aprile 2009


contratti solidarietà Nei periodi di crisi occupazionale, una delle “ricette” che le aziende possono attuare per prevenire i licenziamenti di massa, è il ricorso ai Contratti di Solidarietà (o Contratti Solidali).
Questo particolare ammortizzatore sociale viene adottato da quelle aziende che possono usufruire della CIGS (Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria), la quale opera soltanto se l’azienda che ne fa richiesta, al Ministero del lavoro, necessita di:
  • ristrutturazione
  • riorganizzazione o riconversione aziendale
oppure è
  • un’impresa assoggettata a procedura concorsuale di fallimento
  • un’azienda in crisi di particolare rilevanza settoriale
Lo scopo dei Contratti Solidali è quello di permettere ad un’azienda di evitare che particolari ed avverse situazioni di mercato comportino il licenziamento di una parte dei propri dipendenti, consentendo perciò a questi ultimi di mantenere il posto di lavoro, purtuttavia con una riduzione dell’orario lavorativo giornaliero o settimanale ed una corrispondente diminuzione dello stipendio. Un ulteriore vantaggio per il datore di lavoro risiede negli sgravi fiscali sui contributi previdenziali spettanti ad ogni lavoratore, che riguardano una quota compresa tra il 25% ed il 40%. Non è raro che durante il periodo di applicazione dei Contratti di Solidarietà, un’azienda debba approvvigionarsi di ulteriore personale, per cui l’imprenditore che provvederà all’assunzione a tempo indeterminato di nuove risorse, godrà di ulteriori benefici e sgravi. Il lavoratore “solidale”, di norma, percepisce un salario inferiore ma il 60% di quella riduzione viene integrata da una somma erogata dalla Cassa Integrazione Guadagni. L’azienda beneficia, per un periodo massimo di 12 mesi, di un contributo di sostegno salariale (oggetto del contratto solidale), presentando una domanda all’INPS, la quale entro il termine di 30 giorni dovrà rispondere sulla congruità della concessione del provvedimento.
Condividi questo articolo su:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • Diggita
  • FriendFeed
  • LinkedIn
  • Segnalo
  • StumbleUpon
  • Technorati
  • Twitter
  • Upnews
  • Wikio IT

La grave crisi finanziaria che sta scuotendo il mondo ha avuto effetti immediati soprattutto nell’ universo del lavoro.
Sono infatti migliaia le persone che hanno perso il posto di lavoro o che, terminati gli studi, non riescono ad inserirsi. In USA i giornali hanno riportato più volte casi disperati di molti che, perso il lavoro e oppressi dal mutuo, sono arrivati anche a togliersi la vita. In Italia la situazione non è migliore, infatti negli ultimi 4 mesi c’è stato un decremento di posti di lavoro molto forte. Tale dato, pur non essendo evidenziato in modo adeguato dai media, è molto evidente in particolar modo nel mondo delle inserzioni gratuite. Abbiamo richiesto al periodico Bric à Brac, specialista nel settore lavoro dal 1977, di fornirci i dati relativi alle inserzioni di chi cerca lavoro. Le risposte hanno confermato le nostre sensazioni, infatti, sempre negli ultimi 4 mesi, c’è stato un incremento di circa il 50% di annunci relativi alle richieste di lavoro passando da circa 1000, alle attuali 1500 tanto che il bisettimanale di annunci Bric à Brac, ha dovuto pubblicare un’edizione speciale dedicata proprio al lavoro e andata in edicola il 31 marzo.

Solo negli ultimi giorni si sono verificati dei cambiamenti positivi, in quanto pare che ci sia stato un leggero aumento delle aziende che pubblicano offerte di lavoro. Si può dire che qualcosa sta cambiando o siamo ancora in piena crisi?
Condividi questo articolo su:
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • Diggita
  • FriendFeed
  • LinkedIn
  • Segnalo
  • StumbleUpon
  • Technorati
  • Twitter
  • Upnews
  • Wikio IT