Povera patria


Telecom Italia sta operando un ingente taglio del personale per ridurre i costi del 40%. Il risparmio sarà di 300 milioni di Euro e avverrà anche una riorganizzazione della direzione interna. Il numero dei licenziati doveva essere 5.000 ma ora si parla di 15.000 licenziamenti totali (o forse addirittura 20.000). Nel post di ieri sul sito di Beppe Grillo, viene descritta come è stata confezionata la lettera di licenziamento ricevuta dai primi 5000 dipendenti Telecom. Il burocratese la fa da padrone. Una comunicazione fredda e piena di commi, articoli, leggi che alla fine vogliono dire solo “Sei licenziato”! I punti su in cui Telecom motiva i licenziamenti sono 3 (le riportiamo come inserite sul sito di Beppe Grillo):
  1. “sul versante tecnologico, dalla semplificazione dei processi produttivi che ha inciso sui profili tecnici e sulle funzioni di supporto specialistico, nonché sulle attività di provisioning di rete e servizi, con conseguente necessità di razionalizzazione delle strutture di indirizzo e governo e di quelle territoriali”.
  2. “per le strutture di mercato, dalla ricomposizione delle attività e delle responsabilità delle mansioni intervenuta nelle funzioni aziendali (quali, ad esempio, il pre e il post sales e la programmazione commerciale), dalla rilevante riduzione delle redditività nell’ambito dei business più tradizionali, dalla progressiva defocalizzazione delle attività di out bound e della semplificazione dei processi di back end”.
  3. “per le funzioni di Staff, dalle esigenze di razionalizzazione della struttura aziendale connesse al completamento di fusione societaria e organizzativa di Telecom Italia S.p.A. e di TIM S.p.A., nonché all’integrazione delle Staff centrali e di ex Opertions e Corporate”.
Che ve ne pare? Qualcuno dei “non addetti ai lavori” ci ha capito veramente qualcosa? Insomma, tante belle parole che nascondono la verità che Beppe Grillo da anni va raccontando: Telecom è stata depredata da amministratori efficienti solo nell’aumentare spaventosamente i propri stipendi ai danni di una delle società di telecomunicazione più grande del mondo e, quindi, dei suoi piccoli investitori-risparmiatori. Come dimenticare l’efficacissimo intervento di Beppe Grillo all’assemblea annuale di Telecom Italia tenutasi a Rozzano (MI) il 16/04/2007. Due frasi presenti nella seconda parte del filmato:
  • “La Borsa è un luogo in cui si può investire tutto quello che si può perdere”.
  • “Il mercato in Italia è un club di personaggi che vivono nei consigli di amministrazione e che decidono tutto essendo presenti in 5, 6, 7, 8 consigli: come fa un consigliere a fare gli interessi di un’azienda che vende e nello stesso tempo di una azienda che compra?”.
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Ci sono storie in cui… …il lavoro, ovvero la sua assenza, porta alla sconfitta. Questa è una di quelle storie…. Riporto un artico apparso su www.pugliaimpiego.it il 04/08/2006: ….” E’ sconcertante la notizia apparsa sui quotidiani del suicidio di un giovane salentino di appena 25 anni. Il motivo? Troppo tempo passato nella vana ricerca di un’occupazione, troppe porte chiuse in faccia al sogno di un futuro. Il primo pensiero che viene in mente è quello di chiamarli «codardi», ma è facile condannarli anche se a molti di noi, anche solo per un attimo è passato dalla mente lo stesso pensiero, come fuga dalle piccole o grandi difficoltà della vita. E’ strano pensare che un ragazzo si senta solo nel mondo dei telefonini supertecnologici, di internet, in un mondo che cerca di annullare le distanze, in corse verso non si sa chi o che cosa. Chissà quante persone, leggendo la cronaca si sono ritrovate nello stato d’animo di Alessandro, in quel sentirsi inutile, sconfitto, in quel raccogliere le forze dopo ogni risposta negativa e continuare a cercare, andare oltre, andare altrove. Purtroppo il risultato troppo spesso non cambia, poche aziende, troppo piccole, troppe specializzazioni richieste, ancora troppa burocrazia.si, burocrazia, che non riesce a velocizzare le procedure, a far decollare una buona formazione, che non offre, neanche agli operatori addetti ai servizi, gli strumenti idonei per attuare il «reale» incontro tra domanda ed offerta di lavoro.per quel poco che c’è. Allora che fare.continuare a pensare a ciò che è successo, non demoralizzarsi mai, continuare ad insistere, e per chi lavora a contatto con tantissima gente con le stesse necessità del ragazzo di Martano (LE), darsi da fare, farsi carico delle esigenze e delle difficoltà di chiede un’occupazione, o anche solo un suggerimento per riuscire a muoversi nel mondo del lavoro. Ciao Alessandro! “…
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  Non ho mai voluto utilizzare questo blog per fini personali, lo scopo è quello di portare a conoscenza una moltitudine di vicende e di realtà deplorevoli che incutono timore nell’ opinione pubblica perchè scomode per molte persone professionalmente agiate ed intoccabili. In quest’ occasione, però, mi trovo costretto a trattare un argomento con una connotazione personale: una persona mi ha tacciato di ingenuità e di velleità perchè con questo blog dimostro di voler essere il nuovo Masaniello. Al contrario, secondo questa persona, dovrei rendermi più furbo e cercare di tesserarmi per qualche partito politico o, meglio ancora, optare per una drastica e diversa scelta di vita emigrando nel Nord Italia o all’ estero. Con una battuta, vorrei replicare che non ho nessuna intenzione di finire decapitato come l’ eroe popolare napoletano. Oltre ogni facezia, poi, mi sento di dire che inorridisco di fronte a simile ignoranza ! Lo stato di deprivazione economica e culturale vissuta dai giovani italiani, da tutti i Masaniello che vogliono ribellarsi alle ingiustizie ed alle angherie, è figlio di questo modo di pensare esclusivistico ed egoistico che pervade l’ intelletto di molti individui. Le logiche utilizzate da questi “signori” sono quelle che alimentano il clientelismo, l’ accrescimento dello sfruttamento e la riacutizzazione della crisi occupazionale. Questa ignoranza va debellata ! La furbizia invocata da questa persona è deleteria per la collettività: gratifica inizialmente chi ne è destinatario ma poi si abbatte come una mannaia per privilegiare la ”dannata”, estemporanea fortuna di un altro. Un simile contorto teorema  comporta che la fortuna di uno, o di pochi, miete numerose vittime, cioè i molti, gli onesti, coloro che si impegnano per creare delle condizioni occupazionali e di vita migliori, gli altruisti, quelli attaccati al lato emotivo della dignità lavorativa invece che alla spasmodica ricerca del denaro proveniente dallo sfruttamento e dalla negazione dei diritti. Inoltre, ognuno di noi è una risorsa per la propria terra, l’ abbandono e la fuga impoveriscono il territorio nel quale siamo cresciuti. Dobbiamo migliorare le zone cosiddette depresse non con l’ assistenzialismo foraggiatore di truffe e di sperperi economici, dobbiamo, al contrario, impegnarci per rivalutarle e per partecipare alla spinta propulsiva che altre regioni apportano al motore-Italia. Chicchessia potrà considerarci come dei Masaniello, ma noi non siamo spinti da ardori violenti, la nostra rivoluzione è quella culturale e sociale. Non ambiamo ad assurgere al ruolo di eroi popolari, ci basta poter rivendicare i nostri diritti.
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