<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Storiedilavoro.it &#187; Povera patria</title>
	<atom:link href="http://www.storiedilavoro.it/category/povera-patria/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.storiedilavoro.it</link>
	<description>La tua voce sul mondo del lavoro</description>
	<lastBuildDate>Thu, 26 Jan 2012 15:50:08 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Nuovi vergognosi finanziamenti alle scuole private</title>
		<link>http://www.storiedilavoro.it/2010/12/03/finanziamenti-scuole-private/</link>
		<comments>http://www.storiedilavoro.it/2010/12/03/finanziamenti-scuole-private/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Dec 2010 17:56:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Povera patria]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamenti scuola privata]]></category>
		<category><![CDATA[insegnanti precari]]></category>
		<category><![CDATA[precariato scuola]]></category>
		<category><![CDATA[scuola pubblica finanziamenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiedilavoro.it/?p=607</guid>
		<description><![CDATA[Il Ministro Tremonti ha annunciato nuovi incentivi economici alle scuole private, tutto questo quando la scuola va a rotoli a lascia sempre più insegnanti a casa, anche se quelli che restano sono comunque dei precari.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2010%2F12%2F03%2Ffinanziamenti-scuole-private%2F">
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2010%2F12%2F03%2Ffinanziamenti-scuole-private%2F&amp;style=normal&amp;hashtags=finanziamenti+scuola+privata,insegnanti+precari,precariato+scuola,scuola+pubblica+finanziamenti&amp;b=2" height="61" width="50" />
			</a>
		</div><table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img src="/immagini/povera-patria/finanziamenti-scuole-private.jpg" alt="Finanziamenti scuole private nel 2011" /></td>
<td>Ormai a tutti è noto lo stato in cui verte la <b>scuola pubblica italiana</b>: tagli sulle risorse, riduzione delle assunzioni, a tempo determinato e, ancor di più, a tempo indeterminato, classi sovraccariche di alunni e la didattica che, in generale, risente di tutta questa situazione.</tr></td></tbody></table><br />
Ciononostante, mentre l’istruzione pubblica agonizza, <b>il Ministro Tremonti decide di raddoppiare i fondi da destinare alle scuole paritarie (private, non statali) per il 2011</b>.<br />
Sebbene il Ministro dell’Istruzione Gelmini avesse più volte espresso la sua deplorazione nei confronti di operazioni di questo tipo (forse in qualità di Ministro dell&#8217;Istruzione avrebbe potuto fare qualcosa in più, no?), la settimana scorsa la decisione è stata presa: le scuole paritarie avranno nel 2011 finanziamenti pubblici nella misura di <b>245 milioni di euro</b>.<br /><br />

 Questa disposizione è rientrata nella <b>tabella del governo</b> allegata al maxiemendamento sulla legge di stabilità. In questa tabella compaiono le voci di spesa che il governo intende sostenere l’anno prossimo.<br />
I fondi inizialmente destinati a <b>istruzione e ricerca</b> erano pari a 800 milioni di euro, diventati poi <b>750 milioni</b> in quanto gli altri 50 verranno utilizzati in altri settori, definiti in seguito con un decreto del Presidente del Consiglio. In realtà queste cifre, che a prima vista potrebbero anche sembrare incoraggianti, non sono che una <b>goccia in mezzo al mare</b> rispetto ai precedenti tagli stabiliti dal decreto fiscale del 2008 nella misura di 1,4 miliardi di euro.<br /><br />

In definitiva, ad esempio, la <b>ricerca pubblica</b> a causa dei precedenti tagli e nonostante i nuovi finanziamenti, nel 2011 avrà <b>95 milioni di euro in meno</b> a sua disposizione; lo stesso dicasi per le scuole pubbliche. Pertanto le uniche istituzioni a non risentire di tagli sono, paradossalmente, le scuole private. Tali finanziamenti alle private saranno rivolti alla riduzione dei costi di iscrizione e  alle detrazioni fiscali che le famiglie che fanno la scelta di una scuola privata potranno sfruttare.<br /><br />

Gli <b>oppositori politici</b> del governo, primo fra tutti Di Pietro, <b>accusano il Governo stesso</b> di puntare alla demolizione della conoscenza disponibile a tutti e alla conseguente privatizzazione del settore istruzione.<br />
Al di là degli ideali di appartenenza politica, comunque, sorge spontaneo osservare l’iniquità di una simile azione.<br />
<b>Se il governo non ha a disposizione fondi per la scuola e lascia senza lavoro 140 mila insegnanti, come mai riesce a reperire fondi da destinare al sistema istruttivo privato?</b> A detta del Governo, tali misure si sono rese necessarie per garantire condizioni di libertà di scelta educativa da parte delle famiglie italiane. Motivazione peraltro assolutamente valida se, per essere realizzata, non minasse alla base le potenzialità dell’istruzione pubblica. In realtà nessuno si opporrebbe alla libertà dell’iniziativa privata, che ha anche il diritto ad essere finanziata e sostenuta dallo Stato, nel settore scuola, come in tanti altri settori, ma a patto che questo non destabilizzi completamente il settore pubblico dell’istruzione, mettendo a rischio la coesione e l’integrazione sociale che si possono realizzare solo all’interno della scuola pubblica.<br /><br />

