ven 9 gen 2009
Se la responsabilità sociale fosse virale? Esperienza della Regione Toscana per una campagna di comunicazione
Scritto da Amministratore - categoria: VarieNessun Commento
In questo periodo è in atto una campagna di marketing virale diffusa dall’Assessorato alle Attività Produttive della Regione Toscana. Il tema è la sensibilizzazione alla Responsabilità Sociale delle Imprese. A questo scopo è stato prodotto un video, realizzato dall’agenzia Ombre Elettriche di Firenze. La campagna fa parte delle iniziative promosse dal progetto Fabrica Ethica, sviluppato, appunto, dall’Assessorato alle Attività Produttive. Il progetto è nato nel 2002 con l’obiettivo di promuovere la certificazione di responsabilità sociale d’impresa SA8000 nelle aziende toscane, certificazione che si articola su nove condizioni da rispettare nei confronti dei lavoratori e dei processi di produzione, obbligatori per tutta la filiera di fornitura, nazionale ed internazionale. Sul sito di Fabrica Ethica si possono trovare molte informazioni aggiornate in merito.In breve tempo l’Assessorato è diventato un punto di riferimento nazionale in materia. Altre Regioni, Enti Pubblici, Istituzioni private, Commissioni italiane ed internazionali, cittadini si sono rivolti all’assessorato per approfondire l’argomento e per intervenire nei dibattiti in materia, nonché per la formazione specifica.La campagna di marketing virale nasce dall’interesse dell’Assessorato verso le forme di comunicazione avanzate. Fabrizia Paloscia, responsabile del progetto Fabrica Ethica, è la promotrice di questa campagna. L’obiettivo è quello di comunicare i temi della responsabilità sociale in modo nuovo, dinamico e di raggiungere un target specifico oltre quello dei dirigenti d’impresa, ovvero gli utenti, coloro che decidono di acquistare un prodotto o di usufruire di un servizio. In particolare gli utenti che hanno sviluppato attenzione verso le tematiche sociali e collettive. Internet si sta dimostrando lo strumento adatto a tale scopo, un contesto in cui è possibile veicolare ed ottenere informazioni di più ampio raggio con modalità partecipativa, dove gli interessi delle persone possono trovare forme di soddisfazione e di stimolo. Gli utenti sono un elemento fondamentale per il sostegno di pratiche responsabili. Sensibilizzarli significa supportare la diffusione di tali pratiche, in quanto attraverso la loro scelta di privilegiare i produttori che le mettono in atto si può determinare una tendenza ed influire sul un mercato. La responsabilità sociale è una pratica di tutela dei lavoratori che garantisce prodotti realizzati con criteri etici, e quindi collettivi, nel rispetto dell’uomo, della natura e dei diritti civili. Le modalità di diffusione di idee ed informazioni attraverso internet, ed in particolare attraverso il social network che ne rappresenta una caratteristica attuale, sono in sintonia con i concetti e le applicazioni della responsabilità sociale. Un tema che non può passare inosservato nella rete se proposto in maniera coinvolgente ed attrattiva. Per questo motivo, è apparso interessante sviluppare uno stile comunicativo che potesse costituire oggetto per una diffusione virale. Il dibattito su cosa sia virale è ancora molto aperto, seppure delle linee precise siano state tracciate ed indicate. Non è sufficiente posizionare del materiale su YouTube per rendere virale un messaggio. E’ necessario prima di tutto elaborare un contenuto che stimoli la sua condivisione ed innescare meccanismi perché questo avvenga all’interno del social network. Per la realizzazione del video si è scelta la strada della qualità estetica, del coinvolgimento ritmico, delle immagini inusuali e simboliche, del testo incisivo, della potenza della colonna sonora. Non sono questi gli elementi di carattere virale che maggiormente catturano, a differenza dell’umorismo, del sesso, del politicamente scorretto, del bizzarro, che più comunemente, secondo gli analisti specializzati, costituiscono motivo di viralizzazione, cioè di diffusione spontanea attraverso il passaparola, ad esempio. E’ documentata, però, anche la tendenza a viralizzare contenuti di qualità d’immagine o di poetica. Si è così cercato di orientarsi verso questo tipo di risorsa attrattiva. Il risultato finale è caratterizzato, perciò, dal ritmo intenso del video, dato dall’alternarsi veloce tra immagini e testo scritto, sulla base ritmica incalzante di percussioni ed accordi di organo. Un minuto e trenta secondi che hanno l’obiettivo di passare in un attimo, senza dare la possibilità di distrarsi. Al contrario, ci si pone l’obiettivo di stimolare il desiderio di rivederlo per comprenderlo meglio. L’intento è quello di comunicare la forza del reagire, l’energia del fare, la potenza della vita che permette di operare ed apprezzare il mondo, da cui possono nascere comportamenti nel rispetto della natura umana, della condivisione, dell’ambiente. Il titolo dato al video è “Forte come la pace”. Anche se qualcuno ha fatto notare come il tema della pace sia molto praticato, quasi logoro, è un tema che trova sempre spazio e che, visto il clima di conflitto sociale esteso, forse vale la pena ribadire e proporre in nuove forme. Nella pace, al fondo, è compresa tutta la nostra esistenza. Se c’è pace c’è attività, c’è scambio, c’è condivisione, c’è rispetto, c’è valorizzazione, c’è amore. Il video ha un percorso tematico. L’introduzione, costituita da una veloce sequenza di immagini capovolte e monocrome, le stesse che appariranno nelle sequenze successive, propone il mondo visto con gli occhi della paura. Il rovesciamento di questo è la forza della vita, forte come la pace, appunto. A differenza di quanto comunemente succede nell’impostazione di una campagna di questo genere, si è scelto di utilizzare la tecnica cosiddetta della “pioggia sottile”. L’obiettivo non è quello di ottenere l’impennata delle visioni, quanto cercare di mantenere una durata distribuita nel tempo e nel target di riferimento.