<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Storiedilavoro.it &#187; Lavoro</title>
	<atom:link href="http://www.storiedilavoro.it/category/lavoro/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.storiedilavoro.it</link>
	<description>La tua voce sul mondo del lavoro</description>
	<lastBuildDate>Thu, 26 Jan 2012 15:50:08 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Come sarà il lavoro nel 2012? Ecco le professioni più richieste nei prossimi anni</title>
		<link>http://www.storiedilavoro.it/2011/11/21/lavoro-2012-nuove-professioni/</link>
		<comments>http://www.storiedilavoro.it/2011/11/21/lavoro-2012-nuove-professioni/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 17:08:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro 2012]]></category>
		<category><![CDATA[nuove professioni]]></category>
		<category><![CDATA[nuovi lavori]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiedilavoro.it/?p=698</guid>
		<description><![CDATA[Dal 2012 si assisterà ad una svolta nei tipi di lavori più richiesti dal mercato. Questa tendenza, a dire il vero, è già incominciata alcuni anni fa. Ecco come sarà il futuro del mondo lavorativo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2011%2F11%2F21%2Flavoro-2012-nuove-professioni%2F">
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2011%2F11%2F21%2Flavoro-2012-nuove-professioni%2F&amp;style=normal&amp;hashtags=lavoro+2012,nuove+professioni,nuovi+lavori&amp;b=2" height="61" width="50" />
			</a>
		</div><table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img src="/immagini/lavoro/nuovi-lavori.jpg" alt="I nuovi lavori dal 2012 in poi" /></td>
<td>Già a partire dal prossimo anno si assisterà ad una <strong>svolta nelle mansioni lavorative</strong> di cui più si avrà bisogno in Italia.<br /><br />

Infatti secondo il <strong>rapporto Isfol</strong>, nelle aziende ci sarà meno bisogno di operai e di colletti bianchi negli uffici ma di più addetti alle pulizie, legali e specialisti nel rapporto personale; i nuovi posti di lavoro disponibili nel 2012 saranno circa 1,2 milioni, portando il totale dei lavoratori a 26,4 milioni.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
&nbsp;

Quindi a <strong>crescere</strong> saranno soprattutto i lavori dove è richiesta una <strong>specializzazione</strong> e quelle parallelamente opposte, cioè dove non è richiesta una <strong>qualifica</strong>: le prime aumenteranno di 507 mila posti, mentre le seconde di 409 mila unità.<br /><br />

I prossimi 5 anni vedranno crescere del 8,7% anche le <strong>professioni intellettuali</strong>, <strong>scientifiche</strong>, e <strong>di grande specializzazione</strong>, in particolare specialisti in scienze gestionali, commerciali e giuridiche, ovvero esperti in contabilità, link con l&#8217;apertura di una nuova finestra e key all&#8217;interno: lavori da <a title="Offerte lavoro direttore commerciale" href="http://www.experteer.it/offertelavoro/lavoro/direttore-commerciale" target="_new"><b>direttore commerciale</b></a>, gestione del personale, in scienze economiche e esperti legali delle imprese. Nel complesso, questo gruppo di professioni sarà formato da 105 mila unità; gli ingegneri, gli architetti e gli esperti informatici saranno altri 45 mila.<br /><br />

Le assunzioni di <strong>profili tecnici</strong> saranno 300 mila, con un incremento del 5,5%. Le professioni saranno tecnici amministrativi (68 mila), tecnici delle scienze ingegneristiche (50 mila), tecnici delle scienze quantitative, chimiche e fisiche (39 mila), tecnici paramedici (36 mila).<br /><br />

A crescere però in maniera maggiore saranno le <strong>figure non qualificate</strong>, che in questi ultimi decenni sono sempre via via scomparse a causa del sempre maggior numero di diplomati e laureati. Le figure non specializzate aumenteranno del 13,5%, cioè 407 mila posti di lavoro. In particolare, il settore delle pulizie richiederà altri 410 mila lavoratori, e quello degli addetti alla sicurezza saranno 11 mila. Anche nel settore dell&#8217;edilizia saranno diverse le link con l&#8217;apertura di una nuova finestra e key all&#8217;interno:
<a title="Offerte di lavoro settore edile" href="http://www.experteer.it/offertelavoro/lavoro/ingegnere-edile" target="_new"><b>offerte di lavoro edile</b></a>.<br /><br />

Il <strong>settore alberghiero</strong> avrà sempre più incremento, ed è da lì che verranno richieste nuove assunzioni, sia di specialisti del settore turistico, sia di quello più pratico come chef, camerieri, sommelier; in totale se ne richiederanno 120 mila. Bene andranno anche le <strong>professioni legate ai servizi sanitari e servizi personali</strong>, come la badanti ad esempio, soprattutto tenendo presente che l&#8217;Italia è un paese che diventa sempre più vecchio.<br /><br />

Potrà sembrare strano ma <strong>artigiani e agricoltori saranno meno richiesti</strong>, probabilmente perché molto viene dall&#8217;estero e perché i diversi Governi italiani non hanno mai davvero incentivato i prodotti nostrani. Gli agricoltori e gli addetti caleranno di 43 mila unità, così come di 28 mila lavoratori sarà il calo del settore artigiano, tessile e abbigliamento.<br /><br />

