Riporto la mail di una ragazza siciliana:
Salve, ho 23 anni ed abito in sicilia, ho un diploma di maturità come “ragioniere e perito commerciale”, una qualifica professionale di “addetta segreteria d’azienda”(conseguita in 2 anni)Ed infine IL patentino ECDL(computer).
Attualmente lavoro DA circa un anno(ancora per poco) presso un professionista(consulente fiscale e tributario) e devo dire che MI sento
Più esperiente rispetto allo scorso gennaio, nn avendo avuto altre esperienze in questo settore.E fin quì ci siamo!!Qual’è IL problema??
Guadagno, se così si può dire, 200 miseri Euro al mese x 4 ore al giorno Ed in + a Nero!!.
Ho chiesto + volte di essere regolarizzata o di avere degli aumenti ma secondo IL datore(disonesto) nn sapendo fare ancora Le dichiarazioni e
Nn sapendo sbrigare Le pratiche presso vari uffici pubblici nn posso pretenderli.Sapete cosa MI ha proposto??Di lavorare tutto IL giorno, per 400 Euro al mese, con ingaggio part-time (solo sulla Carta).Io a quelle condizioni nn ci Stò.Anche se quì al Sud migliaia di giovani donne soprattutto sono nella Mia stessa condizione o quasi.
Prima di lavorare presso questo studio ho consegnato vari curriculum, risposto ad annunci,fatto fax, solo 2 colloqui alla fine e sapete quanto MI hanno offerto??Max 350 al mese x 8 ore al giorno!!Certamente direte che dove lavoro attualmente è meglio.Ma fino a che punto “rovinarmi” la salute senza avere alcun diritto??Ho quasi 24 anni e dei progetti per IL futuro(sempe ke ci sia un futuro x noi giovani).Ke fine faremo??Xkè dovremmo emigrare?O andare a lavorare in campagna (quì l’economia si basa sull’agricoltura che và a rotoli)quando I datori preferiscono ormai
Gli extracomunitari pagati pochi Euro al giorno??Io ci manderei I ns politici …
Nel caso in cui trovassi un altro lavoro, e volessi avviare una vertenza sindacale(così come mi è stato detto presso un sindacato quì) contro l’attuale datore di lavoro, è vero che corro IL rischio di
Non essere piu’ assunta??Come potrebbe difendersi IL datore?Quale percentualità avrei di “vincere la battaglia” io??Premetto che essendo a Nero finora, nn esiste nessun contratto e l’unica cosa che ho firmato è una semplice dichiarazione che io alla data del 10 agosto avevo ricevuto tot. Euro per IL lavoro prestatogli.
Grazie in anticipo.
Distinti saluti
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Scritto da Amministratore - categoria:
Lavoro1 Commento
“Storiedilavoro” nasce con l’ intento di essere non un semplice blog, ma il luogo della dialettica virtuale frutto delle testimonianze dirette, o anche riflesse, di chi è alla ricerca di un lavoro, di chi subisce una particolare posizione lavorativa, di chi vede quotidianamente calpestata la propria dignità perchè privo delle garanzie basilari ed essenziali sottese nello status di lavoratore, di chi associa la parola lavoro all’ idea dello sfruttamento e della spersonalizzazione, di quanti hanno costantemente ed immotivatamente rapporti conflittuali con datori o colleghi di lavoro.
Racconti, dunque, di esperienze professionali, storie di abusi e soprusi vissuti nell’ espletamento di ciò che dovrebbe gratificare l’ impegno fisico ed intellettuale, deliziare lo spirito e la personalità del lavoratore, quest’ ultimo esemplare ormai sulla scia dell’ estinzione, e sollecitare un approccio volitivo alla ricerca di stimoli adeguati per una crescita professionale.
Per una sorta di omertà e per il diffuso ma condivisibile timore di perdere il posto di lavoro, ognuno di noi ha dovuto sottacere rivendicazioni di diritti statutari, lamentele che riguardavano condizioni miserevoli di lavoro, prevaricazioni psicologiche ed angherie di vario genere (mobbing), situazioni di lavoro nero e sottopagato.
E’ arrivato il momento di dire basta!
Abbiamo una grande risorsa e una potente “arma” per combattere ciò che non è più una situazione marginale ed estemporanea, bensì una imperitura condizione di precariato e di inadeguatezza lavorativa, ben radicata e che sta prendendo il sopravvento sulle forme di lavoro sinonimo di garanzia di diritti, di tutela dell’ individuo e di realizzazione personale.
Tale “arma” è la parola, uno strumento multiforme da utilizzare con toni pacifici e con modi pacati, tendente a manifestare il nostro dissenso di fronte all’ assenza di politiche eque e di strumenti attuativi per il compimento di interventi migliorativi nel mondo del lavoro.
Libere parole, pertanto, espresse con rispetto, educazione e profondo senso civico.
Con le nostre testimonianze, senza disfattismo generalizzato, potremo rivelare le reali condizioni di vita lavorativa e le effettive situazioni vessatorie che bisogna tollerare nei vari ambienti occupazionali, dalla pubblica amministrazione alle aziende private, perchè spesso il dipendente è succube delle angherie perpetrate, dai superiori gerarchici, dai detentori del destino economico delle altrui vite, dai “padroni” tout court.
L’ intera nostra esistenza ha come fulcro il tanto agognato posto di lavoro.
Si potrebbe dire che il lavoro è vita e senza di esso ci si arrende ad una realtà fatta di afflizioni, di paure, di sconforto, di fallimenti, di depressioni, di rinunce e di impossibilità onnicomprensive.
Pertanto, questo blog è stato creato con l’ ambizione di far conoscere il vissuto e le esperienze di ogni persona meritevole di avere e di esigere un trattamento umano, dignitoso e lusinghiero in quanto lavoratore; solo attraverso le vostre testimonianze si potrà dimostrare che il mondo del lavoro non è una realtà idilliaca, come invece sostengono coloro che pur legiferando in materia mancano di vigilare e di intervenire laddove forme illegali di lavoro costituiscono ormai una prassi consolidata.
Tutti i lavoratori, sommersi o in regola, tutti i disoccupati, tutte le persone che hanno fronteggiato condizioni deprecabili di lavoro potranno apportare le impressioni e le testimonianze che riguardano le loro esperienze negative.
Facciamoci sentire, divulghiamo le nostre paure per un futuro senza lavoro, denunciamo le situazioni dure e difficili, l’ arretratezza culturale che pervade industrie ed uffici.
Narriamo le scomode vicissitudini che appartengono al vissuto lavorativo, costituito da stipendi penosi, da maltrattamenti irragionevoli, da mortificazioni, da privazioni di diritti sindacali, assistenziali e contributivi, insomma, rivendichiamo la nostra rispettabilità in quanto compartecipi allo sviluppo economico della Nazione.
Abbiamo subìto e taciuto abbastanza, ora ci dovranno ascoltare!
A quanti intenderanno sostenere questa nostra iniziativa, vorrei ricordare che non sono ammesse né consentite esternazioni volgari, turpi, blasfeme ed oltraggiose a persone o ad istituzioni, pertanto vi prego di diffondere il vostro pensiero attraverso espressioni prive di irriverenza, quindi non censurabili.
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