Siamo proprio sicuri che questa libertà di scelta (una libertà relativa dato che comunque una scuola privata è e resta alla portata di pochi) non tolga il diritto ad avere una scuola pubblica di alto livello che in un mondo normale avrebbe una qualità ben superiore ad una scuola privata?<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-top: 20px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.storiedilavoro.it/2010/12/03/finanziamenti-scuole-private/">{lang: &#8216;it&#8217;}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiedilavoro.it/2010/12/03/finanziamenti-scuole-private/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tagli alla scuola e nessun lavoro per i 200.000 insegnanti precari</title>
		<link>http://www.storiedilavoro.it/2010/09/02/lavoro-insegnanti-precari/</link>
		<comments>http://www.storiedilavoro.it/2010/09/02/lavoro-insegnanti-precari/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 16:51:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Povera patria]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro precari insegnanti]]></category>
		<category><![CDATA[tagli insegnanti]]></category>
		<category><![CDATA[tagli ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[tagli scuola pubblica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiedilavoro.it/?p=547</guid>
		<description><![CDATA[Niente lavoro per 200.000 insegnanti precari. La crisi non gli permetterà di fare alcun lavoro nelle scuole. Il Governo taglia fondi alla scuola e alla ricerca (come se già non bastassero quelli passati) ma qualche soldo lo destina anche alle scuole private.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2010%2F09%2F02%2Flavoro-insegnanti-precari%2F">
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2010%2F09%2F02%2Flavoro-insegnanti-precari%2F&amp;style=normal&amp;hashtags=lavoro+precari+insegnanti,tagli+insegnanti,tagli+ricerca,tagli+scuola+pubblica&amp;b=2" height="61" width="50" />
			</a>
		</div><table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img src="/immagini/povera-patria/lavoro-insegnanti-precari.jpg" alt="Tagli istruzione e ricerca finanziaria 2010 e lavoro insegnanti precari" /></td>
<td>Lo si era già capito dalla <a title="Finanziaria 2010 tagli all’istruzione, scuola, ricerca" href="http://www.prestitifinanziari.net/manovra-economica-finanziaria-2010/finanziaria-2010-scuola-ricerca/" target="_new"><b>finanziaria 2010</b></a> che il mondo dell’istruzione italiana (scuola e ricerca) avrebbero avuto un’altra inesorabile e arretrante mazzata.</tr></td></tbody></table><br />

E’ di oggi la notizia del Ministro all’Istruzione Mariastella Gelmini che i <b>200.000 insegnanti precari</b> sparsi per tutta Italia <b>non potranno trovare lavoro</b>. La Gelmini ha detto “Nessun governo può assorbire 200.000 precari”, e che “prima di chiedere denaro al Governo bisogna ottimizzare gli insegnanti che stanno già lavorando”.<br /><br />

Ormai qualunque italiano conosce bene quanto la <b>politica italiana</b> continui a <b>sperperare denaro</b> in cose inutili. Basta pensare che la tassazioni sui redditi di tutti i lavoratori italiani è tra le più alte d’Europa, ma stranamente ci ritroviamo con servizi tra i più scadenti di tutta la Comunità Europea: ospedali fatiscenti con nuovi reparti e nuovi macchinari ben conservati in cantina, scuole pericolanti e senza sistemi di sicurezza adeguati, strade con guardrail che continuano a decapitare i motociclisti, ecc. ecc. . In ultimo, però, c’è quello che tantissimi europei nemmeno immaginano, una <b>burocrazia lenta e snervante</b> che resta in piedi solo per dare lavoro a chi poi dovrà ringraziare il politico di turno che gliel’ha dato.<br /><br />

In un paese del genere come fanno a trovare lavoro 200.000 insegnanti?<br />
Per giunta, che etica politica può avere un Governo che destina dei <b>fondi alle scuole private?</b><br />
E’ certo che <b>la politica italiana non ha più una coscienza</b>; se ce l’avesse si vergognerebbe nel dare denaro all’istruzione privata (che in quanto tale DEVE auto sovvenzionarsi) e poi dire che non ci sono risorse per le scuole pubbliche e i loro insegnanti.<br /><br />