Per chi cerca lavoro nella bergamasca consigliamo di guardare le link con l&#8217;apertura di una nuova finestra e key all&#8217;interno:
<a title="Offerte di lavoro per la zona di Bergamo" href="http://www.experteer.it/offertelavoro/italia/lavoro-a/bergamo" target="_new"><b>offerte di lavoro Bergamo</b></a>.<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-top: 20px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.storiedilavoro.it/2011/11/21/lavoro-2012-nuove-professioni/">{lang: &#8216;it&#8217;}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiedilavoro.it/2011/11/21/lavoro-2012-nuove-professioni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Come mai le imprese italiane non funzionano?</title>
		<link>http://www.storiedilavoro.it/2011/09/01/come-mai-le-imprese-italiane-non-funzionano/</link>
		<comments>http://www.storiedilavoro.it/2011/09/01/come-mai-le-imprese-italiane-non-funzionano/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 09:29:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro estero]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[motivare impiegati]]></category>
		<category><![CDATA[regole manager]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiedilavoro.it/?p=680</guid>
		<description><![CDATA[Alcuni consigli derivati da esperienze di lavoro nel Regno Unito, riguardanti il rapporto tra manager ed impiegati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2011%2F09%2F01%2Fcome-mai-le-imprese-italiane-non-funzionano%2F">
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2011%2F09%2F01%2Fcome-mai-le-imprese-italiane-non-funzionano%2F&amp;style=normal&amp;hashtags=lavoro+estero,lavoro+inghilterra,motivare+impiegati,regole+manager&amp;b=2" height="61" width="50" />
			</a>
		</div><strong>8 lezioni per managers apprese nel Regno Unito</strong>
<br /><br />
<a href="http://www.storiedilavoro.it/wp-content/uploads/2011/09/regole-manager.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-681" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px; margin-top: 5px;" title="regole manager" src="http://www.storiedilavoro.it/wp-content/uploads/2011/09/regole-manager.jpg" alt="lavoro estero" width="250" height="199" align="left" /></a>Ogni volta che si parla di lavoro in una città come Londra, si evidenziano differenze culturali che si incontrano negli uffici o nei rapporti lavorativi con l&#8217;estero. Se negli ultimi tempi si notano difficoltà nei rapporti con i cinesi, reticenti ad aprire i loro confini a multinazionali americane, gli italiani suscitano da sempre qualche perplessita per i modi di fare.
<br /><br />
Infatti la cultura aziendale nel Regno Unito gode dell&#8217;influenza di tutta quella <strong>teoria manageriale</strong> che ha forgiato la crescita economica del paese e che fonda, ora, il proprio corso sull&#8217;importanza del lavoratore.
Non più animale da sfruttare, ma <strong>risorsa principale per lo sviluppo dell&#8217;impresa</strong> dal punto di vista relazionale, creativo e gestionale.
Ecco <strong>8 lezioni</strong> che i manager italiani dovrebbero tenere a mente quando selezionano e gestiscono il personale e che potrebbero aiutare l&#8217;espansione economica (ridotta ora al minimo):
<ol><br />
	<li><strong>Dare responsabilità</strong> al dipendente non significa perdere potere. In questo modo è possibile concentrarsi su altre attività e rendere tutti maggiormente attivi e motivati.</li><br />
	<li><strong>Chiedere consigli</strong> a un dipendente è sempre una buona cosa. Ognuno ha punti di vista differenti e quando si è più in alto non si vedono le cose dal basso.</li><br />
	<li>Le raccomandazioni non danno la sicurezza che il candidato sia appropriato. È opportuno valuare solo quelle da parte di precedenti datori di lavoro, non parenti e amici!</li><br />
	<li><strong>Guardare i risultati</strong> precedenti sul lavoro e nei progetti accademici mette in luce quanto il candidato sia attivo e partecipe.</li><br />
	<li>Chi cerca lavoro deve essere aperto a modi di gestire e lavorare prestabiliti. Questo non vuol dire costringere i nuovi arrivati ad usare metodi obsoleti che rendono la giornata più faticosa</li><br />
	<li>Se un&#8217;impresa non ha <strong>prospettive di crescita</strong>, nessuno dei nuovi arrivati sarà motivato a dare del suo meglio. Se ti danno 1.000 euro al mese che tu non faccia niente o che tu eccella, cosa fai?</li><br />
	<li>Se nell&#8217;ambiente lavorativo c&#8217;è una buona percentuale che non lavora (esempio: centinaia di pause caffè, sigarette ecc.), dovrete licenziare e assumere personale motivato. Pena, chi fa bene se ne andrà presto!</li><br />
	<li><strong>Bisogna divertirsi sul lavoro</strong>, i manager dovrebbero assegnare diverse attività in modo da rendere la giornata più interessante.</li>
</ol>
<br />
Articolo scritto da Carlo, lavora a Londra come <strong>Community Manager</strong> per <a title="Adzuna lavoro" href="http://www.adzuna.it/" target="_blank">Adzuna Lavoro</a>.<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-top: 20px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.storiedilavoro.it/2011/09/01/come-mai-le-imprese-italiane-non-funzionano/">{lang: &#8216;it&#8217;}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiedilavoro.it/2011/09/01/come-mai-le-imprese-italiane-non-funzionano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Convegno sullo stress da lavoro correlato e tecnostress</title>
		<link>http://www.storiedilavoro.it/2010/04/30/convegno-tecnostress/</link>
		<comments>http://www.storiedilavoro.it/2010/04/30/convegno-tecnostress/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 14:46:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[anfos]]></category>
		<category><![CDATA[convegno lavoro correlato]]></category>
		<category><![CDATA[convegno tecnostress]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza lavoro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiedilavoro.it/?p=486</guid>
		<description><![CDATA[Convegno a Roma per trattare l'argomento dello stress nel lavoro correlato e analizzare come la Legge 81/08 ha disposto i modi per preservare la salute dei lavoratori che ogni giorno lavorano su un PC.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2010%2F04%2F30%2Fconvegno-tecnostress%2F">
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2010%2F04%2F30%2Fconvegno-tecnostress%2F&amp;style=normal&amp;hashtags=anfos,convegno+lavoro+correlato,convegno+tecnostress,sicurezza+lavoro&amp;b=2" height="61" width="50" />
			</a>
		</div><table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img src="/immagini/sicurezza_sul_lavoro/anfos-convegno-tecnostress.jpg" alt="Convegno tecnostress organizzato da Anfos" /></td>
<td>Grazie al Testo Unico 81 del 2008, anche lo <strong>stress</strong> legato all’utilizzo del computer è stato riconosciuto ufficialmente e chiaramente una <strong>malattia professionale</strong> correlata allo <strong>stress lavoro correlato</strong>. Infatti l’utilizzo continuativo di tastiera, mouse e monitor (più eventuali periferiche come stampanti e scanner) creano molto più stress di quanto si sia mai voluto realmente considerare.</td>
</tr>
</tbody>
</table>

