gio 2 set 2010
Tagli alla scuola e nessun lavoro per i 200.000 insegnanti precari
Scritto da Amministratore - categoria: Povera patria[10] Commenti
Niente lavoro per 200.000 insegnanti precari. La crisi non gli permetterà di fare alcun lavoro nelle scuole. Il Governo taglia fondi alla scuola e alla ricerca (come se già non bastassero quelli passati) ma qualche soldo lo destina anche alle scuole private.
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Lo si era già capito dalla finanziaria 2010 che il mondo dell’istruzione italiana (scuola e ricerca) avrebbero avuto un’altra inesorabile e arretrante mazzata. |
E’ di oggi la notizia del Ministro all’Istruzione Mariastella Gelmini che i 200.000 insegnanti precari sparsi per tutta Italia non potranno trovare lavoro. La Gelmini ha detto “Nessun governo può assorbire 200.000 precari”, e che “prima di chiedere denaro al Governo bisogna ottimizzare gli insegnanti che stanno già lavorando”.
Ormai qualunque italiano conosce bene quanto la politica italiana continui a sperperare denaro in cose inutili. Basta pensare che la tassazioni sui redditi di tutti i lavoratori italiani è tra le più alte d’Europa, ma stranamente ci ritroviamo con servizi tra i più scadenti di tutta la Comunità Europea: ospedali fatiscenti con nuovi reparti e nuovi macchinari ben conservati in cantina, scuole pericolanti e senza sistemi di sicurezza adeguati, strade con guardrail che continuano a decapitare i motociclisti, ecc. ecc. . In ultimo, però, c’è quello che tantissimi europei nemmeno immaginano, una burocrazia lenta e snervante che resta in piedi solo per dare lavoro a chi poi dovrà ringraziare il politico di turno che gliel’ha dato.
In un paese del genere come fanno a trovare lavoro 200.000 insegnanti?
Per giunta, che etica politica può avere un Governo che destina dei fondi alle scuole private?
E’ certo che la politica italiana non ha più una coscienza; se ce l’avesse si vergognerebbe nel dare denaro all’istruzione privata (che in quanto tale DEVE auto sovvenzionarsi) e poi dire che non ci sono risorse per le scuole pubbliche e i loro insegnanti.
Probabilmente una scuola che non funziona la vogliono anche gli italiani, soprattutto la gran parte dei genitori che forse ha paura di vedere il cervello dei propri figli sforzarsi un po’ sui libri invece di istruirli ben bene a basare le loro giornate a parlare di cellulari, inutili trasmissioni TV, vestiti firmati, e chi più ne ha più ne metta!


novembre 7th, 2010 at 10:39
Gente che perde il lavoro ed intanto la pubblica amministrazione spende soldi a vuoto.
ad esempio l’INps avrà speso una barca di soldi per lanciare il nuovo sito..ma non poteva metterli nelle pensioni dei nostri nonni così non dovremo amazzarci per la pensione noi givani!Che sdegno!
Giovane precaria
novembre 7th, 2010 at 21:18
Hai tutta la mia solidarietà Vicky, sono una docente precaria, aspetto da tre mesi una nuova assunzione, e chissà dove mi manderanno ad insegnare questa volta! mi sono collegata al sito dell’Inps per controllare la mia posizione contributiva e ho notato il restyling in atto. Ora mi chiedo una simile operazione sicuramente tanto costosa, non la si poteva evitare tanto il sito mi sembra sempre lo stesso!
novembre 8th, 2010 at 11:25
Ciao Carla, capisco la tua situazione. Ho una sorella che per cominciare a lavorare nell’ambito scolastico ha dovuto trasferirsi a migliaia di km di distanza da casa ed a stento riesce a mantenersi con lo “stipendio” percepito. Troppo duro l’ambito scolastico…troppo dura per noi giovani!
Quanto al sito dell’INPS, un restyling c’era stato già l’anno scorso, se ricordo bene… ora ho letto un banner…si tratterà di un nuovo servizio on line..credo!
Vadiamo domani..
In bocca al lupo per tutto.
novembre 8th, 2010 at 14:53
Anche io sono completamente d’accordo con l’articolo e i commenti precedenti. Perchè se c’è una cattiva gestione dei fondi pubblici, lo stato si permette di tagliare i servizi ai cittadini?!? noi paghiamo?!’ SI! e allora dobbiamo avere ciò per cui paghiamo!! Credo anche che se i soldi, invece di essere sperperati in inutili campagne pubblicitarie o restyling di siti come quello dell’inps, venissero dati sotto forma di sussidio ai disoccupati, staremmo sicuramente tutti meglio!!… E poi anche l’inps, che pensi alle cose concrete come le pensioni dei futuri pensionati e non perda tempo e SOLDI in questioni futili come il rinnovo del sito!!
novembre 11th, 2010 at 16:45
Scusatemi magari veramente l’operazione sarà stata così costosa come dite ma non mi sembra che l’operato sia da buttare. Io sto usando il sito in questi giorni e le nuove applicazioni di consultazione veloce mi agevolano molto il mio lavoro
novembre 11th, 2010 at 19:43
Io ho il dubbio che il sito dell’INPS sia costato un sacco di soldi (tra l’altro probabilmente dati a qualcuno che già si conosceva) e sia già vecchio rispetto ai siti e ai servizi disponibili in altre nazioni europee dove esiste ancora un forte rapporto tra le persone. In pratica il sito dell’INPS fa risparmiare un sacco di soldi a loro ma non a noi.
A volte mi spavento a pensare cosa ci accadrà quando noi 30enni avremo 60, 65 o 70 anni. Pensione? Ma c’è ancora qualche comune lavoratore che pensa che la vedrà?
E poi che dire degli insegnanti, una volta super rispettati e ben pagati, e oggi considerati un’inutile obbligo che una nazione deve comunque avere e che rischiano ogni giorno denunce da parte di troppi “genitori” che non ammetteranno mai di non aver mai saputo educare i propri figli: a volte pare proprio che chi non voglia avere dei figli possa essere il migliore genitore del mondo, e chi li ha non li avrebbe mai dovuti fare.
novembre 18th, 2010 at 16:08
Io invece trovo molto interessante il nuovo sito dell’Inps. A parte il costo per la costruzione (beato chi li ha presi i soldi!) quello che è risultato dalle prime volte che l’ho utilizzato è la rapida consultazione delle pagine. In modo particolare trovo interessante l’inserimento dell’operatrice virtuale e del “come fare per”…
novembre 25th, 2010 at 11:29
Parliamo sempre male delle pubbliche amministrazioni. Ci lamentiamo che sono lente, vecchie ed obsolete. Se poi fanno qualche tentativo per migliorarsi le critichiamo perchè hanno spesa i nostri soldi! mo domando allora come si fa ad uscire da questo problema!
Pensiamo invece che hanno speso i nostri soldi per comprarsi un vestito migliore in modo che possano piacerci di più e per offrirci un servizio migliore.
Cerchiamo di essere propositivi.
Bravi!!
novembre 25th, 2010 at 11:32
la sezione “come fare per” offre infatti molte informazioni utili. A me è servita per risolvere un grande problema e soprattutto ho potuto fare tutto on lie.
dicembre 1st, 2010 at 18:44
Non è così semplice Annabella.
Chissà come mai ho il presentimento che quel sito sia costato almeno 10 volte di più del suo valore, e già questo la direbbe lunga.
Per non parlare di quando è il momento della dichiarazione dei redditi in cui quel sito rallenta e va male.
Il solito sistema all’italiana delle raccomandazioni. Come il sito delle poste, che 1 volta su 2 è lento o bloccato.