sab 29 apr 2006
E’ mia convinzione che la vittoria, o la sconfitta, di uno dei due grandi schieramenti partitici alle ultime elezioni politiche italiane, sia scaturita dalle modalità, dall’ impegno e dall’ autorevolezza con cui, almeno nelle parole propagandistiche, si è affrontato il tema del lavoro. L’ alta affluenza alle urne è indicativa della cospicua partecipazione di noi giovani ad un appuntamento non solo elettorale, ma anche illusoriamente modificativo e migliorativo del mondo del lavoro. Ho sentito le testimonianze di molti tardo-adolescenti (25-30enni) che giustificavano il loro voto in base alla forza persuasiva dei due leaders durante la campagna elettorale, allorquando “profetizzavano” e si impegnavano a compiere rivoluzioni epocali per uscire dal tunnel della disoccupazione e del lavoro precario. Il fenomeno che ne è derivato non è quello di un’ Italia divisa in due perchè l’ intero elettorato si è dimostrato in uno stao confusionale: il dato elettorale è sinonimo di una netta ed apodittica scelta della popolazione, mentre le indecisioni ed i dubbi sono afferenti ad una classe politica impreparata e disorganizzata nell’ affrontare argomenti delicati come quelli attinenti alle urgenti riforme che occorre apportare alla Legge Biagi/n° 30 per ridare dignità ai lavoratori. Uno dei precipui intenti del nuovo Governo dovrebbe essere quello di creare quell’ amalgama necessaria per programmare e per implementare le politiche sociali fondamentali per rendere l’ intera popolazione italiana compartecipe del bene, essenzialmente economico, dell’ intero Paese. Purtroppo anche le più ortodosse scelte istituzionali come l’ elezione dei presidenti di Camera e Senato, materialmente farraginose ma ideologiacamente agevoli, per lo meno nella scelta, paventano delle difficoltà nella gestione governativa e politica della Nazione. Intanto i giovani aspettano, aspettano, aspettano, aspettano…….e sperano, sperano, sperano………
maggio 4th, 2006 at 07:45
Scusa, ma sei proprio sicuro che Prodi, Bertinotti, Rutelli, Fassino, ecc… ti creino dei nuovi posti di lavoro dignitosi, con sicurezze, ecc…
Lo sai che il cosidetto LAVORO INTERINALE non fu partorito da un governo di destra, bensì da un GOVERNO DI SINISTRA?
Che differenza c’è fra un lavoro a TERMINE e uno INTERINALE? Non scadono entrambi?
maggio 6th, 2006 at 10:59
Cara Francesca, anzitutto ti ringrazio per aver scritto su questo blog. Ogni testimonianza, apporto o considerazione personale, anche antitetica con le mie opinioni, è sempre ben accetta.
Non ho mai pensato che alcuni esponenti di partito, come quelli da te indicati, abbiano il potere esclusivo di creare o “darmi” il posto di lavoro: non è una regia concessione e non devono dare a me il lavoro, bensì creare le condizioni affinchè i giovani non siano mortificati a causa del precariato e della disoccupazione.
Spero e credo che l’ attuale classe politica, se riuscirà e se vorrà governare per il bene comune, possa intervenire applicando correttamente le politiche sociali e del lavoro già previste con il “pacchetto Treu”, non per precarizzare ma per ottimizzare la flessibilità. Ho già espresso questo pensiero nel post intitolato “ATIPICI”, ti consiglio di leggerlo.
Cordialmente.
Raffaello.