febbraio 2010


Il 1° marzo 2010 sarà la giornata dedicata allo sciopero nazionale di tutti gli extracomunitari residenti in Italia. La giornata verrà vissuta in questo modo anche dagli immigrati in Francia, dove la questione dell’immigrazione è molto sentita e anche lì affrontata con difficoltà (ma mai come in Italia!).

Sciopero immigrati in Italia del primo marzo 2010,Soprattutto a causa di telegiornali inutili e sempre più vicini al mondo del gossip più che alla vera informazione, in Italia continua ad aumentare il razzismo verso chi non dimostra di avere dei tratti somatici, o un accento nella pronuncia, tipico dell’essere italiano.

La maggior parte dei servizi dei TG che vanno in onda negli orari centrali (13:00-14:00 e 20:00-21:00) vorrebbero riuscire a parlare oggettivamente di fatti di cronaca in cui sono coinvolti degli extracomunitari, ma la realtà è che il medio ignorante cittadino italiano (quindi la stragrande parte degli italiani) coglie “bene” il messaggio che molti dei mali della società italiana siano imputabili a comportamenti illegali di cittadini non italiani.

In tutto questo non aiuta certamente TUTTA la classe politica quando da un lato continua a ripetere sempre la solita frase “tolleranza zero”, e dall’altra NON VUOLE fare una seria e completa legge sull’immigrazione perché, tra le altre cose, questo andrebbe a colpire una grande fetta di manodopera in nero, a “super bassissimo” costo, reclutabile da aziende, fabbriche e mafia che li fanno lavorare con una sicurezza sul lavoro pari a zero.

In questo clima di odio razziale (altro che italiani brava gente, pizza e mandolino) arriverà tra poco il 1° marzo 2010, giorno in cui è stato proclamato uno sciopero generale di tutti i lavoratori extracomunicati. La giornata italiana si collega a quella francese (sempre il 1° marzo 2010) chiamata “La journée sans immigrés: 24h sans nous” (La giornata senza immigrati: 24 ore senza noi).

Storiedilavoro.it appoggia questa iniziativa sperando che questa giornata possa far cambiare qualcosa nella coscienza degli italiani che sembrano proprio impediti nel capire in quanti diversi ambienti lavorano gli extracomunitari.
Per esperienza personale, posso portare l’esempio della linea di montaggio delle moto Monster nelle sede della Ducati a Bologna-Borgo Panigale, in cui gli extracomunitari credo siano ancora la metà: se così fosse, il 1° marzo 2010 si avrebbe un assemblaggio di Monster ridotto del 50%, oltre ad altri settore dell’azienda in cui sono molto presenti africani (di vari stati), indiani ed altri.

Ma questo è solo un esempio, e un altro che probabilmente potrebbe dare di più il senso di quello di cui stiamo parlando, è quello delle badanti: cosa cambierebbe nella vita di un figlio se la badante del proprio genitore si dovesse assentare per una settimana o un mese?

Tra i diversi siti e blog che si possono trovare su Google, vi segnaliamo anche questo.
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Interessante sentenza che obbliga il datore di lavoro a risarcire un dipendente che si è fatto male cadendo da una sedia troppo vecchia.

Comitato controllo sicurezza lavoro Verona.Un’interessante recente sentenza della Suprema Corte ha dato ragione ad un lavoratore che si è infortunato a causa di una sedia vetusta che alla fine non ha più retto al normale peso del lavoratore e alla normale usura del tempo.

Il lavoratore, infatti, come tutti i giorni, si apprestava a sedersi normalmente sulla sua sedia quando questa ha ceduto. Il malcapitato è caduto a terra procurandosi una evidente infortunio sul lavoro e ha chiesto danni materiali e morali all’azienda.

La Corte ha dichiarato che il datore di lavoro è responsabile del danno subito dal lavoratore perché l’infortunio è derivato da vetustà dell’attrezzatura che il dipendente si trovava ad utilizzare quotidianamente.
Il risarcimento morale è stato accordato perché “una lesione di un interesse della persona costituzionalmente garantito, come la salute” e, pertanto, deve ritenersi sempre “risarcibile a prescindere dal fatto che la condotta illecita che ha determinato l’infortunio costituisca un reato.

Non sappiamo se questa sentenza ha già dei precedenti oppure è la prima che dà ragione ad un lavoratore per un danno subìto a causa dell’usura di una sedia (che sarebbe attrezzatura da lavoro), ma di sicuro c’è che anche se ci sono associazioni di formatori della sicurezza sul lavoro che svolgono quotidianamente corsi sulla sicurezza e dipendenti che stanno sempre attenti alla propria e altrui incolumità, non c’è modo di rimanere illesi se un sedia, una scala o un ponteggio alto 5 metri sono talmente logori e usurati da spezzarsi durante il normale utilizzo per cui sono stati progettati e realizzati.
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A Verona nasce un Comitato per la supervisione nei cantieri edili e nel settore agricolo. Infatti proprio questa città ha visto il numero più alto di incidenti sul lavoro di tutto il Veneto.

Comitato controllo sicurezza lavoro Verona.A dicembre 2009, nella provincia di Verona, è nato il “Comitato provinciale di coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza salute e sicurezza sul lavoro”, e da subito si è messo sul piede di guerra nella lotta agli infortuni sul lavoro nei due settori più pericolosi, edilizia e agricoltura.

Il motivo della nascita di questo comitato deriva dagli incidenti sul lavoro registrati in tutto il 2009: la provincia di Verona è quella che in tutta il Veneto ha registrato il maggio numero di incidenti (ben 5.224), di cui 5 mortali.
Gli incidenti sono comunque in calo ma non quelli definiti “in itinere” o quelli in cui avviene la movimentazione delle merci: solo queste tipologie costituiscono il 50% di tutti gli incidenti, e sono quelle che necessitano di un serio programma di prevenzione.

Il Comitato opererà inizialmente sviluppando una mappatura di rischio preliminare; secondariamente effettuerà ispezioni mirate per scovare chi non rispetta la legge sulla sicurezza sul lavoro.

Il Comitato, di cui fanno parte l’Inail, l’Inps, Spisal e Ispsel, oltre a rappresentanti sindacali, ha anche il compito di analizzare, coordinare e armonizzare i controlli e la formazione-informazione. Inoltre controlla che i rapporti di lavoro siano regolari contrastando il lavoro nero o sommerso, che nel settore agricolo ed edile sono sempre ai massimi livelli.
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