mar 20 mag 2008
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Nei giorni scorsi abbiamo contattato il Presidente dell’Assoziazione Lavoro Over 40 che, molto gentilmente, ci ha inviato un suo articolo riguardo l’illegalità di moltissimi annunci di lavoro privati. |
“Cercasi: segretaria, 25-35 anni; responsabili di piano, 26-35 anni; agenti, max 35 anni”.Sono esempi di richieste di personale, richieste che ignorano, o fanno finta di ignorare, l’esistenza di una normativa che considera l’esposizione dell’età una violazione del principio delle pari opportunità.Si tratta del D. legis. 216/03 che recepisce la direttiva europea 2000/78 Ce. L’art. 3 afferma che: “Il principio di parità di trattamento senza distinzione di religione, convinzioni personali, handicap, età, orientamento sessuale, si applica a tutte le persone sia nel settore pubblico che privato (…) nelle seguenti aree: a) accesso alla occupazione e al lavoro sia autonomo che dipendente, compresi i criteri di selezione e le condizioni di assunzione (…).” Vi sono solo alcune limitazioni per specifici settori (es., forze armate).Appare evidente che le inserzioni di ricerca che recano come elemento di discriminazione età e sesso sono da considerare una violazione alla legge. Perché le aziende ignorano queste disposizioni? Perché anche le agenzie del lavoro o gli intermediari spesso dimenticano di ricordare questa disposizione ai loro clienti? A onor del vero i concorsi pubblici e comunque tutto ciò che riguarda le assunzioni nel pubblico, rispettano la legge (non è così per il settore privato).Una prima valutazione è che in questo clima di caos, sarebbe auspicabile che gli editori facessero da supervisori e filtro per evitare che le aziende pubblichino inserzioni in contrasto con il dettato legislativo. Una seconda valutazione è che la menzione dell’età esclude quasi sempre i lavoratori over 40. Questo significa inibire le possibilità di crescita professionale dei lavoratori maturi, ma soprattutto annulla le possibilità di ricollocazione per quei lavoratori (over 40), che si trovano nella sfortunata condizione di aver perso il lavoro. Se poi gli stessi lavoratori sono vicini alla pensione, il problema assume connotati più preoccupanti, perché le loro speranze sono inesistenti e spesso non supportate da una politica di ammortizzatori sociali efficiente. Pertanto l’indicazione dell’età nelle inserzioni annulla ogni speranza di rientro per i lavoratori maturi, gli over 40, e interrompe la prospettiva di un futuro che magari era fatto di progetti, impegni economici e speranze per il futuro dei figli. E tutto questo nel segno di che cosa? Del profitto, sfruttando magari gli incentivi economici predisposti per l’assunzione di lavoratori giovani, e nel segno dell’efficienza soltanto perche i più giovani si prestano meglio alle flessibilità delle strategie aziendali. Spesso si dimentica che un lavoratore over 40 è ugualmente flessibile e ha maturato una esperienza che gli consente di affrontare i problemi aziendali con maggiore efficienza e rapidità, producendo un vantaggio economico e quindi un profitto almeno uguale, se non migliore, ad un lavoratore giovane. Giuseppe Zaffarano, Presidente dell’ Associazione Lavoro Over 40

maggio 29th, 2008 at 16:47
non sapevo assolutamente dell’esistenza di una normativa in tal senso
maggio 30th, 2008 at 16:16
Purtroppo è proprio così. E’ uno schifo! Dovrebbero essere tutti denunciati ma poi la certezza della pena??
giugno 1st, 2008 at 17:16
è uno scandalo
luglio 8th, 2008 at 11:50
che schifezza
luglio 13th, 2008 at 15:50
Siccome ero all’oscuro di cio` che succede in Italia su questa urgente situazione ho scritto direttamente un’email al dipartimento per le pari opportunita` e invitato altri a farlo.
“Egregi Signori,
Mi chiamo Giancarlo Canu, provengo dalla Sardegna, ho 51 anni e risiedo a Londra dal 1986.
La ragione di questa mia email e` quella di sapere se l’attuale governo intende intraprendere azioni tempestive ed efficaci per liberare il mercato del lavoro da quel tipo di discriminazione che esclude persone aspiranti un impiego in base all’eta` e non esclusivamente in base alla capacita` di saper svolgere le proprie mansioni, o se perlomeno questo sia previsto nei programmi del ministero.