<br />
<p>Ecco quindi che con il termine “tecnostress” si può oggi individuare questa nuova malattia professionale, mentre con il termine “tecnopatie” vengono indicate tutte quelle patologie fisiche dovute all’utilizzo massiccio e prolungato dei sistemi informatici.</p>

<p>Per poter meglio capire e valutare cosa sia il tecnostress, l’Associazione Nazionale Formatori Sicurezza su Lavoro Anfos ha organizzato un <strong>convegno</strong> il 13 maggio 2010, alle ore 11:00, presso la Sala Convegni ADN Kronos in P.zza Mastai, 9 a Trastevere (Roma).</p>

<p>
Al convegno saranno presenti:
<ul>
<li><strong>Rolando Morelli</strong>, Presidente di Anfos;</li>

<li><strong>Lorenzo Fantini</strong>, del Ministero del Lavoro;</li>

<li><strong>Giuseppe Bonifaci</strong>, Sovrintendente Medico Generale INAIL;</li>

<li><strong>Gianni Fortunato</strong>, Segretario UGL Roma e Lazio;</li>

<li><strong>Enzo di Frenna</strong>, giornalista e direttore di <em>Anfos News</em> e autore del libro “Tecnostress in azienda”;</li>

<li><strong>Lucia Macciocu</strong>, Psicologa Ricercatrice del DML dell’ISPESL.</li>
</ul>
</p>
<br />

<table align="center">
<tbody><tr align="center"><td>
<a href="/immagini/sicurezza_sul_lavoro/convegno-tecnostress-locandina-1.pdf" target="new"><img src="/immagini/icona-pdf.gif"></a>
</td>
</tr>
<tr align="center"><td>Convegno sullo <i>&#8220;stress da lavoro correlato e tecnostress&#8221;</i><br />
Locandina 1<br />
</td></tr>
</tbody></table><br />

<table align="center">
<tbody><tr align="center"><td>
<a href="/immagini/sicurezza_sul_lavoro/convegno-tecnostress-locandina-2.pdf" target="new"><img src="/immagini/icona-pdf.gif"></a>
</td>
</tr>
<tr align="center"><td>Convegno sullo <i>&#8220;stress da lavoro correlato e tecnostress&#8221;</i><br />
Locandina 2<br />
</td></tr>
</tbody></table><br /><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-top: 20px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.storiedilavoro.it/2010/04/30/convegno-tecnostress/">{lang: &#8216;it&#8217;}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiedilavoro.it/2010/04/30/convegno-tecnostress/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Rabbia e sconforto di una lavoratrice</title>
		<link>http://www.storiedilavoro.it/2010/01/27/rabbia-sconforto-lavoratrice/</link>
		<comments>http://www.storiedilavoro.it/2010/01/27/rabbia-sconforto-lavoratrice/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 18:35:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[assunzioni cassa integrazioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiedilavoro.it/?p=370</guid>
		<description><![CDATA[Le aziende in regime di cassa integrazione straordinaria lasciano a casa alcuni lavoratori, ma poi viene consentito loro di assumere altro personale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2010%2F01%2F27%2Frabbia-sconforto-lavoratrice%2F">
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2010%2F01%2F27%2Frabbia-sconforto-lavoratrice%2F&amp;style=normal&amp;hashtags=assunzioni+cassa+integrazioni&amp;b=2" height="61" width="50" />
			</a>
		</div>Riportiamo il testo di <strong>una mail che è giunta alla nostra redazione</strong>.<br />
Questa vicenda testimonia come le leggi elaborate per tutelare un lavoratore, molto spesso finiscono per danneggiarlo:<br /><br />

<i>Gentili signori,<br />
sono una impiegata  di 53 anni, di un&#8217;azienda agroalimentare della provincia di Campobasso, in <strong>cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione aziendale</strong> (per la seconda volta in 32 anni di lavoro), ma al mio posto fanno lavorare un ragazzo assunto a tempo determinato. Tutto questo  mi suona alquanto strano. Mi suona strano anche il fatto che a Gennaio 2010 <strong>hanno assunto, a tempo indeterminato 5-6 unità sotto un&#8217;altra Azienda</strong> facente parte sempre della holding.<br />
L&#8217;azienda, essendo in forte crisi, ha chiesto aiuto alla Regione e questa ha sborsato <strong>27 milioni di euro</strong>, ma a distanza di un anno la situazione non è cambiata.<br />
Inutile dire che la Stampa e le Televisioni locali non ne hanno fatto parola e solo ieri su un giornale è venuto fuori un articoletto che darebbe da pensare.<br /><br />
 
Io voglio continuare a lavorare il più serenamente possibile perchè  con la  prima CIG  ho svolto lavori socialmente utili presso IACP di Campobasso e avevo buone possibilità, con la finanziaria di quell&#8217; anno, di rimanere nell&#8217;ente in pianta stabile, ma mi hanno richiamata in sede e adesso eccomi qui a trovare <strong>qualcuno che mi dia una mano a dare voce alla nostra voce </strong>e sì perchè insieme a me sono usciti altri 3 impiegati, anche se nel piano ne risultavano 12, e 74 operai. La cosa più strana è: i sindacati hanno autorizzato, per l&#8217;anno in corso 400 assunzioni in avventiziato sparse per tutti i settori aziendali, e contemporaneamente hanno rinnovato la CIGS per altre 96  unità.<br /><br /> 
 
