Si sa che il tipo di infortunio al quale si va incontro e strettamente legato al tipo di lavoro svolto quotidianamente e, in un mercato in così rapida espansione ed evoluzione, gli infortuni possono essere molto differenti tra loro anche se di primo impatto un mestiere può sembrare più sicuro di un altro. E’ per questo si stanno diffondendo nuove patologie impensabili fino a pochi anni or sono come ad esempio malattie riguardanti muscoli e ossa, oppure patologie strettamente legate allo stress come quelle riguardanti l’apparato cardiovascolare (pensiamo a cosa può procurare il mobbing oppure il passare ore ed ore seduti ad un PC) o ancora intolleranza e razioni allergiche da contatto. Tra i nuovi rischi c’è la cosiddetta cancerosi professionale ovvero un aumento del rischio di contrarre un tumore a causa delle sostanze tossiche presenti nel posto di lavoro e alle quali è stato stimato che circa il 24% dei lavoratori è esposto. La legge 626/1994 è nata proprio per far fronte a questo tipo di rischi e per obbligare i datori di lavoro a sostituire o bonificare componenti prodotti con sostanze tossiche e cancerogene per l’essere umano e l’ambiente In Italia abbiamo ancora una forte presenza di manufatti in amianto (che in alcune parti del mondo vengono purtroppo ancora prodotti) e il decreto 257/06 ha introdotto alcune importanti novità come ad esempio l’obbligo da parte del datore di lavoro di adoperarsi e adottare qualunque misura per rilevare la presenza di materiali pericolosi e notificarlo all’Asl di competenza; successivamente i dipendenti esposti a rischio devono essere sottoposti ad un controllo sanitario e all’iscrizione nel registro degli esposti. E’ importante aggiungere che la legge ha abbassato ulteriormente il limite di esposizione a fibre di asbesto (amianto) portandolo a 0,1 fibre per cm2 .
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