aprile 2007


Titolo: Come se non ci fossero. Il mobbing e i meccanismi sociali di negazione dei lavoratori.
Autori e curatori: Simona Bartolini , Alessandro Serini.
Collana: Atmosfere sociali: a cura dell’Iref.
Argomenti correlati: Sociologia economica, del lavoro e delle organizzazioni.
Dati bibliografici: pp. 208, 1a edizione 2007.

Col termine “mobbing” si intende una vasta forma di violenza psicologica che un lavoratore può subire sul posto di lavoro, sia da parte del “capo” che dagli stessi colleghi che siedono al suo fianco o addirittura gerarchicamente al di sotto della sua mansione. Chi subisce il mobbing vede, col passare del tempo, incrinarsi il rapporto e le relazioni all’interno dell’ambito lavorativo e, come un cane che si morde la coda, l’efficienza e il rendimento lavorativo vanno via via calando, subendo altro mobbing da chi gli sta intorno.

Il libro, promosso dal Patronato delle Acli, scansiona il mobbing in italia, analizzando quelli che sono i tanti aspetti di questo reale problema sociale come la sua diffusione e la conoscenza del fenomeno in ambito lavorativo, il modo e le “tecniche” con le quali il lavoratore viene vessato e danneggiato, i processi che creano tensioni e scatenano grandi conflitti all’interno degli ambienti lavorativi.

Gli autori hanno preso in esame un campione di oltre 3000 lavoratori più una trentina di interviste di dipendenti ai quali il mobbing ha creato seri traumi psicologici e fisici, compiendo un percorso di indagine sia sul piano quantitativo che qualitativo del fenomeno.

Il mobbing è quanto di più grave possa capitare alla propria autostima e sicurezza nelle proprie capacità lavorative, è un subdolo meccanismo di negazione sociale col quale chi è lavoratore viene, nell’ambito socio-aziendale, declassato ad un inutile non lavoratore.

Oltre a questo, il volume affronta le cosiddette zone grigie di conflitto, situazione di falso mobbing dove alcuni contrasti e conflitti tra colleghi vengono interpretati come mobbing quando mobbing non sono e per i quali qualcuno ha pagato senza avere colpa alcuna a causa di una confusione sulla vera natura del mobbing.
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Riapertura dei termini per la partecipazione alla selezione pubblica, per titoli ed esami, per il reclutamento di complessive 20 unita’ di personale a tempo indeterminato di categoria D, posizione economica D1, area tecnica, tecnico-scientifica ed elaborazione dati, ripartizioni D103, D105, D106, D107 e D113.

(D.D. n. 34).

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 3 maggio 1957, n. 686; Vista la legge 9 maggio 1989, n. 168 ed in particolare l’art. 7, comma 10; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487, recante norme sull’accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni e le modalita’ di svolgimento dei concorsi e delle altre forme di assunzione, modificato con decreto del Presidente della Repubblica 30 ottobre 1996, n. 693; Visto lo statuto dell’Ateneo emanato con decreto rettorale n. 501 del 18 dicembre 1995, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Suppl. Ord. n. 5 del 8 gennaio 1996, e successive modifiche e integrazioni; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, recante disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa; Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165; Visto il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181 «Disposizioni in materia di riordino delle attribuzioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri» con il quale e’ stato istituito il Ministero dell’universita’ e della ricerca; Vista la delibera del Consiglio di amministrazione del 14 settembre 2006, con la quale e’ stato disposto il versamento da parte dei candidati della somma di cinque euro quale contributo di partecipazione alle selezioni per il personale tecnico-amministrativo; Vista la disposizione dirigenziale n. 91 del 22 dicembre 2006, con la quale e’ stata indetta la selezione pubblica, per titoli ed esami, per il reclutamento di complessive 20 unita’ di personale a tempo indeterminato di categoria D, posizione economica D1, area tecnica, tecnico scientifica ed elaborazione dati, per le esigenze dell’Ateneo; Vista la Gazzetta Ufficiale – 4ª serie speciale «Concorsi ed esami» – n. 98 del 29 dicembre 2006, nella quale e’ stato pubblicato l’avviso relativo all’indizione del bando relativo alla selezione succitata; Considerato che il termine di scadenza per la presentazione delle domande di partecipazione era stato fissato al 29 gennaio 2007; Considerato che e’ intendimento di questa Amministrazione, per ragioni di interesse pubblico, estendere la partecipazione alla selezione citata, limitatamente alle ripartizioni di posti D103, D105, D106, D107 e D113, a candidati in possesso di ulteriori titoli di studio compatibili con le competenze alle quali dette ripartizioni fanno riferimento; Considerato che e’ necessario prevedere la riapertura dei termini per la presentazione delle domande di partecipazione da parte dei candidati in possesso dei nuovi titoli di studio previsti, ferme restando quelle gia’ presentate entro il termine del 29 gennaio 2007, per le quali e’ consentita l’eventuale integrazione della documentazione;

