dom 18 giu 2006
La Costituzione Italiana, la Carta fondamentale, è formata dai cosiddetti principi ispiratori dell’ azione dei pubblici poteri. Questi poteri devono individuare e quindi attuare i diritti fondamentali dei cittadini e, in particolar modo, di quelli, i lavoratori, meritevoli di specifiche garanzie e tutele. La Costituzione stessa e le leggi successive al 1948, sulla scia dell’ attuazione di [...]
La Costituzione Italiana, la Carta fondamentale, è formata dai cosiddetti principi ispiratori dell’ azione dei pubblici poteri.
Questi poteri devono individuare e quindi attuare i diritti fondamentali dei cittadini e, in particolar modo, di quelli, i lavoratori, meritevoli di specifiche garanzie e tutele.
La Costituzione stessa e le leggi successive al 1948, sulla scia dell’ attuazione di una legislazione ispirata al bene comune, hanno avuto come elemento distintivo il lavoro: nel decennio 1960/’70 sono state emanate le leggi contenenti il divieto di licenziamento delle lavoratrici per causa di matrimonio; la giusta causa nei licenziamenti individuali; lo statuto dei diritti dei lavoratori del 1970; la tutela del lavoro minorile; la tutela dei lavoratori licenziati per motivi politici e sindacali.
Io personalmente conosco decine e decine di persone che non hanno mai potuto appellarsi a queste garanzie personali.
Queste leggi sono state e vengono quotidianamente contravvenute e violate.
L’ intero comparto costituzionale dedicato alla tutela dei deritti dei lavoratori, della popolazione, dell’ individuo in quanto entità morale da rispettare, va totalmente rivisto.
Vorrei lanciare un’ iniziativa: lo statuto dei diritti dei lavoratori è divenuto inattuale e privo di fondamenti ideologici e sociali; sono cambiate le politiche del lavoro, le tecniche produttive, la somministrazione stessa del lavoro è stata completamente stravolta e snaturata, il sistema contributivo e pensionistico ha subito forti scossoni, il lavoro è un autentico miraggio, ed allora questo fantomatico baluardo dei lavoratori deve essere necessariamente ricostituito.
Propongo a tutti i lettori di questo blog di contribuire, con semplici idee o proposte, alla scrittura dello Statuto degli Innominabili (i non-lavoratori), per riadattare il ruolo del lavoratore italiano ai dettami del mondo del lavoro odierno.

giugno 18th, 2006 at 15:16
Lo statuto dei lavoratori va riscritto, senza ipocrisie, per fornire una tutela concreta e lasciare da parte ipergarantismi che si rivelano solanto nocivi…