lun 24 lug 2006
Non ho mai voluto utilizzare questo blog per fini personali, lo scopo è quello di portare a conoscenza una moltitudine di vicende e di realtà deplorevoli che incutono timore nell’ opinione pubblica perchè scomode per molte persone professionalmente agiate ed intoccabili.
In quest’ occasione, però, mi trovo costretto a trattare un argomento con una connotazione personale: una persona mi ha tacciato di ingenuità e di velleità perchè con questo blog dimostro di voler essere il nuovo Masaniello. Al contrario, secondo questa persona, dovrei rendermi più furbo e cercare di tesserarmi per qualche partito politico o, meglio ancora, optare per una drastica e diversa scelta di vita emigrando nel Nord Italia o all’ estero.
Con una battuta, vorrei replicare che non ho nessuna intenzione di finire decapitato come l’ eroe popolare napoletano. Oltre ogni facezia, poi, mi sento di dire che inorridisco di fronte a simile ignoranza ! Lo stato di deprivazione economica e culturale vissuta dai giovani italiani, da tutti i Masaniello che vogliono ribellarsi alle ingiustizie ed alle angherie, è figlio di questo modo di pensare esclusivistico ed egoistico che pervade l’ intelletto di molti individui.
Le logiche utilizzate da questi “signori” sono quelle che alimentano il clientelismo, l’ accrescimento dello sfruttamento e la riacutizzazione della crisi occupazionale.
Questa ignoranza va debellata ! La furbizia invocata da questa persona è deleteria per la collettività: gratifica inizialmente chi ne è destinatario ma poi si abbatte come una mannaia per privilegiare la ”dannata”, estemporanea fortuna di un altro. Un simile contorto teorema comporta che la fortuna di uno, o di pochi, miete numerose vittime, cioè i molti, gli onesti, coloro che si impegnano per creare delle condizioni occupazionali e di vita migliori, gli altruisti, quelli attaccati al lato emotivo della dignità lavorativa invece che alla spasmodica ricerca del denaro proveniente dallo sfruttamento e dalla negazione dei diritti.
Inoltre, ognuno di noi è una risorsa per la propria terra, l’ abbandono e la fuga impoveriscono il territorio nel quale siamo cresciuti. Dobbiamo migliorare le zone cosiddette depresse non con l’ assistenzialismo foraggiatore di truffe e di sperperi economici, dobbiamo, al contrario, impegnarci per rivalutarle e per partecipare alla spinta propulsiva che altre regioni apportano al motore-Italia.
Chicchessia potrà considerarci come dei Masaniello, ma noi non siamo spinti da ardori violenti, la nostra rivoluzione è quella culturale e sociale. Non ambiamo ad assurgere al ruolo di eroi popolari, ci basta poter rivendicare i nostri diritti.
