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Nei giorni scorsi abbiamo contattato il Presidente dell’Assoziazione Lavoro Over 40 che, molto gentilmente, ci ha inviato un suo articolo riguardo l’illegalità di moltissimi annunci di lavoro privati. |
“Cercasi: segretaria, 25-35 anni; responsabili di piano, 26-35 anni; agenti, max 35 anni”.Sono esempi di richieste di personale, richieste che ignorano, o fanno finta di ignorare, l’esistenza di una normativa che considera l’esposizione dell’età una
violazione del principio delle pari opportunità.Si tratta del D. legis. 216/03 che recepisce la direttiva europea 2000/78 Ce.
L’art. 3 afferma che: “Il principio di parità di trattamento senza distinzione di religione, convinzioni personali, handicap, età, orientamento sessuale, si applica a tutte le persone sia nel settore pubblico che privato (…) nelle seguenti aree:
a) accesso alla occupazione e al lavoro sia autonomo che dipendente, compresi i criteri di selezione e le condizioni di assunzione (…).” Vi sono solo alcune limitazioni per specifici settori (es., forze armate).Appare evidente che le inserzioni di ricerca che recano come elemento di
discriminazione età e sesso sono da considerare una violazione alla legge.
Perché le aziende ignorano queste disposizioni?
Perché anche le agenzie del lavoro o gli intermediari spesso dimenticano di ricordare questa disposizione ai loro clienti?
A onor del vero i concorsi pubblici e comunque tutto ciò che riguarda le assunzioni nel pubblico, rispettano la legge (non è così per il settore privato).Una prima valutazione è che in questo clima di caos, sarebbe auspicabile che gli editori facessero da supervisori e filtro per evitare che le aziende pubblichino inserzioni in contrasto con il dettato legislativo.
Una seconda valutazione è che
la menzione dell’età esclude quasi sempre i lavoratori over 40. Questo significa inibire le possibilità di crescita professionale dei lavoratori maturi, ma soprattutto annulla le possibilità di ricollocazione per quei lavoratori (over 40), che si trovano nella sfortunata condizione di aver perso il lavoro.
Se poi gli stessi lavoratori sono vicini alla pensione, il problema assume connotati più preoccupanti, perché le loro speranze sono inesistenti e spesso non supportate da una politica di ammortizzatori sociali efficiente.
Pertanto l’indicazione dell’età nelle inserzioni annulla ogni speranza di rientro per i lavoratori maturi, gli over 40, e interrompe la prospettiva di un futuro che magari era fatto di progetti, impegni economici e speranze per il futuro dei figli. E tutto questo nel segno di che cosa? Del profitto, sfruttando magari gli incentivi economici predisposti per l’assunzione di lavoratori giovani, e nel segno dell’efficienza soltanto perche i più giovani si prestano meglio alle flessibilità delle strategie aziendali.
Spesso si dimentica che
un lavoratore over 40 è ugualmente flessibile e ha maturato una esperienza che gli consente di affrontare i problemi aziendali con maggiore efficienza e rapidità, producendo un vantaggio economico e quindi un profitto almeno uguale, se non migliore, ad un lavoratore giovane.
Giuseppe Zaffarano,
Presidente dell’
Associazione Lavoro Over 40
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Scritto da Amministratore - categoria:
Lavoro1 Commento

Ogni lavorate assunto regolarmente con busta paga (esclusi alcuni particolari contratti) possiede un TFR (Trattamento di Fine Rapporto) ovvero del denaro che viene accantonato nel tempo prelevando una piccola parte di stipendio lordo mensile.
mebeliPer conoscere l’importo del vostro TFR, dovete calcolare il 6,91 percento dello stipendio annuo percepito, oppure dei mesi in cui avete lavorato.
Per problemi pensionistici che l’Italia ha e continuerà ad avere in futuro, nel 2005, con la
riforma delle pensioni, il governo decise che il TFR doveva essere investito in fondi pensioni e non lasciato a giacere come accadeva in precedenza.
L’unica scelta rimasta al dipendente è se affidare il proprio TFR all’azienda in cui lavora oppure investirlo in un fondo pensioni privato; cedendolo all’azienda, sarà poi essa stessa a investirlo nel migliore dei modi per farlo fruttare senza rischi.
Il problema più grande che è sorto dopo la riforma ha riguardato il
forte pentimento di molti lavoratori che hanno destinato il TFR ad un fondo pensione privato senza sapere che da questa scelta non si poteva tornare più indietro.
Le società private specializzate in investimenti e in assicurazioni sulla vita si sono fiondate in questa grande opportunità e hanno cercato di accaparrare quanti più clienti possibile prima ancora che i lavoratori si rendessero conto di non poter più tornare indietro.
Chi invece non si è fidato di sindacati e pseudo esperti del settore, ha lasciato il TFR in azienda e ha potuto valutare in un secondo momento cosa fare.
TFR in azienda
Il lavoratore firmerà un documento in cui sceglierà di far gestire il proprio TFR all’azienda. Da quel momento potrà scegliere di destinarlo ad un fondo pensione privato in qualsiasi momento.
Se nell’azienda in cui si è assunti lavorano più di 50 dipendenti, il TFR verrà trasferito ad un “fondo del tesoro” che fa capo all’INPS.
TFR in un fondo pensione
Vi sono i
“fondi pensione aperti” e i
“fondi pensione chiusi” nei quali investire il denaro.
Vi ricordiamo che
LA SCELTA E’ IRREVOCABILE e l’unico cambiamento che potete effettuare è spostare il TFR in un altro fondo pensione dopo i primi 2 anni.
Per i nuovi assunti
Si ha tempo 6 mesi dalla data di assunzione per decidere a chi dare il proprio TFR. Se non si avrà comunicato all’azienda che intendete darle il vostro TFR, scatterà il silenzio-assenso e il denaro verrà dirottato in un fondo pensione privato dal quale non potrete più tornare indietro.
Anticipo sul TFR
Se avete destinato il TFR all’azienda, potete richiedere un anticipo fino all’8 percento per motivi personali e fino al 30 percento per spese sanitarie personali o del coniuge o dei figli oltre che per ristrutturare o acquistare una casa.
Se avete investito il TFR in un fondo privato è probabile che non vi sia la possibilità di chiedere un anticipo.
Se dovete ancora decidere a chi dare il TFR, leggete attentamente le minuscole postille del contratto in cui potrebbe essere negata la possibilità di chiedere un anticipo.
Vi consigliamo di guardare alcuni interessanti
filmati su YouTube
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