Probabilmente una scuola che non funziona la vogliono anche gli italiani, soprattutto la gran parte dei genitori che forse ha paura di vedere il cervello dei propri figli sforzarsi un po’ sui libri invece di istruirli ben bene a basare le loro giornate a parlare di cellulari, inutili trasmissioni TV, vestiti firmati, e chi più ne ha più ne metta!<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-top: 20px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.storiedilavoro.it/2010/09/02/lavoro-insegnanti-precari/">{lang: &#8216;it&#8217;}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiedilavoro.it/2010/09/02/lavoro-insegnanti-precari/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>10</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Licenziamenti Telecom Italia 2008</title>
		<link>http://www.storiedilavoro.it/2008/07/04/licenziamenti-telecom-italia-2008/</link>
		<comments>http://www.storiedilavoro.it/2008/07/04/licenziamenti-telecom-italia-2008/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Jul 2008 18:53:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Povera patria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiedilavoro.it/2008/07/04/licenziamenti-telecom-italia-2008/</guid>
		<description><![CDATA[Telecom Italia sta operando un ingente taglio del personale per ridurre i costi del 40%. Il risparmio sarà di 300 milioni di Euro e avverrà anche una riorganizzazione della direzione interna. Il numero dei licenziati doveva essere 5.000 ma ora si parla di 15.000 licenziamenti totali (o forse addirittura 20.000). Nel post di ieri sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2008%2F07%2F04%2Flicenziamenti-telecom-italia-2008%2F">
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2008%2F07%2F04%2Flicenziamenti-telecom-italia-2008%2F&amp;style=normal&amp;b=2" height="61" width="50" />
			</a>
		</div><img align="left" src="http://www.storiedilavoro.it/immagini/varie/morte.jpg" />Telecom Italia sta operando un <strong>ingente taglio del personale</strong> per ridurre i costi del 40%.
Il risparmio sarà di 300 milioni di Euro e avverrà anche una riorganizzazione della direzione interna.
Il numero dei licenziati doveva essere 5.000 ma ora si parla di <strong>15.000</strong> licenziamenti totali (o forse addirittura 20.000).
Nel post di ieri sul sito di Beppe Grillo, viene descritta come è stata confezionata la lettera di licenziamento ricevuta dai primi 5000 dipendenti Telecom.
Il burocratese la fa da padrone. Una comunicazione fredda e piena di commi, articoli, leggi che alla fine vogliono dire solo “Sei licenziato”!

I punti su in cui Telecom motiva i licenziamenti sono 3 (le riportiamo come inserite sul sito di Beppe Grillo):
<ol>
	<li>“sul versante tecnologico, dalla <strong>semplificazione dei processi produttivi</strong> che ha inciso sui profili tecnici e sulle funzioni di supporto specialistico, nonché sulle attività di provisioning di rete e servizi, con conseguente necessità di razionalizzazione delle strutture di indirizzo e governo e di quelle territoriali”.</li>
	<li>“per le strutture di mercato, dalla <strong>ricomposizione delle attività e delle responsabilità</strong> delle mansioni intervenuta nelle funzioni aziendali (quali, ad esempio, il pre e il post sales e la programmazione commerciale), dalla rilevante riduzione delle redditività nell’ambito dei business più tradizionali, dalla progressiva defocalizzazione delle attività di out bound e della semplificazione dei processi di back end”.</li>
	<li>“per le funzioni di Staff, dalle esigenze di <strong>razionalizzazione della struttura aziendale</strong> connesse al completamento di fusione societaria e organizzativa di Telecom Italia S.p.A. e di TIM S.p.A., nonché all’integrazione delle Staff centrali e di ex Opertions e Corporate”.</li>
</ol>
Che ve ne pare? Qualcuno dei &#8220;non addetti ai lavori&#8221; ci ha capito veramente qualcosa?

Insomma, tante belle parole che nascondono la verità che Beppe Grillo da anni va raccontando: Telecom è stata depredata da amministratori efficienti solo nell’aumentare spaventosamente i propri stipendi ai danni di una delle società di telecomunicazione più grande del mondo e, quindi, dei suoi piccoli investitori-risparmiatori.

Come dimenticare l’efficacissimo <a target="_new" href="http://it.youtube.com/watch?v=0FGHzXGEAsk&amp;feature=related" title="Intervento di Beppe Grillo durante l’assemblea nazionale CDA di Telecom Italia a Rozzano nel 2007">intervento di Beppe Grillo </a>all’assemblea annuale di Telecom Italia tenutasi a Rozzano (MI) il 16/04/2007.

