gio 3 apr 2008
Col Dlgs. n. 278 del 2003, meglio noto come “legge Biagi”, il governo italiano ha voluto riformare il settore del lavoro, inserendo, tra gli altri, il contratto a progetto ovvero un contratto misto tra lavoratore autonomo e lavoratore dipendente.
Il contratto a progetto è uno dei tanti punti di forte contestazione da parte dei lavoratori che hanno avuto a che fare con questa nuova legge perchè, nella pratica, il lavoratore si trova a doversi assumere i rischi di un lavoro autonomo con la retribuzione e i doveri che ha un dipendente.
Il contratto a progetto ha sostituito i vecchi co.co.co. (Collaborazione Coordinata e Continuativa) che non prevedevano un contratto scritto, cosa che almeno ora accade con la legge Biagi.
I contratti scritti sono dettagliati e recano varie specifiche che devono essere obbligatorie compilate e firmate da ambo le parti.
Vi sono delle particolarità riguardo la retribuzione: la legge non vincola e non dà alcuna direttiva su quanto deve essere lo stipendio percepito dal lavoratore
Malattie e infortuni non vengono retribuiti e in caso di gravidanza la donna viene tutelata, comunque solo in parte, a ben determinate condizioni.
In BlogOnJob.it potrete trovare ulteriori informazioni su questo contratto e su altri temi riguardanti il mondo del lavoro.

aprile 18th, 2008 at 10:04
da: http://www.corriere.it
Chi svolge lavoro in un call center con l’obbligo di osservare un orario, utilizzando strumenti e l’ambiente messi a disposizione dal datore, ha diritto ad un contratto stabile. Lo spiega la Cassazione, confermando una pronuncia della Corte d’appello di Venezia che aveva riconosciuto come subordinato il lavoro di 15 dipendenti di una società, la quale, invece, sosteneva che il lavoro svolto da questi fosse di natura autonoma. Per la Suprema Corte (sezione lavoro, sentenza n.9812), «l’elemento decisivo che contraddistingue il rapporto di lavoro subordinato dal lavoro autonomo è l’assoggettamento del lavoratore al potere direttivo, disciplinare e di controllo del datore di lavoro ed il conseguente inserimento del lavoratore in modostabile ed esclusivo nell’organizzazione aziendale».
febbraio 6th, 2009 at 18:47
Salve,
la presente per segnalare questa iniziativa per l’abolizione del contratto a progetto
http://www.petitiononline.com/cocopro/petition.html
Cordiali saluti.
settembre 20th, 2009 at 07:35
Salve, sulla mia busta paga, del resto molto “fittizzia” ed improponibile per eventuali cessioni di mutuo o acquisti importanti, leggo da diversi anni LAVORO A PROGETTO. Ora il “fatidico progetto ” di cui si parla, nel mio caso e’ ciclico e mi sottrae circa…..12/14 ore giornaliere (gia’ da qui pur non essendo un lesislatore, credo che non siamo nei parametri di osservanza lavorativa da parte della committente), utilizzo macchinari specifici quali carrelli evatori, mezzi di trasporto ec.. ec…Ora, io mi chiedo a parte le aliquote INPS da fame, esiste un tetto di orario da rispettare e che sia umanamente comprensibile da chi legifera, e sul quale possa definire in maniera unanime col mio datore? Fra l’altro chi ha elaborato questi contratti, non ha pensato agli autotrasportatori con furgoni, che avendo questo contratto, e non avendo mezzi superiori a 3.5t, possono guidare praticamente anche 18 ore al giorno, tanto non sono monitorabili perche’ non hanno a bordo il cronotacchigrafo. Quindi riassumendo, io che guido e che ho un contratto a progetto, sono, dopo 14 ore di guida, una mina vacante sulla strada.
Quante ore di dovrei fare come giusta regola? Ps…….premetto che questo discorso e’ stato gia’ affrontato in azienda, la risposta?………….La risposta e’ sempre la stessa! una bella apertura di braccia!