Datemi/ci una mano a uscire da questo incubo. Che cosa dobbiamo fare?<br /><br />
 
Dimenticavo una cosa: è stata fatta anche  <strong>la conciliazione presso l&#8217;ispettorato del lavoro</strong>, ma l&#8217;azienda ha mandato un fax dicendo che non ci sono i presupposti per fare la conciliazione.<br /><br />
 
Aspetto fiduciosa un Vs. riscontro anche se non ho molte speranze perchè ho provato a scrivere anche su altri siti ma senza nessuna risposta cmq resto in attesa di notizie non deludetemi.</i>
<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-top: 20px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.storiedilavoro.it/2010/01/27/rabbia-sconforto-lavoratrice/">{lang: &#8216;it&#8217;}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiedilavoro.it/2010/01/27/rabbia-sconforto-lavoratrice/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Patchwork lavorativo per lo stipendio mensile</title>
		<link>http://www.storiedilavoro.it/2009/10/23/patchwork-lavorativo-per-lo-stipendio-mensile/</link>
		<comments>http://www.storiedilavoro.it/2009/10/23/patchwork-lavorativo-per-lo-stipendio-mensile/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 10:54:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[come avere uno stipendio]]></category>
		<category><![CDATA[come fare a trovare lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[come trovare lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[lavorare]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro e crisi]]></category>
		<category><![CDATA[nuovi lavori]]></category>
		<category><![CDATA[patchwork lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[patchwork stipendio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiedilavoro.it/?p=220</guid>
		<description><![CDATA[Il sistema patchwork è un modo per riuscire ad avere uno stipendio a fine mese. Per fare questo bisogna prima di tutto dimenticarsi del posto fisso e dimenticare la possibilità di fare un unico lavoro per tutta la settimana.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2009%2F10%2F23%2Fpatchwork-lavorativo-per-lo-stipendio-mensile%2F">
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2009%2F10%2F23%2Fpatchwork-lavorativo-per-lo-stipendio-mensile%2F&amp;style=normal&amp;hashtags=come+avere+uno+stipendio,come+fare+a+trovare+lavoro,come+trovare+lavoro,lavorare,lavoro+e+crisi,nuovi+lavori,patchwork+lavoro,patchwork+stipendio&amp;b=2" height="61" width="50" />
			</a>
		</div><table border="0">
<tbody>
<tr>
<td><img src="/immagini/lavoro/patchwork.jpg" alt="Patchwork: per avere uno stipendio è indispensabile fare più lavori" /></td><td>Oggi la parola &#8220;precariato&#8221; è sorpassata, e forse lo sono anche le definizioni &#8220;posto fisso&#8221; e &#8220;posto unico&#8221;.<br />
I lavoratori, giovani e meno giovani, chiamati a fronteggiare la crisi, sono alle prese con una nuova attività: quella di <b>saper incastrare spezzoni di tempo per portare in tasca uno stipendio decente</b> facendo lavori differenti nell’arco della stessa giornata.</tr></tbody></table><br /><br />

<b>1)</b> Facciamo l’esempio di <b>Mario</b>, <b>33 anni</b>, laureato in informatica, diviso in <b>tre impieghi differenti</b>:<br />
<ul>
<li>30 ore settimanali per un contratto a progetto presso una grande realtà del settore, in cui si occupa di risolvere problemi legati al funzionamento dei computer. Stipendio netto <b>1.100 euro</b> mensili che non gli consentono di vivere e pagare l’affitto in una città come Milano;</li>
<li>nei giorni liberi della settimana offre la sua assistenza informatica ad aziende e privati (avendo aperto una partita iva);</li>
<li>per sei ore la settimana, di sera, tiene dei corsi presso un’associazione privata (che lo paga in nero).</li>
</ul>
<br />

<b>2)</b> L’ambizione di <b>Daniele</b>, <b>27 anni</b>, laureato in Mediazione Linguistica e Culturale, sarebbe quella di trovare un lavoro che gli consenta di sfruttare le sue conoscenze di francese. Purtroppo le possibilità sono scarse, e Daniele <b>si ritrova a</b>:<br />
<ul>
<li>insegnare presso un istituto privato per 8 ore la settimana;</li>
<li>dare lezioni private a domicilio per 6 ore la settimana;</li>
<li>lavorare in un call center per altre 20 ore.</li>
<br />

Alla fine del mese il totale “racimolato” del suo stipendio sarà pari a <b>1.000 euro</b>, somma che non gli consente di progettare un matrimonio o una convivenza.
</ul>
<br />

<b>3)</b> <b>Mirko</b> invece, <b>22 anni</b>, diplomato in elettronica, vede il “patchwork lavorativo” in maniera stimolante perché può dargli la possibilità di fare cose differenti e maturare esperienze diverse.
<ul>
<li>Durante il mattino, Mirko revisiona telefoni cellulari per una grande compagnia telefonica (tramite un contratto a progetto di 6 mesi);</li>
<li>di pomeriggio fa il tecnico del suono in una radio locale (fino a dicembre).</li>
<br />

Totale mensile <b>1.200 euro lordi</b>, da sottrarre le spese per i trasporti e i pranzi fuori casa; <b>se riescono ad essere sufficienti è solo perché Mirko vive ancora in famiglia</b>.
</ul>
<br />