Inoltre se il governo e` disposto a ridurre ed uniformare i contributi dovuti dai datori di lavoro, che mi pare vadano per fascie d’eta’, per sfavorire la permanenza di questo tipo di pregiudizio.
E cosa ormai antica che in Italia quando un cittadino va alla ricerca di un posto di lavoro si scontra con la barriera “sono troppo giovane” o “troppo vecchio”. Gli esempi degli annunci sono immani: “…si richiede un’eta` non superiore ai 40 anni…”, oppure “…l’eta` del candidato dovra essere tra i 25 e 31 anni…” e cosi via.
Qui in Inghilterra il decreto “Age Discrimination Act” aiuta non di poco a contrastare questa pratica umiliante.
Questo decreto vieta alle agenzie e ai datori di lavoro la pubblicazione di annunci o la formulazione di domande pertinenti l’eta` del candidato durante un colloquio. Il candidato non e` tenuto ad immettere nel proprio CV la data di nascita o l’eta’ perche` non ha nulla a che fare con il lavoro. Potrete appurarlo voi stessi visitando i siti inglesi che offrono lavoro, ma sono sicuro che ne siate gia` a conoscenza.
Un decreto del governo italiano per sopprimere questa pratica ingiusta e controproducente renderebbe il mercato piu` vivo e trasmetterebbe un messaggio di alta civilta`. Sono fiducioso che il ministero prenda in considerazione questa mia richiesta e che presto vedremo un’Italia priva di tale ostacolo.
Attendo vostro gentile riscontro.
Cordiali saluti,
Giancarlo Canu”
Sono molto contento di vedere che molta gente preme per un cambiamento immediato.
Ciao a tutti.
Giancarlo
luglio 17th, 2008 at 21:44
Sempre di più consiglio di usare la frase: “Chiamiamo i Carabinieri e vediamo cosa ne pensano loro?”.
Questa frase aiuta a capire se il comportamento che le persone stanno attuando è regolare oppure no.
Usa questa frase in ogni ambiente in cui vi venga fatto ostruzionismo, OGNI AMBIENTE!
settembre 18th, 2008 at 10:43
grazie di tutte le informazioni che date
gennaio 31st, 2009 at 15:41
I nostri politici dovrebbero cominciare a capire che come non si può disciminare in dasa al colore della pelle od al sesso altrettanto non dovrebbe essere permesso doiscriminare in base all’età. Art. 21 carta europea dei diritti fondamentali:
ne consegue limite di età = “razziamo”
maggio 31st, 2009 at 19:49
Direi che ormai è ora di finirla con le chiacchiere e di cominciare ad agire.
Questa della discriminazione in base all’età, è molto aberrante ed umiliante, ma la colpa principale è dei sindacati e del governo che così facendo credono di fare gli interessi delle aziende,ma non è così perché le aziende perdono la loro forza migliore e invece che progredire retrocedono. Il non fare nulla per contrastare questa umiliante violazione dei diritti umani, produce solo un danno all’intera società, alla nazione ed anche a quei stessi giovani che per il momento si vedono assunti, sfruttati e sottopagati e dopo, non appena anche loro saranno un po’ avanti con gli anni, subiranno la stessa sorte. In definitiva, allora a chi serve tutto ciò? Alle aziende no di certo perché perdono molto in qualità, ai giovani nemmeno, perché se le aziende perdono in qualità,a lungo andare vanno fuori mercato e cominciano a licenziare,ai politici nemmeno, parchè se queste aziende perdono in eccellenza, perdono in qualità ed innovazione e l’economia peggiora e l’Azienda Italia retrocede, agli over 40 inutile parlarne. Allora non sarebbe il momento di fare un patto sociale e generazionale? Io, comunque, ho 57 anni e mi trovo nel nord est dell’Italia, che da sempre insieme alla Lombardia ha rappresentato la locomotiva del nostro paese. Adesso vorrei un po’ raccontare la mia storia, affinché tutti coloro che la leggeranno su questo commento, possano trarne vantaggio. Io sono di origini meridionali ed esattamente provengo dalla Sicilia e già questo può bastare a dare una idea quali possano essere state le mie difficoltà in ambito lavorativo. Alla fine del 1993, dopo quasi 20 anni, a causa della crisi economica del 1992-93 e a causa di una grave crisi che ha colpito il settore merceologico in cui ero in attività, venivo sottoposto