Dispone:

Art 1.

Con le motivazioni indicate in premessa, sono riaperti i termini per la presentazione delle domande di partecipazione alla selezione di cui alla disposizione dirigenziale n. 91/2006, limitatamente alle ripartizioni D103, D105, D106, D107 e D113. Detti termini, di trenta giorni, decorreranno dal giorno successivo a quello di pubblicazione della presente disposizione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica – 4ª serie speciale «Concorsi ed esami». E’ consentita inoltre l’integrazione delle domande di partecipazione gia’ prodotte entro il termine del 29 gennaio 2007.

Art 2.

La partecipazione alla selezione in argomento, limitatamente alle ripartizioni oggetto della presente disposizione dirigenziale, e’ consentita, oltre che ai possessori dei titoli di studio gia’ previsti dal bando di selezione, anche a coloro che siano in possesso degli ulteriori titoli di studio ammessi e di seguito specificati:

—-> vedere tabella a pag. 51 della G.U. <—-

La presentazione delle domande di ammissione alla selezione per le ripartizioni suindicate dovra’ tenere conto di quanto disposto dagli articoli 2 e 3 della disposizione dirigenziale n. 91/06, compreso quanto previsto relativamente agli obblighi di registrazione nella banca dati internet e di versamento del contributo di partecipazione alla selezione. Il versamento del contributo non e’ richiesto per l’integrazione delle domande di partecipazione gia’ prodotte. La modulistica e il bando sono disponibili presso il Settore concorsi tecnici, amministrativi e ass., via Universita’ n. 40 - 09124 Cagliari e sul sito internet d’Ateneo (www.unica.it /concorsi).

Art 3.

In data 7 maggio 2007, con avviso da pubblicarsi all’albo ufficiale dell’Ateneo e sul sito internet dell’Ateneo, alla pagina concorsi, verranno comunicate ai candidati per le ripartizioni oggetto del presente provvedimento le date delle eventuali prove preselettive ovvero direttamente il diario delle prove d’esame. Gli interessati sono invitati a prendere visione di detto avviso, avente valore di convocazione ufficiale. Non sono previste ulteriori comunicazioni a domicilio.

Art 4.