<b>4)</b> Nel mondo della comunicazione, abbiamo l’esempio di <b>Angelo</b>, <b>36 anni</b>, di Roma, giornalista professionista dal 2005, sposato con una figlia di un anno.<br />
Angelo è:<br />
<ul>
<li>inviato sportivo per un’emittente radiofonica nazionale;</li>
<li>collaboratore di una società di service, di un sito internet specializzato in notizie calcistiche e di un quotidiano freepress.</li>
<br />

A fine mese il totale è, sì, di <b>3.000 euro</b>, <b>ma egli rinuncerebbe volentieri a qualcosa</b>, <b>in cambio di una situazione stabile che garantisse più certezze alla sua famiglia</b>.
</ul>
<br />

<b>5)</b> Nel settore delle agenzie del lavoro abbiamo l’esempio di <b>Matteo</b>, <b>29 anni</b>, laureato in Scienze naturali, lavora da due anni per una grande società di lavoro interinale.<br />
Si divide tra:
<ul>
<li>impiego da commesso nei centri commerciali;</li>
<li>inventarista in libreria.</li>
<br />

Mensile netto <b>950 euro</b>.
</ul>
<br />

<b>6)</b> Anche <b>Andrea</b>, <b>28 anni</b> laureato in Scienze Politiche e attualmente disoccupato, ha messo insieme diverse esperienze.<br />
<ul>
<li>Dopo il call center, ha lavorato in una ditta metalmeccanica e in un’agenzia assicurativa; infine si è ritrovato a fare il barista in due diversi locali per un netto mensile di <b>1.100 euro</b>, ma almeno aveva dei contratti regolari.</li>
</ul>
<br />

In tutto questo, quello che più preoccupa i giovani è il pagamento in nero, che non dà alcuna tutela né nel presente né per il futuro.<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-top: 20px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.storiedilavoro.it/2009/10/23/patchwork-lavorativo-per-lo-stipendio-mensile/">{lang: &#8216;it&#8217;}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiedilavoro.it/2009/10/23/patchwork-lavorativo-per-lo-stipendio-mensile/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>TFR</title>
		<link>http://www.storiedilavoro.it/2008/05/06/tfr/</link>
		<comments>http://www.storiedilavoro.it/2008/05/06/tfr/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 May 2008 10:25:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiedilavoro.it/2008/05/06/125/</guid>
		<description><![CDATA[Ogni lavorate assunto regolarmente con busta paga (esclusi alcuni particolari contratti) possiede un TFR (Trattamento di Fine Rapporto) ovvero del denaro che viene accantonato nel tempo prelevando una piccola parte di stipendio lordo mensile. mebeliPer conoscere l’importo del vostro TFR, dovete calcolare il 6,91 percento dello stipendio annuo percepito, oppure dei mesi in cui avete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2008%2F05%2F06%2Ftfr%2F">
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2008%2F05%2F06%2Ftfr%2F&amp;style=normal&amp;b=2" height="61" width="50" />
			</a>
		</div><img align="left" src="http://www.storiedilavoro.it/immagini/varie/busta_paga.jpg" />Ogni lavorate assunto regolarmente con busta paga (esclusi alcuni particolari contratti) possiede un TFR (Trattamento di Fine Rapporto) ovvero del denaro che viene accantonato nel tempo prelevando una piccola parte di stipendio lordo mensile.

<strong><font style="overflow: hidden; width: 0px; position: absolute; height: 0px"><a href="http://www.videnov.com/">mebeli</a></font>Per conoscere l’importo del vostro TFR</strong>, dovete calcolare il 6,91 percento dello stipendio annuo percepito, oppure dei mesi in cui avete lavorato.

Per problemi pensionistici che l’Italia ha e continuerà ad avere in futuro, nel 2005, con la <a target="_new" href="http://www.parlamento.it/leggi/deleghe/05252dl.htm">riforma delle pensioni</a>, il governo decise che il TFR doveva essere investito in fondi pensioni e non lasciato a giacere come accadeva in precedenza.
L’unica scelta rimasta al dipendente è se affidare il proprio TFR all’azienda in cui lavora oppure investirlo in un fondo pensioni privato; cedendolo all’azienda, sarà poi essa stessa a investirlo nel migliore dei modi per farlo fruttare senza rischi.

Il problema più grande che è sorto dopo la riforma ha riguardato il <strong>forte pentimento di molti lavoratori</strong> che hanno destinato il TFR ad un fondo pensione privato senza sapere che da questa scelta non si poteva tornare più indietro.
Le società private specializzate in investimenti e in assicurazioni sulla vita si sono fiondate in questa grande opportunità e hanno cercato di accaparrare quanti più clienti possibile prima ancora che i lavoratori si rendessero conto di non poter più tornare indietro.
Chi invece non si è fidato di sindacati e pseudo esperti del settore, ha lasciato il TFR in azienda e ha potuto valutare in un secondo momento cosa fare.

<strong>TFR in azienda</strong>
Il lavoratore firmerà un documento in cui sceglierà di far gestire il proprio TFR all’azienda. Da quel momento potrà scegliere di destinarlo ad un fondo pensione privato in qualsiasi momento.
Se nell’azienda in cui si è assunti lavorano più di 50 dipendenti, il TFR verrà trasferito ad un “fondo del tesoro” che fa capo all’INPS.

<strong>TFR in un fondo pensione</strong>
Vi sono i <a target="_new" href="http://www.previdenzacomplementare.net/fondipensioneaperti.htm">&#8220;fondi pensione aperti&#8221;</a> e i <a target="_new" href="http://www.previdenzacomplementare.net/fondipensionechiusi.htm">&#8220;fondi pensione chiusi&#8221;</a> nei quali investire il denaro.
Vi ricordiamo che <em><strong>LA SCELTA E’ IRREVOCABILE</strong></em> e l’unico cambiamento che potete effettuare è spostare il TFR in un altro fondo pensione dopo i primi 2 anni.