Due frasi presenti nella seconda parte del filmato:
<ul>
	<li>&#8220;La Borsa è un luogo in cui si può investire tutto quello che si può perdere&#8221;.</li>
	<li>&#8220;Il mercato in Italia è un club di personaggi che vivono nei consigli di amministrazione e che decidono tutto essendo presenti in 5, 6, 7, 8 consigli: come fa un consigliere a fare gli interessi di un&#8217;azienda che vende e nello stesso tempo di una azienda che compra?&#8221;.</li>
</ul>
Lasciamo a voi ogni commento!<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-top: 20px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.storiedilavoro.it/2008/07/04/licenziamenti-telecom-italia-2008/">{lang: &#8216;it&#8217;}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiedilavoro.it/2008/07/04/licenziamenti-telecom-italia-2008/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LAVORO: VALE UNA VITA ?</title>
		<link>http://www.storiedilavoro.it/2006/08/08/lavoro-vale-una-vita/</link>
		<comments>http://www.storiedilavoro.it/2006/08/08/lavoro-vale-una-vita/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Aug 2006 10:26:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Povera patria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://storiedilavoro.it/?p=68</guid>
		<description><![CDATA[Ci sono storie in cui&#8230; &#8230;il lavoro, ovvero la sua assenza, porta alla sconfitta. Questa è una di quelle storie&#8230;. Riporto un artico apparso su www.pugliaimpiego.it il 04/08/2006: &#8230;.&#8221; E&#8217; sconcertante la notizia apparsa sui quotidiani del suicidio di un giovane salentino di appena 25 anni. Il motivo? Troppo tempo passato nella vana ricerca di un&#8217;occupazione, troppe porte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2006%2F08%2F08%2Flavoro-vale-una-vita%2F">
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2006%2F08%2F08%2Flavoro-vale-una-vita%2F&amp;style=normal&amp;b=2" height="61" width="50" />
			</a>
		</div>Ci sono storie in cui&#8230;

&#8230;il lavoro, ovvero la sua assenza, porta alla sconfitta. Questa è una di quelle storie&#8230;.

Riporto un artico apparso su <a href="http://www.pugliaimpiego.it/">www.pugliaimpiego.it</a> il 04/08/2006:

&#8230;.&#8221; E&#8217; sconcertante la notizia apparsa sui quotidiani del suicidio di un giovane salentino di appena 25 anni. Il motivo? Troppo tempo passato nella vana ricerca di un&#8217;occupazione, troppe porte chiuse in faccia al sogno di un futuro. Il primo pensiero che viene in mente è quello di chiamarli «codardi», ma è facile condannarli anche se a molti di noi, anche solo per un attimo è passato dalla mente lo stesso pensiero, come fuga dalle piccole o grandi difficoltà della vita. E&#8217; strano pensare che un ragazzo si senta solo nel mondo dei telefonini supertecnologici, di internet, in un mondo che cerca di annullare le distanze, in corse verso non si sa chi o che cosa. Chissà quante persone, leggendo la cronaca si sono ritrovate nello stato d&#8217;animo di Alessandro, in quel sentirsi inutile, sconfitto, in quel raccogliere le forze dopo ogni risposta negativa e continuare a cercare, andare oltre, andare altrove. Purtroppo il risultato troppo spesso non cambia, poche aziende, troppo piccole, troppe specializzazioni richieste, ancora troppa burocrazia.si, burocrazia, che non riesce a velocizzare le procedure, a far decollare una buona formazione, che non offre, neanche agli operatori addetti ai servizi, gli strumenti idonei per attuare il «reale» incontro tra domanda ed offerta di lavoro.per quel poco che c&#8217;è. Allora che fare.continuare a pensare a ciò che è successo, non demoralizzarsi mai, continuare ad insistere, e per chi lavora a contatto con tantissima gente con le stesse necessità del ragazzo di Martano (LE), darsi da fare, farsi carico delle esigenze e delle difficoltà di chiede un&#8217;occupazione, o anche solo un suggerimento per riuscire a muoversi nel mondo del lavoro. Ciao Alessandro! &#8220;&#8230;<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-top: 20px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.storiedilavoro.it/2006/08/08/lavoro-vale-una-vita/">{lang: &#8216;it&#8217;}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiedilavoro.it/2006/08/08/lavoro-vale-una-vita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>IL NUOVO MASANIELLO</title>
		<link>http://www.storiedilavoro.it/2006/07/24/il-nuovo-masaniello/</link>
		<comments>http://www.storiedilavoro.it/2006/07/24/il-nuovo-masaniello/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 24 Jul 2006 18:04:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Povera patria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://storiedilavoro.it/?p=67</guid>
		<description><![CDATA[  Non ho mai voluto utilizzare questo blog per fini personali, lo scopo è quello di portare a conoscenza una moltitudine di vicende e di realtà deplorevoli che incutono timore nell&#8217; opinione pubblica perchè scomode per molte persone professionalmente agiate ed intoccabili. In quest&#8217; occasione, però, mi trovo costretto a trattare un argomento con una connotazione personale: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2006%2F07%2F24%2Fil-nuovo-masaniello%2F">
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2006%2F07%2F24%2Fil-nuovo-masaniello%2F&amp;style=normal&amp;b=2" height="61" width="50" />
			</a>
		</div> <img src="http://www.lastoriadinapoli.it/foto/societa_masaniello_01.jpg" />

Non ho mai voluto utilizzare questo blog per fini personali, lo scopo è quello di portare a conoscenza una moltitudine di vicende e di realtà deplorevoli che incutono timore nell&#8217; opinione pubblica perchè scomode per molte persone professionalmente agiate ed intoccabili.

