mer 1 ott 2008
Essere informati di esser stati selezionati per sostenere un colloquio di lavoro fa piacere a chiunque ma siamo sicuri di sapere come si affronta un colloquio di questo tipo? Abbiamo la certezza di cosa ci verrà chiesto e di come dovremo rispondere?
Con questo articolo cercheremo di aiutare quanti dovranno affrontare questa delicata fase della ricerca di un lavoro.
Se avete avuto la “fortuna” di sostenere una decina di colloqui saprete sicuramente come funzionano ma può anche accadere che non siate ancora perfettamente coscienti se il rifiuto del posto di lavoro è avvenuto perché veramente non idonei alla mansione richiesta oppure perché non siete riusciti a dare una buona impressione di voi.
Per aumentare le possibilità di rimanere impressi al responsabile del personale è indispensabile arrivare quanto più preparati possibile al colloquio.
Vi sono alcuni accorgimenti che potranno esservi utile:
- dimostrate di essere curiosi, interessati, e di avere un certo spirito di iniziativa raccogliendo molte informazioni sull’azienda;
- ipotizzate e scrivete su un foglio di carta le domande che vi potrebbero porre;
- preparatevi una breve lista di domande da porre al selezionatore (alla fine del colloquio vi verrà chiesto se volete essere voi a fare delle domande);
- accertatevi di possedere tutti i documenti da portare al colloquio (documenti personali, curriculum, lettere con referenze, ecc.);
- siate certi del luogo e dell’orario;
- decidete in anticipo che tipo di abbigliamento indossare: jeans e maglietta non sono sempre mal visti ma dipende dalla situazione; non sempre giacca e cravatta sono auspicabili ma anche qui dovrete valutare voi al situazione e il tipo di lavoro richiesto.
- dimostrate effettivo interesse alla posizione richiesta dall’azienda;
- presentate adeguatamente la vostra persona, le vostre capacità e competenze professionali;
- evidenziate, senza esagerare, i motivi per cui vi ritenete idonei a questo lavoro;
- cercate di incuriosire il selezionatore affinché possa ricordarsi di voi (non vi sentite sicuri, lasciate stare questo punto dato che potrete ottenere l’effetto contrario);
- non elemosinate il lavoro: voi offrite semplicemente le vostre capacità in cambio di uno stipendio e all’azienda non interessa qualcuno pronto a tutto pur di ottenere un lavoro;
- salutate tranquillamente e date la mano senza imprimere una stretta né troppo scialba né troppo decisa (tutte e due sono sintomo di insicurezza);
- alla domanda “mi parli di lei” rispondete sinteticamente e con informazioni mirate;
- evitate, per quanto possibile, di creare momenti di imbarazzante silenzio che mandano in blocco la conversazione;
- dite sempre la verita!
gennaio 13th, 2009 at 14:10
Articolo molto interessante, però c’è anche da tener presente la predisposizione a valutare in modo ogettivo ed interessato dell’esaminatore o del datore di lavoro. Questi ultimi infatti a volte sottovalutano quello che è il loro compito e lo svolgono con troppa “leggerezza”