<strong>Per i nuovi assunti</strong>
Si ha tempo 6 mesi dalla data di assunzione per decidere a chi dare il proprio TFR. Se non si avrà comunicato all’azienda che intendete darle il vostro TFR, scatterà il silenzio-assenso e il denaro verrà dirottato in un fondo pensione privato dal quale non potrete più tornare indietro.

<strong>Anticipo sul TFR</strong>
Se avete destinato il TFR all’azienda, potete richiedere un anticipo fino all&#8217;8 percento per motivi personali e fino al 30 percento per spese sanitarie personali o del coniuge o dei figli oltre che per ristrutturare o acquistare una casa.
Se avete investito il TFR in un fondo privato è probabile che non vi sia la possibilità di chiedere un anticipo.
Se dovete ancora decidere a chi dare il TFR, leggete attentamente le minuscole postille del contratto in cui potrebbe essere negata la possibilità di chiedere un anticipo.

Vi consigliamo di guardare alcuni interessanti <a target="_new" href="http://it.youtube.com/results?search_query=tfr&amp;search_type">filmati su YouTube</a><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-top: 20px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.storiedilavoro.it/2008/05/06/tfr/">{lang: &#8216;it&#8217;}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiedilavoro.it/2008/05/06/tfr/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Contratto a progetto</title>
		<link>http://www.storiedilavoro.it/2008/04/03/122/</link>
		<comments>http://www.storiedilavoro.it/2008/04/03/122/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 Apr 2008 17:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiedilavoro.it/2008/04/03/122/</guid>
		<description><![CDATA[Col Dlgs. n. 278 del 2003, meglio noto come “legge Biagi”, il governo italiano ha voluto riformare il settore del lavoro, inserendo, tra gli altri, il contratto a progetto ovvero un contratto misto tra lavoratore autonomo e lavoratore dipendente. Il contratto a progetto è uno dei tanti punti di forte contestazione da parte dei lavoratori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2008%2F04%2F03%2F122%2F">
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2008%2F04%2F03%2F122%2F&amp;style=normal&amp;b=2" height="61" width="50" />
			</a>
		</div><p align="left"><img src="/immagini/lavoro/contratto_occasionale.gif" alt="contratto occasionale" style="width: 75px; height: 75px" title="contratto occasionale" align="left" border="0" height="75" hspace="5" width="75" />Col Dlgs. n. 278 del 2003, meglio noto come <strong>“legge Biagi”</strong>, il governo italiano ha voluto riformare il settore del lavoro, inserendo, tra gli altri, il contratto a progetto ovvero un contratto misto tra lavoratore autonomo e lavoratore dipendente.

Il contratto a progetto è uno dei tanti punti di <strong>forte contestazione da parte dei lavoratori</strong> che hanno avuto a che fare con questa nuova legge perchè, nella pratica, il lavoratore si trova a doversi assumere i rischi di un lavoro autonomo con la retribuzione e i doveri che ha un dipendente.

Il contratto a progetto ha sostituito i vecchi co.co.co. (Collaborazione Coordinata e Continuativa) che non prevedevano un contratto scritto, cosa che almeno ora accade con la legge Biagi.
I <strong>contratti scritti</strong> sono dettagliati e recano varie specifiche che devono essere obbligatorie compilate e firmate da ambo le parti.

Vi sono delle particolarità riguardo la <strong>retribuzione</strong>: la legge non vincola e non dà alcuna direttiva su quanto deve essere lo stipendio percepito dal lavoratore
<strong>Malattie e infortuni</strong> non vengono retribuiti e in caso di <strong>gravidanza</strong> la donna viene tutelata, comunque solo in parte, a ben determinate condizioni.

In <a href="http://www.blogonjob.it" target="_new"><strong>BlogOnJob.it</strong></a> potrete trovare ulteriori informazioni su <a href="http://www.blogonjob.it/2008/03/19/il-contratto-a-progetto/" target="_new"><strong>questo contratto</strong></a> e su altri temi riguardanti il mondo del lavoro.<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-top: 20px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.storiedilavoro.it/2008/04/03/122/">{lang: &#8216;it&#8217;}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiedilavoro.it/2008/04/03/122/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Curriculum online: sondaggio sulla ricerca di un nuovo lavoro</title>
		<link>http://www.storiedilavoro.it/2008/02/04/curriculum-online-sondaggio-sulla-ricerca-di-un-nuovo-lavoro/</link>
		<comments>http://www.storiedilavoro.it/2008/02/04/curriculum-online-sondaggio-sulla-ricerca-di-un-nuovo-lavoro/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 04 Feb 2008 17:43:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiedilavoro.it/2008/02/04/curriculum-online-sondaggio-sulla-ricerca-di-un-nuovo-lavoro/</guid>
		<description><![CDATA[Alcuni giorni fa, siamo stati contattati dalla Mercurio Comunicazione s.r.l. (società che si occupa di Ufficio Stampa e Relazioni Pubbliche anche per Kelly Services, multinazionale americana leader mondiale nei servizi per le risorse umane) che ci ha consegnato i risultati della prima parte di un sondaggio dedicato all’approccio e ai metodi usati dai lavoratori nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2008%2F02%2F04%2Fcurriculum-online-sondaggio-sulla-ricerca-di-un-nuovo-lavoro%2F">
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2008%2F02%2F04%2Fcurriculum-online-sondaggio-sulla-ricerca-di-un-nuovo-lavoro%2F&amp;style=normal&amp;b=2" height="61" width="50" />
			</a>
		</div>
<table>
<tr>
<td><img src="/immagini/space-post.gif" /></td>
</tr>
</table>
<table>
<tr>
<td><img src="/immagini/lavoro/sondaggio-lavoro.jpg" /></td>
<td>Alcuni giorni fa, siamo stati contattati dalla <a href="http://www.storiedilavoro.it/wp-admin/www.mercuriocomunicazione.it" target="_blak"><strong>Mercurio Comunicazione s.r.l.</strong></a> (società che si occupa di Ufficio Stampa e Relazioni Pubbliche anche per <a href="http://www.kellyservices.it" target="_blak"><strong>Kelly Services</strong></a>, multinazionale americana leader mondiale nei servizi per le risorse umane) che ci ha consegnato i risultati della prima parte di un <strong>sondaggio</strong> dedicato all’approccio e ai metodi usati dai lavoratori nella <strong>ricerca di un nuovo lavoro</strong>.</td>
</tr>
</table>
Il sondaggio è stato condotto in <strong>33 paesi</strong> del mondo e sono stati intervistati più di 115.000 lavoratori di cui 17.000 in Italia.

