillità senza [...]
I test di selezione vengono sempre di più usati dai responsabili delle risorse umane per valutare la predisposizione e le capacità che il candidato ha nei confronti di uno specifico percorso formativo o lavoro.
Questo strumento di selezione anticipa il colloquio finale ed è comunque importante arrivare preparati per poterlo svolgere in tutta tranquillità senza entrare in un inutile panico.
Per portare a termine un test di selezione non è importante aver studiato degli argomenti in particolare: la preparazione è più mentale che altro, e si può accuisirla solo sapendo in cosa consistono e cosa può venire richiesto nelle domande.
Perché sono così tanto utilizzati
Dovendo valutare oggettivamente tutti i candidati, è necessario che il metodo utilizzato sia il più imparziale possibile e non lasci alcuna iniziativa personale (anche se vi sono alcune eccezioni). In questo i test sono la cosa miglioe perché forniscono a tutti le stesse domande e la possibilità di rispondere in forma chiusa, cioè apponendo semplicemente una crocetta nel riguardo della risposta più attinente al proprio essere, idee, esperienze…
Alcuni candidati potrebbero ritenere i test di selezione una ingiustizia perché troppo “freddi” e poco personali ma questi sono proprio i punti di forza posseduti da ogni test. E comunque ci sarà sempre tempo durante il colloquio per esprimere se stessi come meglio si crede.
Quali sono i più diffusi
I test di selezione non sono sempre legati alla valutazione dell’idoneità pratica e tecnica ad un dato lavoro. Vengono impiegati anche, e soprattutto, per valutare la personalità (chi non ricorda i test della visita di leva in cui chiedevano “ti piacciono i fiori?”) e l’intelligenza.
Nel dettaglio, e in ordine di maggiore utilizzazione, troviamo:
- Test della personalità Servono a evidenziare alcune particolarità caratteriali. Spesso presentano sia risposte chiuse che aperte in modo da dare la possibilità di esprimersi liberamente e poter analizzare il più possibile il carattere.
- Test attitudinali Lo scopo nell’utilizzare la tipologia attitudinale risiede nel poter misurare la capacità di ragionamento, la facilità di comprensione verbale e l’attitudine numerico-matematica del candidato.
- Test di intelligenza Forniscono una misurazione generale dell’intelligenza del candidato. E’ un lontano parente dei test per il calcolo del quoziente intellettivo QI.
- Test di conoscenza Sono indispensabili se si vuole avere la certezza che il candidato abbia delle reali conoscenze in quello che il test (e il lavoro) richiede. Ad si possono trovare domande su: diritto, economia, storia, scienza, matematica, disegno, lingua straniera, il nome di particolari attrezzi e utensili dedicati allo specifico lavoro…
Essere informati di esser stati selezionati per sostenere un colloquio di lavoro fa piacere a chiunque ma siamo sicuri di sapere come si affronta un colloquio di questo tipo? Abbiamo la certezza di cosa ci verrà chiesto e di come dovremo rispondere?
Con questo articolo cercheremo di aiutare quanti dovranno affrontare questa delicata fase della ricerca di un lavoro.
Se avete avuto la “fortuna” di sostenere una decina di colloqui saprete sicuramente come funzionano ma può anche accadere che non siate ancora perfettamente coscienti se il rifiuto del posto di lavoro è avvenuto perché veramente non idonei alla mansione richiesta oppure perché non siete riusciti a dare una buona impressione di voi.
Per aumentare le possibilità di rimanere impressi al responsabile del personale è indispensabile arrivare quanto più preparati possibile al colloquio.
Vi sono alcuni accorgimenti che potranno esservi utile:
Il curriculum vitae è necessario per descrivere tutta la vita formativa e lavorativa di chi è in cerca di occupazione.
Deve essere redatto in forma chiara e semplice per essere di immediata lettura e comprensione a quanti lo leggeranno e deve saper dare il maggior numero di informazioni nel più breve tempo e spazio possibile.
Ricordate sempre che il vostro CV potrebbe essere valutato insieme a decine di curricula e il responsabile alle risorse umane ha bisogno di sapere immediatamente chi siete e cosa siete in grado di fare: non potete permettervi di fargli perdere tempo nell’interpretare il vostro ingarbugliato e complesso curriculum.
Curricula disordinati, troppo pieni di parole inutili, con errori di ortografia o formattazione del testo sono mal visti da chiunque: potreste passare per persone superficiali e poco affidabili.
Il CV Europass
In una Italia dove le menti più brillanti sono ancora costrette ad emigrare e in un mondo dove alcuni mestieri necessitano di essere migliorati fuori dalla propria nazione, un curriculum accettato in tutta la Comunità Europea è di fondamentale importanza per essere compresi da tutti gli stati membri europei.
L’Europass Curriculum Vitae è proprio il modello standardizzato che, sostituendo quello lanciato nel 2002, permette, ai residenti in Europa, di realizzare il proprio CV seguendo una specifica impostazione grafica e sequenza di informazioni comprensibili immediatamente a tutti i responsabili del personale.
Il CV Europass è, ovviamente, utilizzabile anche nello stesso stato di residenza; pertanto, anche se siete in cerca di una nuova occupazione in Italia, realizzate un curriculum vitae inserendo i vostri dati nel 