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Spesso i precari, NOI precari, ricopriamo non solo uno status sociale biasimevole, ma siamo anche la bandiera del lassismo e dell’ indifferenza. Questo, naturalmente, a detta dei detentori del potere economico, dei ricattatori professionali e, purtroppo, di molti lavoratori che hanno conquistato il “posto fisso”, magari immeritatamente. La generazione dei precari, al contrario, è quella formata da [...]
Spesso i precari, NOI precari, ricopriamo non solo uno
status sociale biasimevole, ma siamo anche la bandiera del lassismo e dell’ indifferenza.
Questo, naturalmente, a detta dei detentori del potere economico, dei ricattatori professionali e, purtroppo, di molti lavoratori che hanno conquistato il “posto fisso”, magari immeritatamente.
La
generazione dei precari, al contrario, è quella formata da giovani volenterosi, quelli che cioè vogliono cambiare la bieca realtà senza ricorrere alla violenza, con le
armi innocue del dialogo, della ricerca del confronto, delle iniziative pacifiche, della partecipazione e dell’ azione comune e concertata per arginare i mali generazionali.
Questi sono i giovani altruisti. Persone come Paolo (
www.bloggers.it) , Sonia (
precarichefare.altervista.org), Antonio (
generazione1000.com), il sottoscritto e come molti altri precari dediti a migliorare un mondo oppressivo che pretende di
castrare la dignità dei lavoratori.
Siamo giovani e vogliamo agire. Nessuno ci svillaneggi per giustificare le proprie colpe.
{lang: ‘it’}
giugno 29th, 2006 at 15:51
Io sono ottimista, sono sicuro che ce la faremo, dobbiamo soltanto avere la forza di rimanere uniti…