ad istanza di fallimento e mi ritrovavo all’età di 43 anni senza lavoro, senza attività,poiché tutta la merce e le attrezzature che avevo acquisito in 20 anni di duro lavoro mi erano state pignorati per pagare i miei debiti, ed anche senza una casa perché in tanti anni, avendo agito onestamente, non sono riuscito a comprarne una. Ero talmente onesto che tenevo tutto in regola, tasse, contributi ai dipendenti, stipendi adeguati, ferie etc.. Non essendo poi riuscito a pagare tutti i creditori, la mia casa era continuamente assediata da esattori e ufficiali giudiziari. Mi è stata tolta pure la mia auto, non avevo più niente!!! Ad aggravare la situazione, visto che cercavo di agire sempre onestamente c’era il fatto che avevo dato precedenza a pagare le persone che lavoravano con me e non avevo quindi pagato 5 anni dei miei contributi, cosa che a detta di tanti mi escludeva pure la possibilità di andare in pensione. Mi sono quindi guardato intorno, e mi sono accorto che l’unica cosa che non mi avevano potuto togliere erano la mia famiglia e gli abiti che avevo addosso!!!Che fare allora? A dire il vero ero depresso al massimo livello, senza lavoro, non potevo lasciare la mia residenza per cercare lavoro altrove (al Nord o anche all’estero) perché i creditori (che erano tutte grandi aziende del Nord e non piccole aziende che non sapevano come andare avanti a causa dei crediti non riscossi) non erano stati pagati per intero. La situazione del lavoro in Sicilia in quel momento era delle più nere. A dire il vero ho avuto anche dei momenti in cui non avevo più la voglia di vivere. La mia vita era crollata e tutta d’un colpo! Cosa era successo?Era successo Che con la mia dabbenaggine, avevo fatto felici gli estranei pagando tutto e tutti e affossato la mia famiglia la quale adesso non aveva più prospettive di un futuro con un minimo di serenità. Per giunta avevo anche perso la fiducia nelle mie capacità di ripresa in una regione ed in un momento economico che non erano certo dei migliori. Non avevo la forza per reagire e mi sentivo ormai finito. Stetti un bel po’ in questa angosciosa situazione ma poi pensai che se mi arrendevo, i miei figli e mia moglie stessa avrebbero subito gravi conseguenze e dissi a me stesso che non potevo permettermelo. Trovai un umiliante lavoro presso mia sorella che era in una florida attività commerciale e che la pensava in maniera completamente opposta a me, dato che maltrattava tutti i dipendenti (me per primo).I motivi del suo successo infatti erano da ricercare nel suo egoismo e nella sua cattiveria verso il prossimo e pensava solo a speculare e a lucrare su tutto e tutti senza alcun ritegno. Lei, che non vedeva l’ora di umiliarmi, ha acconsentito inizialmente alla richiesta di mia madre di farmi lavorare, con il solo e segreto scopo di avermi finalmente sotto le sue grinfie. I maltrattamenti e le umiliazioni erano all’ordine del giorno,ma io sapendo che se cedevo non riuscivo più ad assicurare il minimo necessario per la mia famiglia, resistetti per un certo periodo. Quando alla fine, dopo ben 3 anni ,non riuscì più a resistere, sono andato via e ho trovato un altro posto, solo però tramite un grande favore di un amico che però è poi risultato peggiore del precedente. Lavoravo infatti nel settore dell’ortofrutta, settore in cui ero completamente fuori mestiere, e venivo sottoposto a continue angherie da parte di gentaglia,ignorante,opprimente e maleducata. Ho subito un feroce mobbing . Anche li resistetti finché potetti, ed alla fine erano già passati 5 anni, per cui essendosi già chiuso il fallimento, potevo allontanarmi dalla Sicilia. Sono quindi partito alla volta dell’Inghilterra dove sapevo che c’era una tasso di disoccupazione solo del 5% (contro il 22% della Sicilia).Una volta giunto lì, ho scoperto che la promessa di lavoro fatta da una agenzia viaggi di Catania era solo un modo per truffare soldi a chi aveva bisogno di lavorare, ho optato allora di andare in Veneto, dove c’era un mio nipote che già da un paio d’anni aveva trovato lavoro in una azienda metalmeccanica.