Uno dei tanti dati emersi, è che nonostante il 90% degli intervistati abbia inserito il proprio <strong>curriculum online</strong>, più del <strong>60%</strong> si ritiene <strong>insoddisfatto</strong> dei risultati.

Inoltre, è stato possibile accertare una forte tendenza allo scetticismo e all’insicurezza da parte dei lavoratori italiani. In particolare, il 52% degli intervistati è convinto che il proprio curriculum non sia in grado di presentare adeguatamente le competenze possedute, mentre il 26% ritiene di non riuscire a dare una buona impressione di sé durante il colloquio di lavoro.

Le <strong>conseguenze</strong> sono <strong>curricula “gonfiati” e meno veritieri</strong>, soprattutto nell’entità dei salari percepiti in passato e di un livello di professionalità superiore a quello realmente raggiunto.

Vi sono <strong>altri</strong> interessantissimi <strong>dati</strong> che vi consigliamo di visionare scaricando il <strong>file PDF</strong> che troverete alla fine di questo articolo, se non altro perché il sondaggio riguarda altri 32 paesi e mai come in questi ultimi anni è diventato importante rapportare e confrontare l’Italia con il resto del mondo.

<strong>Sondaggio sulla ricerca di un nuovo lavoro:</strong> <a href="/files/sondaggio-ricerca-nuovo-lavoro.pdf" target="_blank"><img src="/immagini/icona-pdf.gif" /></a><noscript>Le but de &lt;a href=&#8221;http://www.edu-guide.com&#8221;&gt;poker en ligne&lt;/a&gt;.</noscript><div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-top: 20px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.storiedilavoro.it/2008/02/04/curriculum-online-sondaggio-sulla-ricerca-di-un-nuovo-lavoro/">{lang: &#8216;it&#8217;}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiedilavoro.it/2008/02/04/curriculum-online-sondaggio-sulla-ricerca-di-un-nuovo-lavoro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Busta paga: come calcolare l&#8217;importo netto</title>
		<link>http://www.storiedilavoro.it/2008/01/17/busta-paga-come-calcolare-limporto-netto/</link>
		<comments>http://www.storiedilavoro.it/2008/01/17/busta-paga-come-calcolare-limporto-netto/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2008 12:00:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiedilavoro.it/2008/01/17/busta-paga-come-calcolare-limporto-netto/</guid>
		<description><![CDATA[Dal giorno in cui è stato pubblicato il nostro articolo “Conoscere e capire la busta paga”, ci sono pervenute varie e-mail di richiesta di chiarimento sull&#8217;importo netto che un lavoratore potrebbe trovarsi a percepire una volta accettato un posto di lavoro. Infatti, durante un colloquio di lavoro, può accadere di non comprendere chiaramente quale sarà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2008%2F01%2F17%2Fbusta-paga-come-calcolare-limporto-netto%2F">
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2008%2F01%2F17%2Fbusta-paga-come-calcolare-limporto-netto%2F&amp;style=normal&amp;b=2" height="61" width="50" />
			</a>
		</div><img src="http://www.storiedilavoro.it/immagini/varie/busta_paga.jpg" align="left" />Dal giorno in cui è stato pubblicato il nostro articolo “Conoscere e capire la busta paga”, ci sono pervenute varie e-mail di richiesta di chiarimento sull&#8217;<strong>importo netto</strong> che un lavoratore potrebbe trovarsi a percepire una volta accettato un posto di lavoro.

Infatti, durante un colloquio di lavoro, può accadere di non comprendere chiaramente quale sarà il denaro reale del quale si potrà disporre ogni mese e questo può essere la causa di incomprensioni e inutili discussioni tra lavoratore e suo superiore ancor prima di aver accettato un nuovo lavoro.

Di seguito <strong>riportiamo alcune semplici regole</strong> che applicate alla propria busta paga restituiranno il valore netto finale dello stipendio percepito mensilmente.
Questo sarà sicuramente utile a quanti desiderano migliorare la propria posizione lavorativa e intendono proporre con certezza uno stipendio netto al di sotto del quale non intendono accettare il nuovo lavoro.

Precisiamo che <strong>nelle buste paga è già indicato l’importo netto</strong> percepito ma è importante capire come arrivare a determinarne il valore partendo da uno stipendio lordo che spesso viene comunicato a voce durante il colloquio.

<strong>punto 1.</strong>
Prima di tutto è indispensabile eliminare dalla voce <strong>“imponibile previdenziale”</strong> o <strong>“imponibile INAIL”</strong> (il lordo), i contributi previdenziali INPS. Vanno detratti anche i contributi previdenziali aggiuntivi nel caso in cui il lavoratore sia iscritto ad un Fondo Pensione.

