marzo 2012


Ogni volta che si parla di riforma sul lavoro si nominano sempre i giovani e il loro futuro. Ma in tutto questo ci si dimentica sempre degli over 40 senza lavoro.


Lettera da parte dall'associazione Over 40 ai ministri La riforma del lavoro che il governo Monti sta cercando di portare a termine è forse il tema più delicato che l’Italia intera segue con molta apprensione.

Ogni giorno i TG nazionali riportano notizie di ogni genere, dove si sente che i sindacati cercano di mediare alcune possibili scelte mentre i lavoratori si trovano il più delle volte a non avere più nemmeno fiducia nei sindacati stessi.

Si parla sempre di giovani, del lavoro per chi ha terminato le scuole oppure è neolaureato perché i giovani sono il futuro, ma si continua a dimenticare (forse perché “dedicarsi” ai più giovani porta più consenso popolare) che ci sono intere generazioni che hanno perso il lavoro e per le quali non si continua a non fare mai nulla. Stiamo parlando degli over 40 anni.

Se è vero che un 20enne a diritto di avere un futuro e creare una famiglia se lo desidera, bisogna tenere presente che quello stesso 20enne potrebbe avere il padre o la madre senza lavoro, genitori di un’età variabile tra i 40 e i 50 anni che oltre a non vedere più prospettive lavorative non vedono nemmeno alcuna minima prospettiva positiva per il futuro.

L’Associazione Lavoro Over 40 ha inviato una mail ai suoi iscritti, contenente una lettera inviata al Ministro del lavoro, al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, al Ministero delle Attività Economiche ai Partiti in Parlamento ed extra Parlamento, ai presidenti di Camera e Senato e ai Presidenti delle Commissioni Lavoro della Camera e del Senato.

E’ possibile leggere la lettera integrale sul sito www.lavoro-over40.it.
Sotto riportiamo il testo introduttivo alla lettera.

Pregiatissimo……….

Facciamo seguito ad una prima protesta inviata il 23 gennaio alla attenzione sua e del Ministro del Lavoro (oggetto: un problema spesso dimenticato: gli Over 40 disoccupati e/o precari), nella quale si metteva in evidenza le grandi lacune emergenti dalla adozione del decreto Salva Italia nei confronti dei Lavoratori Maturi (Over 40) in tema di pensione. In quel contesto si lamentava anche il fatto di aver predisposto incentivi all’assunzioni di giovani e donne e di aver trascurato interventi a sostegno della disoccupazione e/o precarietà dei lavoratori maturi (Over 40).

Con l’attuale discussione in corso sulla riforma del lavoro, ci stiamo accorgendo che non solo non si prevedono interventi a sostegno di questa sfortunata classe di lavoratori, ma vengono confinati agli estremi margini della società, considerati zavorra da gettare alle ortiche; sono diventati lavoratori “invisibili”, cioè lavoratori che non hanno diritti da rivendicare, maltrattati e regolarmente dimenticati da tutti: dalle istituzioni, dai sindacati, dalle aziende, quasi che fossero un peso per la società e per il mondo del lavoro. Eppure possono dare tanto alla società.

Parliamo di circa 1,5 milioni di persone che scivolano sempre più verso la china della povertà e della indigenza nella totale indifferenza delle istituzioni. Condizioni che dal punto di vista sociale sono aggravate dal fatto che tali persone spesso sono gli stessi padri di quei giovani che tanto vogliamo aiutare e che così ne perdono il sostegno. E sono anche sostegno spesso dei genitori anziani che vedono mancare le necessarie assistenze.

Chiediamo che tali lavoratori, siano messi nella condizione di poter rientrare dignitosamente nel mondo del lavoro, di essere valutati seriamente e senza stereotipi discriminatori, di essere trattati con la dovuta dignità e rispetto al pari degli altri senza creare ovviamente una guerra generazionale, che nessuno vuole.

Auspichiamo di poter avere riscontro a questa richiesta e che si presti la dovuta attenzione anche a questo problema che oltre ad essere economico è socialmente rilevante.

Cordiali saluti

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    Elsa Fornero, ministra del lavoro, ha resto noto che la riforma del lavoro non arriverà prima dell’autunno del 2013.


    Riforma del lavoto in Italia 2013 Mario Monti sta cercando di accelerare la riforma sul lavoro, per questo la presenterà in Parlamento entro la fine di marzo. Ma Elsa Fornero, ministra del lavoro, annuncia che la riforma non si farà prima dell’autunno 2013, ovvero tra ben 1 anno e mezzo!

    La ministra si è riunita a fine febbraio con le parti sociali per definire la mappa completa dei punti su cui verterà la riforma, e ha dichiarato “La riforma degli ammortizzatori sociali non può partire prima dell’autunno del 2013 e si farà con i soldi che abbiamo”. Giovedì 1 marzo si sarebbe dovuta tenere la riunione tra governo e parti sociali sul difficile argomento che riguarda l’articolo 18 ma è stata posticipata a data da destinarsi perché il governo intende valutare bene i tanti e diversi aspetti che riguardano la riforma.

    Tra due anni e mezzo circa (autunno 2014) sarà avviato il riordino della cassa integrazione migliorando quella ordinaria e successivamente gli strumenti di supporto alla disoccupazione involontaria.

    La riforma riguarderà le aziende che dispongono di più di 50 dipendenti e che operano nel settore del commercio, bancario, assicurativo.
    I dissensi da parte dei sindacati non sono mancati. Susanna Camusso (CGIL) ha dichiarato: “Dire che la riforma degli ammortizzatori potrà partire ad autunno 2013 è forse troppo ottimistico: non sappiamo quanto ancora dureranno gli effetti della crisi”; mentre Raffaele Bonanni (CISL) ha evidenziato il fatto che: “Vogliamo capire se il governo vuole una riforma o una controriforma. Senza risorse diventa più nebuloso”.
    Anche Luigi Angeletti (UIL) commenta la situazione seguendo i colleghi sindacalisti: “La riforma del lavoro funzionerà se si risolve il problema delle risorse, se sarà possibile attivare meccanismi per trovare un altro posto di lavoro e se si affronta il nodo delle differenze territoriali nel mercato del lavoro”.

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