Arrivato in Veneto,da subito ho cominciato a capire che l’ambiente di lavoro già cambiava, rispetto al meridione e dopo solo un giorno ho trovato lavoro presso una cooperativa. (avevo 50 anni).Anche se il lavoro delle cooperative era ed è considerato un ignobile sfruttamento di quelli che hanno bisogno,mi ha però consentito di trovare subito lavoro. Ho lavorato 18 mesi in cooperativa nelle celle frigorifere nel settore avicolo, dopo di che ho di nuovo perso il lavoro. Non mi scoraggiavo più però come facevo in Sicilia, perché ho capito che in un ambiente in cui c’era tanto lavoro (eravamo nel 2002)c’erano buone possibilità che ricominciassi a lavorare. Poi,visto che durante la mia permanenza in cooperativa, avevo visto addirittura che anche una persona di 65 anni lavorava come picker (preparatore di ordini da evadere), mi sono rinfrancato, cominciando a pensare che anche le persone meno giovani, dove c’è abbondanza di lavoro, sono considerate ancora valide! Subito dopo, passati un po’ di giorni, una cooperativa in cui mi ero nel frattempo iscritto per ritrovare il lavoro, mi telefona e mi dice che c’era una azienda che richiedeva una persona solo per 2 giorni. Mi sono detto “perché non andare a lavorare anche se solo per un paio di giorni?” “evito di annoiarmi” ed ho accettato. eravamo di mercoledì e dovevo lavorare solo il giovedì ed il venerdì. Ci sono andato e ho cominciato a lavorare. Era una azienda cartotecnica in cui c’era un responsabile giovane ed inesperto, che a dire il vero però ha avuto il merito di riconoscere in me delle qualità che avevo nel frattempo acquisito nel passato e anche nelle recenti esperienze (ortofrutta, settore avicolo) dove avevo imparato ad usare prima il transpallet e dopo il muletto quello grande (quello con il carrello retrattile, piuttosto difficile da usare. Inoltre, proveniendo dal settore commerciale, avevo tanta esperienza in tante cose, che guarda caso incontravano la simpatia di questo giovane responsabile, che mi vedeva attivo ed esperto. Passati i due giorni, chiesi a questo giovane se il lunedì successivo dovevo ritornare,oppure se il lavoro per me era finito, dovevo rimettermi in forza alla cooperativa che mi aveva mandato lì. La risposta fu:”vieni anche lunedì”, per cui il mio lavoro in quell’azienda continuò per altri 4 mesi. Una mattina, qualche giorno prima che compissi 4 mesi di lavoro tramite cooperativa, si avvicina questo giovane responsabile (allora aveva 25 anni!)insieme al titolare della Cartotecnica anche lui molto giovane (solo 24 anni!)e mi dicono le seguenti testuali parole:” Io ed il titolare Avremmo pensato di averLa fra i nostri dipendenti diretti. Lei cosa ne pensa?”La mia risposta non poteva essere che una:”accetto molto volentieri”.La cosa mi ha sorpreso positivamente perché io non mi aspettavo una assunzione “diretta”, ma prevedevo che in base alle mie capacità lavorative, sarei rimasto in quella azienda a lavorare in modo continuativo, ma sempre come dipendente della cooperativa, e quindi come precario,ma mai mi sarei aspettato una assunzione a tempo indeterminato. Ma cosa era accaduto? Analizzando la questione in modo completamente obiettivo, posso senz’altro affermare che questi due giovani,trovandosi in un momento in cui la cartotecnica era in fase di espansione e avendo bisogno di personale preparato e con vera voglia di lavorare,hanno guardato e visto in me una persona valida e produttiva, a discapito del fatto che così facendo, esaltavano la figura professionale di un over 50. Come ho detto prima, non mi aspettavo una assunzione a tempo indeterminato, ma ancor di più non mi aspettavo che due giovani che normalmente dovrebbero essere più orientati ad assumere loro coetanei, fossero così convinti della mia professionalità e non avessero guardato l’età. Purtroppo però, nel corso di questi 6 anni di lavoro, l’ambiente ha subito delle degenerazioni, vuoi a causa del fatto che l’azienda si è trasferita in un capannone più grande, e più distante e i dipendenti avrebbero voluto una indennità a causa della maggior distanza del posto di lavoro, vuoi a causa del fatto che io avendo gradito moltissimo il fatto di essere stato assunto, ho incominciato a tirar fuori tutta la mia passata esperienza e ho addirittura creato dei programmi informatici in Access ed in Excel che mi hanno permesso di gestire con grande successo il parco impianti di taglio e stampa. Praticamente stavo dando dimostrazione di ciò che avevo imparato