In quest&#8217; occasione, però, mi trovo costretto a trattare un argomento con una connotazione personale: una persona mi ha tacciato di ingenuità e di velleità perchè con questo blog dimostro di voler essere <em><strong>il nuovo Masaniello</strong></em>. Al contrario, secondo questa persona, dovrei rendermi più furbo e cercare di tesserarmi per qualche partito politico o, meglio ancora, optare per una drastica e diversa scelta di vita emigrando nel Nord Italia o all&#8217; estero.

Con una battuta, vorrei replicare che non ho nessuna intenzione di finire decapitato come l&#8217; eroe popolare napoletano. Oltre ogni facezia, poi, mi sento di dire che inorridisco di fronte a simile <strong>ignoranza</strong> ! Lo stato di <strong>deprivazione economica</strong> e culturale vissuta dai giovani italiani, da tutti i <em>Masaniello</em> che vogliono ribellarsi alle ingiustizie ed alle angherie, è figlio di questo modo di pensare esclusivistico ed egoistico che pervade l&#8217; intelletto di molti individui.

Le <strong>logiche</strong> utilizzate da questi &#8220;signori&#8221; sono quelle che alimentano il <strong>clientelismo</strong>, l&#8217; accrescimento dello <strong>sfruttamento</strong> e la riacutizzazione della <strong>crisi occupazionale</strong>.

Questa ignoranza va debellata ! La <strong>furbizia</strong> invocata da questa persona è <strong>deleteria</strong> per la collettività: gratifica inizialmente chi ne è destinatario ma poi si abbatte come una mannaia per privilegiare la &#8221;dannata&#8221;, estemporanea fortuna di un altro. Un simile contorto teorema  comporta che la fortuna di uno, o di <strong><em>pochi</em></strong>, miete numerose vittime, cioè <strong><em>i molti</em></strong>, gli onesti, coloro che si impegnano per creare delle condizioni occupazionali e di vita migliori, gli altruisti, quelli attaccati al lato emotivo della dignità lavorativa invece che alla spasmodica ricerca del denaro proveniente dallo sfruttamento e dalla negazione dei diritti.

Inoltre, ognuno di noi è una <strong>risorsa</strong> per la propria terra, l&#8217; abbandono e la fuga impoveriscono il territorio nel quale siamo cresciuti. Dobbiamo <strong>migliorare le zone cosiddette depresse</strong> non con l&#8217; assistenzialismo foraggiatore di truffe e di sperperi economici, dobbiamo, al contrario, impegnarci per rivalutarle e per partecipare alla spinta propulsiva che altre regioni apportano al motore-Italia.

Chicchessia potrà considerarci come dei <em>Masaniello</em>, ma noi non siamo spinti da ardori violenti, la nostra rivoluzione è quella culturale e sociale. Non ambiamo ad assurgere al ruolo di eroi popolari, ci basta poter rivendicare i nostri diritti.<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-top: 20px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.storiedilavoro.it/2006/07/24/il-nuovo-masaniello/">{lang: &#8216;it&#8217;}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiedilavoro.it/2006/07/24/il-nuovo-masaniello/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>ORIGINALITA&#8217; PERDUTA</title>
		<link>http://www.storiedilavoro.it/2006/07/13/originalita-perduta/</link>
		<comments>http://www.storiedilavoro.it/2006/07/13/originalita-perduta/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 13 Jul 2006 09:44:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Povera patria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://storiedilavoro.it/?p=65</guid>
		<description><![CDATA[Stiamo perdendo l&#8217; originalita&#8217;. In tutto. In ogni settore. L&#8217; Italia, in passato fucina di ingegni, attività artistiche, culturali, sociali, terra di lungimiranti statisti e studiosi della scienza politica, oggi, non più competitiva, si è messa a copiare le idee ed i progetti elaborati e realizzati in altre nazioni. Un pot-pourri di leggi ricavate da accozzaglie di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2006%2F07%2F13%2Foriginalita-perduta%2F">
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2006%2F07%2F13%2Foriginalita-perduta%2F&amp;style=normal&amp;b=2" height="61" width="50" />
			</a>
		</div>Stiamo <strong>perdendo l&#8217; originalita&#8217;</strong>. In tutto. In ogni settore.

