luglio 2006


  Non ho mai voluto utilizzare questo blog per fini personali, lo scopo è quello di portare a conoscenza una moltitudine di vicende e di realtà deplorevoli che incutono timore nell’ opinione pubblica perchè scomode per molte persone professionalmente agiate ed intoccabili. In quest’ occasione, però, mi trovo costretto a trattare un argomento con una connotazione personale: una persona mi ha tacciato di ingenuità e di velleità perchè con questo blog dimostro di voler essere il nuovo Masaniello. Al contrario, secondo questa persona, dovrei rendermi più furbo e cercare di tesserarmi per qualche partito politico o, meglio ancora, optare per una drastica e diversa scelta di vita emigrando nel Nord Italia o all’ estero. Con una battuta, vorrei replicare che non ho nessuna intenzione di finire decapitato come l’ eroe popolare napoletano. Oltre ogni facezia, poi, mi sento di dire che inorridisco di fronte a simile ignoranza ! Lo stato di deprivazione economica e culturale vissuta dai giovani italiani, da tutti i Masaniello che vogliono ribellarsi alle ingiustizie ed alle angherie, è figlio di questo modo di pensare esclusivistico ed egoistico che pervade l’ intelletto di molti individui. Le logiche utilizzate da questi “signori” sono quelle che alimentano il clientelismo, l’ accrescimento dello sfruttamento e la riacutizzazione della crisi occupazionale. Questa ignoranza va debellata ! La furbizia invocata da questa persona è deleteria per la collettività: gratifica inizialmente chi ne è destinatario ma poi si abbatte come una mannaia per privilegiare la ”dannata”, estemporanea fortuna di un altro. Un simile contorto teorema  comporta che la fortuna di uno, o di pochi, miete numerose vittime, cioè i molti, gli onesti, coloro che si impegnano per creare delle condizioni occupazionali e di vita migliori, gli altruisti, quelli attaccati al lato emotivo della dignità lavorativa invece che alla spasmodica ricerca del denaro proveniente dallo sfruttamento e dalla negazione dei diritti. Inoltre, ognuno di noi è una risorsa per la propria terra, l’ abbandono e la fuga impoveriscono il territorio nel quale siamo cresciuti. Dobbiamo migliorare le zone cosiddette depresse non con l’ assistenzialismo foraggiatore di truffe e di sperperi economici, dobbiamo, al contrario, impegnarci per rivalutarle e per partecipare alla spinta propulsiva che altre regioni apportano al motore-Italia. Chicchessia potrà considerarci come dei Masaniello, ma noi non siamo spinti da ardori violenti, la nostra rivoluzione è quella culturale e sociale. Non ambiamo ad assurgere al ruolo di eroi popolari, ci basta poter rivendicare i nostri diritti.
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    Invito tutti gli “innominabili” (disoccupati, precari, lavoratori in nero, sottopagati e sfruttati) a sottoscrivere questa e-mail e spedirla alla redazione del nuovo programma di MIchele Santoro all’ indirizzo annozero@rai.it Facciamoci sentire.   Gentile Redazione Siamo un movimento nato attraverso internet e vorremmo contribuire con il nostro impegno a rendere più giusta la nostra società. Una società in cui governano le lobbies, in cui sono risorte le corporazioni e il privilegio familiare ha sostituito lo Stato di diritto. In cui i giovani vengono esclusi sistematicamente da posizioni decisionali importanti e spesso dal mondo del lavoro.Relegati a ricoprire il ruolo di intimoriti innominabili, umiliati ed offesi da condizioni e trattamenti lavorativi infamanti, costretti a sottacere angherie e vessazioni solo per mantenere un misero e spersonalizzante rapporto di lavoro basato su una sigla: CO.CO.PRO. Eppure abbiamo studiato, abbiamo lottato, ci siamo conquistati un piccolo spazio sgomitando, nonostante le innumerevoli vessazioni ai nostri danni. Ci hanno sempre insegnato che l’ impegno, la costanza e l’ abnegazione avrebbero condotto la nostra esistenza sui binari della gratificazione e della realizzazione professionale e morale. Oggi possiamo constatare che tutte queste sono state parole vane ed illusorie. L’Italia avrebbe bisogno del nostro contributo e della nostra competenza, l’Italia ha bisogno di idee e la classe politica contemporanea le ha esaurite. La televisione ha dato troppo spesso un’immagine alterata della nostra generazione, delegittimandola, noi siamo qualcos’altro, abbiamo diritto ad avere un ruolo importante nella nostra società, siamo il futuro, ma in questo sistema qualcuno di noi sta diventando vecchio senza essere mai stato adulto. Per questo avremmo il piacere di partecipare, come movimento, alla vostra nuova trasmissione, per testimoniare l’esistenza di una realtà giovanile diversa e per portare nuove idee. Le nostre discussioni si svolgono prevalentemente su alcuni blog quali, www.storiedilavoro.it/, www.bloggers.it/movimentolaureati/, www.generazione1000.com/, http://precarichefare.altervista.org/, ed in altri spazi del web in cui chi lo desidera apporta il proprio contributo. Vogliamo essere i protagonisti del nostro presente e del futuro di tutti. Avvertiamo la necessità di essere ascoltati per contribuire alla realizzazione del bene comune, dateci questa possibilità. Grazie.
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Stiamo perdendo l’ originalita’. In tutto. In ogni settore. L’ Italia, in passato fucina di ingegni, attività artistiche, culturali, sociali, terra di lungimiranti statisti e studiosi della scienza politica, oggi, non più competitiva, si è messa a copiare le idee ed i progetti elaborati e realizzati in altre nazioni. Un pot-pourri di leggi ricavate da accozzaglie di altre leggi.  Una sbirciatina oltralpe e si ricavano norme per regolamentare i trasporti e le opere pubbliche; un’ occhiatina in terra renana e ne discendono idee bislacche per riformare il sistema elettorale: cancellierato, grosse coalition, riforme scolastiche; dalla Gran Bretagna arrivano venti riformatori per sostenere il premierato, lo sbarramento, le forti leggi economiche….. magari anche la camera dei Lords, il mostro di lochness ed il the delle 5 obbligatorio in ogni azienda ed in ogni pubblica amministrazione… Sta nascendo nel nostro Paese la politica del copia-incolla. Le leggi ormai si ricavano prendendo spunto da quelle già esistenti in altre nazioni e continenti. Guardiamo con ammirazione alle politiche sociali dei nostri “alleati” europei e rimaniamo addirittura sbigottiti di fronte le riforme altamente democratiche statunitensi senza riflettere sul sostrato culturale e sociale da cui nascono certe politiche. Una più accurata riflessione su quelli che sono i necessari ed urgenti interventi legislativi da realizzare in Italia, utilizzando l’ originalità che ci ha contraddistinto in passato, porterebbe ad una rivalutazione delle nostre potenzialità, dei nostri progetti e delle nostre politiche, ovvero a delle condizioni di vita migliori per tutti noi. Le nostre menti, quelle innovative e geniali di noi giovani, vanno utilizzate per creare, non per copiare.
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