Aprire un baby parking può essere una valida alternativa lavorativa per tutte le mamme che vorrebbero crescere il proprio figlio in casa senza portarlo in un asilo nido, e nel contempo vorrebbero avere una entrata di denaro.
Per tutte coloro che si riconoscono in questa descrizione ecco il delinearsi di un’interessante opportunità di lavoro: aprire un baby parking.
Un baby parking è un luogo dove vengono ospitati i figli di genitori con lavori part-time o momentaneamente occupati per periodi di tempo diversificati. Ai bambini vengono offerti momenti di gioco e svago in un luogo sicuro dove potersi divertire e trascorrere belle ore in attesa di mamma e papà.
Non sempre serve avere un titolo di studio specifico, come un diploma magistrale o una laurea in scienze dell’educazione, per gestire un baby parking.
Questa struttura non equivale ad un asilo nido, bensì è molto meno vincolante sia in termini di adempimenti burocratici sia in termini di dispendio economico ed orario.
L’investimento è infatti limitato al reperimento di una semplice ma funzionale struttura che possa accogliere fino a 25 bambini dai 13 mesi ai 6 anni per un massimo di sei ore al giorno; inoltre non sono previsti pasti da erogare quindi non servono accorgimenti particolari in merito alla strutturazione dei locali.
Le pratiche burocratiche sono, oltre all’agibilità e al rispetto delle normative igienico e sanitarie, l’apertura della partita IVA e le iscrizioni all’INAIL, INPS e al registro delle imprese.
Le regioni disciplinano questa nuova realtà lavorativa, molte la offrono come nuova modalità di lavoro come il Veneto: ad esempio. Insomma, finché la normativa non è ancora definita e restrittiva, chi ama i bambini, vuole rimanere accanto al proprio figlio nei primi anni e sa/puo accogliere anche altri bambini in modo allegro e responsabile, può prendere al volo questa occasione, che risulta essere molto gradita alle mamme che sanno di poter lasciare i propri bambini in una struttura protetta con un clima familiare.