L&#8217; Italia, in passato fucina di ingegni, attività artistiche, culturali, sociali, terra di lungimiranti statisti e studiosi della scienza politica, oggi, non più competitiva, si è messa a copiare le idee ed i progetti elaborati e realizzati in altre nazioni.

Un <strong>pot-pourri di leggi</strong> ricavate da accozzaglie di altre leggi.  Una sbirciatina oltralpe e si ricavano norme per regolamentare i trasporti e le opere pubbliche; un&#8217; occhiatina in terra renana e ne discendono idee bislacche per riformare il sistema elettorale: cancellierato, grosse coalition, riforme scolastiche; dalla Gran Bretagna arrivano venti riformatori per sostenere il premierato, lo sbarramento, le forti leggi economiche&#8230;.. magari anche la camera dei Lords, il mostro di lochness ed il the delle 5 obbligatorio in ogni azienda ed in ogni pubblica amministrazione&#8230;

Sta nascendo nel nostro Paese la <strong>politica del copia-incolla</strong>. Le leggi ormai si ricavano prendendo spunto da quelle già esistenti in altre nazioni e continenti. Guardiamo con ammirazione alle politiche sociali dei nostri &#8220;alleati&#8221; europei e rimaniamo addirittura sbigottiti di fronte le riforme <em>altamente democratiche</em> statunitensi senza riflettere sul sostrato culturale e sociale da cui nascono certe politiche.

Una più <strong>accurata riflessione</strong> su quelli che sono i necessari ed urgenti interventi legislativi da realizzare in Italia, utilizzando l&#8217; originalità che ci ha contraddistinto in passato, porterebbe ad una rivalutazione delle nostre potenzialità, dei nostri progetti e delle nostre politiche, ovvero a delle condizioni di vita migliori per tutti noi.

<strong>Le nostre menti, quelle innovative e geniali di noi giovani, vanno utilizzate per creare, non per copiare.</strong><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-top: 20px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.storiedilavoro.it/2006/07/13/originalita-perduta/">{lang: &#8216;it&#8217;}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiedilavoro.it/2006/07/13/originalita-perduta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217; ITALIA SI ALLONTANA</title>
		<link>http://www.storiedilavoro.it/2006/07/04/l-italia-si-allontana/</link>
		<comments>http://www.storiedilavoro.it/2006/07/04/l-italia-si-allontana/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 04 Jul 2006 09:33:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Povera patria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://storiedilavoro.it/?p=63</guid>
		<description><![CDATA[  &#8220;La Cina si avvicina&#8221;. Quante volte si è fatto uso di questo ironico spauracchio per indicare l&#8217; espansione incontrollata dell&#8217; economia del più popoloso Paese orientale? A mio giudizio, è l&#8217; Italia che si allontana, anzi, è proprio la nostra nazione che si avvicina alla Cina. Se guardiamo con attenzione all&#8217; evoluzione del Diritto del lavoro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2006%2F07%2F04%2Fl-italia-si-allontana%2F">
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2006%2F07%2F04%2Fl-italia-si-allontana%2F&amp;style=normal&amp;b=2" height="61" width="50" />
			</a>
		</div><img style="width: 263px; height: 160px" height="160" src="http://www.haisentito.it/img/_cina.JPG" width="263" /> 

&#8220;La Cina si avvicina&#8221;.

Quante volte si è fatto uso di questo ironico spauracchio per indicare l&#8217; espansione incontrollata dell&#8217; economia del più popoloso Paese orientale?

A mio giudizio, è l&#8217; <strong>Italia che si allontana</strong>, anzi, è proprio la nostra nazione che si avvicina alla Cina. Se guardiamo con attenzione all&#8217; evoluzione del Diritto del lavoro in Oriente, si comprende come i lavoratori stiano evolvendo il loro <em>status</em> all&#8217; interno del mondo del lavoro; loro progrediscono e noi regrediamo: negli anno&#8217;60 abbiamo condotto battaglie ideologiche e proteste finalizzate al miglioramento delle condizioni lavorative ed ora, a circa 40 anni di distanza, ci troviamo ad ammirare sbalorditi le conquiste dei diritti dei &#8220;lavoratori dagli occhi a mandorla&#8221;. Loro guadagnano il diritto alle ferie retribuite, noi lo perdiamo grazie all&#8217; introduzione dei co.co.pro.; il lavoro nero, soprattutto nelle aree meridionali dell&#8217; Italia, è la forma ordinaria di assunzione, per non dire di sfruttamento della manovalanza; da noi le retribuzioni mensili calano nonostante i lavoratori dipendenti firmino buste-paga &#8220;creative&#8221; indicanti stipendi netti artificiosi, mentre in Cina si adeguano ai reali minimi salariali garantiti.

