lun 3 apr 2006
(E. Munch: “La Disperazione”) Pubblico la testimonianza di una ragazza laureata del Sud: Sono nata nel Salento (prov. di Lecce) ma cresciuta in Lombardia xkè figlia di laureati del sud emigrati al nord x lavoro. Dopo 14 anni l’amore x questa terra ha avuto il sopravvento e così siamo ritornati nel salento. cinque dopo a partire [...]
(E. Munch: “La Disperazione”)
Pubblico la testimonianza di una ragazza laureata del Sud:
Sono nata nel Salento (prov. di Lecce) ma cresciuta in Lombardia xkè figlia di laureati del sud emigrati al nord x lavoro.
Dopo 14 anni l’amore x questa terra ha avuto il sopravvento e così siamo ritornati nel salento.
cinque dopo a partire sn stata io: e ho scelto Bologna,per i miei studi universitari: una città che mi ha dato tanto. con me,una valigia piena di sogni e ambizioni
invece….
4 anni dopo mi laureo ed entro di diritto in quello che chiamo
l’”esercito dei disperati”ossia dei giovani laureati che come me cercano,cercano e provano di tutto,si accontentano,sopportano, piangono e alle volte esplodono….
siamo tanti e me ne rendo conto ogni volta che tento una selezione, un colloquio e mi ritrovo a sentire storie che sembrano uguali anche se appartengono a giovani che vengono da posti diversi dell’Italia.
nell’”esercito”mi sono arruolata 2anni e mezzo fa quando,a soli 23anni,credevo che con una laurea in mano mi si aprissero chissà quante porte.. macchè, le porte mi sono state sbattute in faccia non so + quante volte su è giù x l’ Italia. le solite cose “lei è troppo giovane”,”non ha sufficiente esperienza”(quando dovevo acquisirla se fino a 23anni avevo fatto un tour de force x laurearmi in tempo?)”ma lei a 23anni ha ancora voglia di studiare?”(ma perchè, allora sto facendo un colloquio x un master??)
il primo lavoro: telemarketing x una nota compagnia assicurativa a 400euro al mese x sopravvivere a Bologna,x dar fastidio alla gente, ma dovevo pur iniziare a lavorare, fare esperienza…in realtà ho imparato poco e sn stata umiliata molto….ci mandavano in giro allo sbaraglio l’importante era fare budget e se non ci riuscivi scattava il mobbing:quello pesante!tutto questo x 6mesi. poi ho mollato ho mollato anche Bologna, la città dove avevo studiato ormai satura sul fronte occupazionale…
Appena tornata in Puglia ho fatto un’esperienza drammatica: il lavoro sembrava stimolante e compatibile con le mie ambizioni. mi avevano scelta xkè avevo fatto esperienza fuori e quindi maturato un forma mentis diversa da chi nasce e muore in questa terra senza “aprirsi” .un po’ come loro che si sentivano “moderni”x il fatto di avere vissuto a Milano. ma di “moderno” ho visto ben poco..il mio capo era un uomo dell’800 seduto dietro una scrivania lontano anni luce da un pc e da una rete!la moglie mi comandava a bacchetta ignorando le più basilari regole motivazionali.x me erano i primi giorni,ero bombardata da 1000input al secondo e ogni minimo errore era una tragedia!avevano capito che ero emotiva (ma chiunque i primi giorni di lavoro un po’ teso e impacciato lo è) e piuttosto che mettermi a mio agio e creare un buon clima organizzativo mi pressavano e facevano sentire incapace. mi hanno detto che ero lenta nell’apprendimento( non credo, ho superato 23 esami in 3anni e mezzo)e
un bel giorno mi hanno dato dell’ignorante x aver scritto incombenza con la zeta……10minuti di rimprovero a porte chiuse (forse x la privacy)
non potevo accettarlo, ho tirato fuori due vocabolari e gli ho sbattuti in faccia alla signora incredula…me ne sono andata a testa alta dopo mille umiliazioni accettate con educazione e rispetto.
Questa è la storia di una ragazza che ha conosciuto il vero mondo del lavoro.
Finché la tolleranza e l’ ignavia caratterizzeranno la realtà lavorativa di molti giovani, laureati e non, solo le nostre storie potranno costituire una barriera posta contro gli abusi e le aggressioni subite nei luoghi di lavoro.

aprile 6th, 2006 at 13:45
Non so più cosa dire. Cosa dobbiamo fare?
Ormai dobbiamo dire addio a tutti i nostri sogni (naturali, anzi biologici) di autonomia e tornare a vivere con mamma e papà, sempre che il loro stipendio lo permetta!