nel corso della mia lunga vita professionale e la stavo mettendo a servizio di questa azienda con mia grande soddisfazione. Ma se ciò che stavo facendo dava a me la giusta dignità di cui si sa appropriare un lavoratore che fa di tutto per l’azienda in cui lavora e che per giunta ha creduto in lui dandogli una fiducia quasi illimitata, dall’altro lato suscitava le invidie e i sentimenti poco nobili dei miei colleghi, tutti giovani con una età media di 27 anni. E’ così incominciato per me un altro periodo di pesante mobbing, aggravato dal fatto che eravamo alla fine del 2008 ed era arrivata la pesante crisi economica con cui tutti, giovani e non dobbiamo purtroppo fare i conti. Alla fine, a causa di continue tensioni sul luogo di lavoro, continui litigi a cui mi costringevano i miei giovani e nobili colleghi, e anche per salvaguardare la serenità sul posto di lavoro e visto che venivo da tutti additato come una persona litigiosa ed insofferente, ed anche a causa di continui episodi che potevano portare a delle liti con conseguenze piuttosto serie, il titolare mi disse che mi avrebbe dato 4 mesi di stipendio se avessi dato le dimissioni, altrimenti mi avrebbe licenziato per per giusta causa. Mi sono convinto di accettare, anche se tutto ciò non era giusto. Avrei se no dovuto impugnare un eventuale licenziamento e giustificare i miei comportamenti con i maltrattamenti che subivo e avere dei testimoni che avrebbero dovuto testimoniare quello che succedeva nell’Azienda. Ma in una azienda in cui la coesione che aveva inizialmente era scomparsa anche perché nel frattempo era cambiato il clima di ottimismo e si propendeva per un egoismo senza limiti, sperare di trovare un giovane collega che fosse disposto a testimoniare i maltrattamenti che subivo, era cosa abbastanza ardua. Inoltre, avrei dovuto procedere contro una Azienda per la quale ho sempre avuto (e tutt’ora ho) sentimenti di riconoscenza e di stima specie per i suoi titolari. Ho perciò ritenuto di dover accettare l’offerta, senza riservare alcun rancore al titolare che ha fatto tutto in buona fede, fuorviato da tutti gli altri miei colleghi.
Quindi mi ritrovo ancora una volta senza lavoro (la 4^ volta in 15 anni). Pazienza, si riparte daccapo,ma nel frattempo, essendo trascorsi 15 anni, la mia situazione è cambiata. Avendo infatti io deciso 15 anni fà di non farmi più capitali materiali come attività commerciali, beni da rivendere, automobili di lusso, etc. ma di procedere solo all’acquisizione di capitali culturali (quelli che alla fine formano la professionalità dell’individuo e lo rivalutano anche nell’ambiente sociale), mi sono quindi dato da fare per ampliare la mia cultura generale e anche professionale. Adesso, avendo acquisito di anno in anno nuove conoscenze e nuove abilità,mi ritrovo ad avere delle discrete capacità informatiche tali da riuscire a creare dei programmi gestionali per l’Industria Cartotecnica e a creare delle campagne di Internet Marketing per le aziende che vogliono espandere la loro attività sul Web, oltre ad avere acquisito una discreta conoscenza della lingua inglese (le famose 3 i di Berlusconi e cioè Informatica-Inglese-Impresa). E visto che dopo la crisi economica vari indicatori segnalano che la globalizzazione sarà total, sarà imperativo per le Aziende che vogliono sopravvivere nel mercato del 3° millennio di affidarsi alle nuove tecnologie e all’innovazione (Informatica, nuovi sistemi di produzione, ricerca di nuovi metodi e nuovi materiali, comunicazione globale), io si sicuro non mi farò trovare molto impreparato.
Inoltre, avendo trovato sul Web Una ottima e Innovativa Azienda di Editoria Informatica, Ho anche incominciato a studiare con profitto sull’argomento di lavorare online e cominciare a guadagnare. Ho trovato questo libro dal titolo: “Fare Soldi On Line in 7 Giorni”al seguente indirizzo Web:
http://www.autostima.net/shopping/prodotto.php?id_prodotto=82&pp=91236 di cui si può scaricare gratuitamente il Bonus Immediato: “Capitolo 1 – Fare Soldi Online in 7 giorni” andando al centro pagina ed inserendo solo il nome e la propria email. Leggendo il primo capitolo, ci si potrà rendere conto della validità di questo eBook senza rischiare nulla.
giugno 16th, 2009 at 20:30
Senza un lavoro nessuno può considerarsi felice e per ottenere una sorta di felicità collettiva ci vogliono le cooperative come quella tua che evidenziano problemi sociologici nascosti dal mondo del consumismo e della tv.
Felicia