Sempre dall&#8217; altra parte del mondo la formazione universitaria ha raggiunto livelli qualitativi d&#8217; insegnamento che non ha nulla da invidiare alle più rinomate facoltà occidentali.                 

In campo industriale <strong>le loro aziende investono</strong>, sperimentano ed innovano, invece <strong>i nostri imprenditori</strong> adoperano gli utili per comprare <strong>auto di lusso</strong> per sè e per i loro figli.

E&#8217; vero, la realtà cinese non è un idillio. La strada da percorrere, per divenire uno stato di diritto garante di quei diritti fondamentali spettanti ai lavoratori, è lunga e tortuosa, e fortunatamente l&#8217; Italia  può vincere il confronto rivendicando conquiste importanti appannaggio della classe lavorativa. La mia paura per il <strong>futuro</strong>, però, è che il nostro Paese non sarà in grado di contrastare lo <strong>sgretolamento</strong> di queste <strong>conquiste</strong> dovuto al lassismo che ha contaminato le istituzioni e le parti sociali.

Se la Cina continuerà ad avvicinarsi, oltre ai pomodori, importeremo anche gli spaghetti ? <div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-top: 20px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.storiedilavoro.it/2006/07/04/l-italia-si-allontana/">{lang: &#8216;it&#8217;}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiedilavoro.it/2006/07/04/l-italia-si-allontana/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>TEMPI TECNICI</title>
		<link>http://www.storiedilavoro.it/2006/06/11/tempi-tecnici/</link>
		<comments>http://www.storiedilavoro.it/2006/06/11/tempi-tecnici/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 11 Jun 2006 10:13:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Povera patria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://storiedilavoro.it/?p=56</guid>
		<description><![CDATA[Priorità lavoro. Questa parola deve scandire il tempo della politica del cambiamento, quella della rinascita e della rincorsa dell&#8217; economia italiana. Si tengono quotidianamente incontri, conferenze, consessi e ritrovi tra gli esponenti della Politica italiana ed il gotha della finanza, dai quali escono parole di conforto, di speranza&#8230;.e forse di illusione? I telegiornali ed i giornali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2006%2F06%2F11%2Ftempi-tecnici%2F">
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2006%2F06%2F11%2Ftempi-tecnici%2F&amp;style=normal&amp;b=2" height="61" width="50" />
			</a>
		</div><strong>Priorità lavoro</strong>.

Questa parola deve scandire il tempo della politica del cambiamento, quella della rinascita e della rincorsa dell&#8217; economia italiana.

Si tengono quotidianamente incontri, conferenze, consessi e ritrovi tra gli esponenti della Politica italiana ed il <strong>gotha della finanza</strong>, dai quali escono parole di conforto, di speranza&#8230;.e forse di illusione?

I telegiornali ed i giornali riportano frasi del tipo: &#8221; c&#8217;è una ripresa dell&#8217; economia mondiale e l&#8217; Italia non deve rimanere indietro &#8220;, &#8221; il trend è positivo &#8220;, &#8221; le imprese vogliono migliorare &#8220;.

<strong>Ed i lavoratori ?</strong> Quelli che fanno uno pseudo-lavoro in nero alle dipendenze di queste aziende desiderose di contribuire al risveglio dell&#8217; economia nazionale ?

Noi <strong><em>INNOMINABILI</em></strong> non vogliamo più sentire frasi di sostegno emotivo, chiediamo un lavoro onesto e dignitoso.

Quando passeremo dalle parole ai fatti ?

Il governo chiede <strong>tempi tecnici</strong> per qualsiasi intervento struttural-legislativo di ordine economico, sociale e del welfare. Ma <strong>non c&#8217; è più tempo</strong>.

Per caso i tempi tecnici coincidono con il periodo dei mondiali ?

Cioè, tutto verrà rimandato alla conclusione di questo evento sportivo? D&#8217; altronde l&#8217; Italia è sempre stato un <strong>Paese di</strong> <strong><em>&#8220;pallonari&#8221;</em></strong>.

Poi, al termine di questa kermesse, ci addentreremo nel periodo vacanziero agostano, quindi guai ad impensierire le menti dei nostri politici mentre prendono la tintarella.