Sono confermate tutte le clausole previste dalla disposizione dirigenziale n. 91 del 22 dicembre 2006 che non sono modificate dalle disposizioni di cui al presente atto. Cagliari, 13 marzo 2007 Il dirigente: Tore
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INTRODUZIONE Il rumore negli ambienti di lavoro è ormai diventato uno dei problemi più importanti tra quelli compresi nell’igiene del lavoro. La continua meccanizzazione della produzione con l’introduzione di processi tecnologici continui ha portato al moltiplicarsi delle fonti di rumore e ad un aumento della percentuale di lavoratori esposti a questo fattore di rischio. Lo sviluppo tecnologico, con il relativo aumento esponenziale del rischio da esposizione, non e’ stato seguito da adeguate misure preventive. Come rumore può essere indicato qualsiasi suono indesiderabile. Tuttavia, e’ impossibile stabilire in via teorica se una vibrazione meccanica percettibile con l’udito sarà per l’ascoltatore un suono o un rumore, in quanto tale giudizio sarà soggettivo e pertanto variabile da persona a persona. Il rumore come trasmissione di suoni e’ un fenomeno vibratorio. I parametri più importanti per la misurazione dell’onda sonora sono l’ampiezza (rappresenta il valore che assume la pressione) e la frequenza (numero di oscillazioni compiute dalla vibrazione in un secondo). Il suono viene misurato in decibel per quel che riguarda la pressione sonora e in hertz per quel che riguarda la frequenza. L’orecchio umano trasmette i rumori al cervello che li elabora per estrarne delle informazioni utili al soggetto per la comunicazione tra gli individui. Il tempo di esposizione e la pressione sonora sono fattori fondamentali per definire l’azione biologica del rumore stesso. Data la complessità dell’azione biologica del fenomeno rumore, altri parametri possono influenzare la sua azione quali, la distribuzione delle frequenze o le caratteristiche proprie degli individui. EFFETTI SULLA SALUTE Il rumore è causa di danno (ipoacusia, sordità) e comporta la malattia professionale statisticamente più significativa. Da qui la crescente attenzione al problema, prestato da tecnici e legislatori, volta alla prevenzione e alla bonifica degli ambienti di lavoro inquinati. Gli effetti nocivi che i rumori possono causare sull’uomo dipendono da tre fattori: intensità del rumore, frequenza del rumore e durata nel tempo dell’esposizione al rumore. Questi effetti possono esser distinti in: a. effetti uditivi: vanno ad incidere negativamente a carico dell’organo dell’udito provocando all’inizio fischi e ronzii alle orecchie con una iniziale transitoria riduzione della capacità uditiva e successiva sordità, che in genere è bilaterale e simmetrica. Il rumore agisce sull’orecchio umano causando secondo la natura e l’intensità della stimolazione sonora: - non stato di sordità temporanea con recupero della sensibilità dopo riposo notturno in ambiente silenzioso; - uno stato di fatica con persistenza della riduzione della sensibilità e disturbi nell’udibilità della voce di conversazione per circa 10 giorni; - uno stato di sordità da trauma acustico cronico con riduzione dell’intelligibilità del 50%. b. effetti extrauditivi: insonnia, facile irritabilità, diminuzione della capacità di concentrazione sino a giungere ad una sindrome ansioso-depressiva, aumento della pressione arteriosa, difficoltà digestiva, gastriti od ulcere, alterazioni tiroidee, disturbi mestruali, ecc. I PRINCIPI DELLA PREVENZIONE La prima cosa da fare è ridurre i livelli di rumore. E’ necessario ridurre il rumore alla fonte, cioè progettare ed acquistare macchine con la più bassa emissione di rumore. Limitare la propagazione delle onde sonore, isolando la sorgente sonora utilizzando per le pareti, i muri ed i soffitti degli ambienti di lavoro dei materiali assorbenti. Limitare il tempo di esposizione del lavoratore. Protezione del lavoratore o con ambienti cabinati o mediante protezioni individuali quali cuffie (abbattono circa di 20 db l’intensità dello stimolo sonoro) o tappi alle orecchie. Il DLGs. 195/2006 fissa i seguenti nuovi limiti per il rumore: Valore limite di esposizione (giornata lavorativa di 8 h): 87dB(A) Valore superiore di azione (giornata lavorativa di 8 h): 85 dB(A) Valore inferiore di azione (giornata lavorativa di 8 h): 80 dB(A) Livello di esposizione settimanale al rumore (5 giorni lavorativi, 8 h al giorno, nel caso di esposizione giornaliera variabile): 87dB(A). Il datore di lavoro sottopone alla Sorveglianza sanitaria i lavoratori la cui esposizione al rumore supera gli 85 Decibel. La sorveglianza sanitaria è estesa ai lavoratori esposti a livelli superiori di 80 Decibel su loro richiesta o qualora il medico competente ne conferma l’opportunità. Nel caso in cui l’esposizione al rumore superi gli 80 Decibel il datore di lavoro mette a disposizione dei lavoratori dispositivi di protezione individuali dell’udito, nel caso in cui tale esposizione sia uguale o superiore agli 85 Decibel il datore di lavoro fa tutto il possibile per assicurare che vengano indossati i dispositivi di protezione individuale dell’udito. I locali, in cui le lavorazioni comportano un’esposizione personale superiore agli 85 decibel, sono provvisti di apposita segnaletica ed eventualmente, qualora il rischio lo giustifichi, sono perimetrati per una limitazione d’accesso. NORMATIVA DLGs. 195 del 10 Aprile 2006. Attuazione della Direttiva Europea 2003/10/CE relativa all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti da agenti fisici (rumore). Fonte: www.ispesl.it

Vedi anche: Nuova regolamentazione per l’inquinamento acustico sul luogo di lavoro
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