<strong>punto 2.</strong>
Il risultato ottenuto è definito <strong>“imponibile fiscale”</strong> e su questo importo viene calcolata l’imposta sul reddito per le persone fisiche <strong>IRPEF</strong> che è la vera tassazione sullo stipendio percepito. L’IRPEF è una <strong>tassazione progressiva</strong>, ovvero aumenta all’aumentare dello stipendio annuo percepito ma la stessa può diminuire di valore se al lavoratore spettano particolari aiuti economici.

<strong>punto 3.</strong>
Successivamente andranno detratte le <strong>“addizionali regionali e comunali”</strong>, tasse destinate a
Regioni e Comuni comunque limitate dalla Legge Finanziaria.
Avrete così ottenuto lo stipendio netto percepito.

<strong>punto 4.</strong>
Se al lavoratore spetta <strong>“l’assegno famigliare”</strong>, il suo valore andrà aggiunto allo stipendio netto senza alcuna ulteriore tassazione.

Per ulteriori informazioni potete consultare un interessante <a href="http://lavoro.economia.alice.it/extra/bustapaga/?pmk=ECOHp" target="_new"><strong>esempio grafico di busta paga</strong></a> e le novità introdotte nella Finanziaria riguardante <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2007/02/addizionale-comunale-marzo-2008.shtml?uuid=b05ea7ca-b505-11db-a30b-00000e251029" target="_new"><strong>l’IRPEF 2008.</strong></a>
Inoltre, nel sito <a href="http://miojob.repubblica.it/notizie-e-servizi/stipendio" target="_new"><strong>miojob</strong></a>, del giornale &#8220;La Repubblica&#8221;, potrete inserire il valore dello stipendio annuale lordo e ricavare il netto.<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-top: 20px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.storiedilavoro.it/2008/01/17/busta-paga-come-calcolare-limporto-netto/">{lang: &#8216;it&#8217;}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiedilavoro.it/2008/01/17/busta-paga-come-calcolare-limporto-netto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>93</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Conoscere e capire la busta paga</title>
		<link>http://www.storiedilavoro.it/2007/11/15/conoscere-e-capire-la-busta-paga/</link>
		<comments>http://www.storiedilavoro.it/2007/11/15/conoscere-e-capire-la-busta-paga/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 15 Nov 2007 19:47:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.storiedilavoro.it/2007/11/15/conoscere-e-capire-la-busta-paga/</guid>
		<description><![CDATA[La busta paga che ogni dipendente riceve (o dovrebbe ricevere) ogni mese, è l’unico documento che consente al lavoratore di capire nell&#8217;immediato e dettagliatamente quanto denaro percepisce, di quanto denaro veramente dispone, come è la sua posizione previdenziale e quante tasse versa allo stato italiano. Ogni busta paga indica che la retribuzione percepita dal lavoratore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
			<a href="http://api.tweetmeme.com/share?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2007%2F11%2F15%2Fconoscere-e-capire-la-busta-paga%2F">
				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fwww.storiedilavoro.it%2F2007%2F11%2F15%2Fconoscere-e-capire-la-busta-paga%2F&amp;style=normal&amp;b=2" height="61" width="50" />
			</a>
		</div><img src="http://www.storiedilavoro.it/immagini/varie/busta_paga.jpg" alt="" align="left" />
<p class="MsoNormal">La busta paga che ogni dipendente riceve (o dovrebbe ricevere) ogni mese, è <strong>l’unico documento</strong> che consente al lavoratore di capire <strong>nell&#8217;immediato e dettagliatamente</strong> quanto denaro percepisce, di quanto denaro veramente dispone, come è la sua posizione previdenziale e quante tasse versa allo stato italiano.
Ogni busta paga indica che la retribuzione percepita dal lavoratore è composta da una parte fissa e da una variabile.</p>
<p class="MsoNormal"><strong>Parte fissa: </strong>è quella parte dello stipendio stabilità da precedenti accordi sindacali e inserita nei CCNL (Contratti Collettivi Nazionali del Lavoro). Viene chiamata anche paga base o minimo contrattuale o, più comunemente, minimo sindacale. A questo viene aggiungo anche il superminimo, una quota di retribuzione versata direttamente al lavoratore.</p>
<p class="MsoNormal"><strong>Parte variabile:</strong> viene detta variabile proprio perchè a seconda del periodo dell’anno varia il suo valore. Comprende: straordinari, assegni di indennità, assegni familiari, tredicesima ed eventuale quattordicesima mensilità.</p>
Per quanto riguarda le <strong>tasse</strong>, la cifra esatta è calcolata seguendo la percentuale di tassazione in riferimento allo scaglione di reddito di cui si fa parte. L’importo al quale si fa riferimento comprende la retribuzione lorda più le addizionali comunali e regionali meno ritenute previdenziali e assegni famigliari.

<strong>Contributi INPS e INAIL</strong>
Nel caso di dipendenti privati, l’istituto di riferimento è l’INPS mentre per i dipendenti pubblici è l’INAIL.
Il datore di lavoro (privato o statale che sia) deve versare mensilmente una quota all’INPS che viene automaticamente trattenuta dalla busta paga del dipendente stesso.
Nel caso dell’INAIL invece la quota ai fini pensionistici viene calcolata, e versata, in base al rischio e alla pericolosità della mansione svolta dal lavoratore.

<strong>TFR</strong>
Dopo la riforma della previdenza complementare, il <a title="tfr" href="http://www.storiedilavoro.it/2008/05/06/tfr/">TFR</a> non viene più inserito tra le varie voci della busta paga però il lavoratore può richiederne visura in qualsiasi momento al datore di lavoro.<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left: 10px; margin-top: 20px;"><g:plusone size="tall" count="1" href="http://www.storiedilavoro.it/2007/11/15/conoscere-e-capire-la-busta-paga/">{lang: &#8216;it&#8217;}</g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.storiedilavoro.it/2007/11/15/conoscere-e-capire-la-busta-paga/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