Una cosa per volta e con molta calma. Mi raccomando&#8230;<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-top: 20px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.storiedilavoro.it/2006/06/11/tempi-tecnici/">{lang: &#8216;it&#8217;}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiedilavoro.it/2006/06/11/tempi-tecnici/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>GLI INGEGNERI DELLA PLAY STATION</title>
		<link>http://www.storiedilavoro.it/2006/06/08/gli-ingegneri-della-play-station/</link>
		<comments>http://www.storiedilavoro.it/2006/06/08/gli-ingegneri-della-play-station/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Jun 2006 09:01:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Povera patria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://storiedilavoro.it/?p=55</guid>
		<description><![CDATA[I laureati in Ingegneria, una delle ultime categorie ricercate con più frequenza da imprese e da istituti di ricerca (pochissimi), stanno subendo anch&#8217; essi l&#8217; impoverimento culturale del Paese. Ad esempio, le aziende produttrici di software assumono esperti del computer che si sono formati da autodidatta investendo ore ed ore del loro tempo a trastullarsi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2006%2F06%2F08%2Fgli-ingegneri-della-play-station%2F">
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2006%2F06%2F08%2Fgli-ingegneri-della-play-station%2F&amp;style=normal&amp;b=2" height="61" width="50" />
			</a>
		</div><a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/1/17/Vitruvian.jpg"><img style="width: 187px; height: 281px" height="281" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/1/17/Vitruvian.jpg/426px-Vitruvian.jpg" width="187" border="0" /></a>

I <strong>laureati in Ingegneria</strong>, una delle ultime categorie ricercate con più frequenza da imprese e da istituti di ricerca (pochissimi), stanno subendo anch&#8217; essi l&#8217; impoverimento culturale del Paese.
Ad esempio, le aziende produttrici di software assumono esperti del computer che si sono formati da autodidatta investendo ore ed ore del loro tempo a trastullarsi, proficuamente, di fronte ad un pc, e lo stesso dicasi per le società commerciali che si occupano di manutenzione informatica o che sono dedite alla formazione di webmaster.
Questi esperti del computer vengono pagati meno di un laureato in Ingegneria Informatica, poichè soventemente risultano alle dipendenze delle aziende in qualità di <strong>stagisti </strong>o di <strong>apprendisti</strong>, quindi a parità di risultato le aziende in oggetto lucrano sullo sfruttamento di giovani <strong>&#8220;geniali&#8221; tecnici</strong> e al contempo smembrano una struttura di ostica formazione come quella dei <strong>laureati del comparto informatico</strong>.
Dunque, a questi ulmtimi, non rimane che specializzarsi giocando a casa con la <strong>Play Station</strong> ?<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-top: 20px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.storiedilavoro.it/2006/06/08/gli-ingegneri-della-play-station/">{lang: &#8216;it&#8217;}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiedilavoro.it/2006/06/08/gli-ingegneri-della-play-station/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>EDUCAZIONE ECONOMICA</title>
		<link>http://www.storiedilavoro.it/2006/06/06/educazione-economica/</link>
		<comments>http://www.storiedilavoro.it/2006/06/06/educazione-economica/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Jun 2006 09:30:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Povera patria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://storiedilavoro.it/?p=53</guid>
		<description><![CDATA[Il nostro Paese non è stato educato ad una cultura economica dell&#8217; investimento, del potenziamento strutturale delle tecnologie e dell&#8217; accrescimento qualitativo del lavoro. I laureati di oggi darebbero chissà che cosa per poter lavorare negli opifici gerarchicamente strutturati, in cui la gavetta è il filo conduttore di un&#8217; intera carriera professionale. Ma questi laureati, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2006%2F06%2F06%2Feducazione-economica%2F">
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2006%2F06%2F06%2Feducazione-economica%2F&amp;style=normal&amp;b=2" height="61" width="50" />
			</a>
		</div>Il nostro Paese non è stato educato ad una <strong>cultura economica</strong> dell&#8217; investimento, del potenziamento strutturale delle tecnologie e dell&#8217; accrescimento qualitativo del lavoro.
I laureati di oggi darebbero chissà che cosa per poter lavorare negli opifici gerarchicamente strutturati, in cui la <strong>gavetta</strong> è il <strong>filo conduttore</strong> di un&#8217; intera carriera professionale.
Ma questi laureati, tra i quali c&#8217;è anche il sottoscritto, hanno bisogno del lavoro per sopravvivere, non per passare da un lavoro meno ad uno più retribuito.
Le aziende, quindi, sfruttano a proprio vantaggio queste situazioni di <strong>prostrazione necessitata</strong>, in cui il lavoratore pur di arrivare a firmare alla fine del mese una busta paga sensibilmente e falsamente maggiorata, diviene un inanimato automa esecutore degli ordini aziendali, non apporta le personali competenze, magari acquisite con precedenti esperienze qualitativamente apprezzabili, ed il tutto ingingantisce l&#8217;onnivoro <strong>circuito vizioso</strong>: le aziende non diventano competitive e l&#8217; innovazione sceglie i mercati più meritevoli e più attendibili per sperimentazioni ed investimenti tecnologici.
<strong>Allora, ci adattiamo o reagiamo coscienziosamente per il cambiamento ?
</strong><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-top: 20px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.storiedilavoro.it/2006/06/06/educazione-economica/">{lang: &#8216;it&#8217;}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiedilavoro.it/2006/06/06/educazione-economica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