Oppure, ritengo opportuno preparare un nuovo 68, anche prechè i nostri schiavisti sono gli ex 68ini!
ottobre 24th, 2006 at 14:40
Non c’è molto ancora da dire…tutte storie che noi poveri giovani laureati e non viviamo e riviviamo in continuazione.
Storie di umiliazioni psicologiche e moralmente degradanti…ormai siamo un esercito di Laureati allo sbaraglio, senza futuro, senza più sogni.
ottobre 25th, 2006 at 21:00
E’ vero, sono storie che viviamo in continuazione.
Ma se omettiamo di dire la parola “ormai” e la sostituiamo con la parola “giammai”, e se lasciamo che il pericolo del “senza futuro” solleciti la nostra presa di posizione e di rifiuto contro una società ostile, allora i nostri sogni potranno cominciare a rivivere.
Anche la tua voce ed il tuo agire potranno essere determinanti, non arrenderti.
Grazie.
novembre 8th, 2007 at 19:59
Anche io sono Laureato è precisamente in Scienze e Tecnologie Alimentari. Credevo che con questa laurea scientifica le aziende alimentari e farmaceutiche dovevano farsi in 4 x assumermi, ed invece a distanza di 5 anni dal conseguimento della Laurea mi ritrovo a fare il tutto fare in un negozio di salumeria.
I primi anni ho sofferto un po di depressione x tale situazione…mi son sentito come uno che a causa di un incidente stradale perde la capacità di muovere le gambe…….poi la rassegnazione ed ora faccio qualunque lavoro che mi capita con umiltà.
La colpa della disperazione dei laureati non la do al mondo del lavoro…..bensì alle università che si fanno publicità invogliando i giovani a prendersi una laurea, al fine di trovare un ottima occupazione……
In realtà non si trova lavoro…..si diventa vecchi….le ragazze laureate tardano a sposarsi e vanno in menopausa senza avere neanche la fortuna di fare un figlio.
marzo 26th, 2008 at 18:53
Salve,
Siamo un gruppo di studenti universitarii.
Vi scriviamo perché abbiamo bisogno del vostro aiuto.
La storia è abbastanza lunga ma cercheremo di essere brevi e concisi.
Nel 2001 ci siamo iscritti al corso triennale in “Tecnologie dell’istruzione e della comunicazione” (TIC)(classe 14)della “Facoltà di scienze della formazione” presso l’Univerità degli studi di Messina.
Un corso che almeno sul libretto informativo e per quello che ci era stato detto a inizio anno e promesso sembrava davvero interessante e attuale.
Il problema è che si è rivelato tutt’ altro, infatti i docenti insegnavano materie non di loro competenza(chi aveva l’hobby della fotografia insegnava “Storia e critica del linguaggio fotografico” ecc.) oppure accadeva che materie davvero importanti per il nostro corso venivano man mano tolte dal curriculum sostituendole con altre che poco c’entravano con noi.
Ma il problema più grave è che questo corso di laurea si è rivelato davvero una presa in giro, in poche parole non serve a nulla avere questa laurea, questo perché la formula 3+2 è già di per sé una stupidaggine fa perdere più tempo invece che guadagnarlo e poi grazie all’autonomia data alle università è successo che ogni ateneo ha creato indipendentemente corsi di laurea inutili in modo selvaggio e senza nessuna similarità tra le diverse università.
Infatti studenti di stessi corsi universitari ma di atenei diversi non possono accedere alle stesse opportunità.
Inoltre tra le menzogne che ci avevano detto c’era anche l’assicurazione che il corso triennale in TIC ci avrebbe assicurato oltre che a possibilità di lavoro strabilianti anche l’accesso a tutte le specialistiche d’Italia e non solo anche di quelle Europee.
Abbiamo cercato di iscriverci per fare la specialistica in altre facoltà italiane ma nessun ateneo c’ha accettato perché dicevano di non essere “nè carne e né pesce” oppure se potevamo accedere, dovevamo dare fino a 10 materie in più per i debiti formativi che necessariamente avevo, credete forse che ci avrebbero accettato in Europa?
Non pensiamo proprio, ma la storia non è finita.
Infatti la Facoltà di “Scienze della Formazione” dopo varie nostre critiche ha cercato di parare un pò il colpo e ha creato inizialmente una specialistica “Teoria dei linguaggi” (101/s) che non è altro che la brutta copia del brutto corso di laurea triennale TIC e l’anno scorso ha creato “Scienze cognitive” (&3/s).
Molti di noi a questo punto siamo stati “costretti” ad iscriverci proprio in “Scienze Cognitive” sperando in una maggiore serietà e possibilità di migliorare la nostra situazione.
A questo punto lei protrà pensare che la colpa sia nostra perchè ci siamo iscritti noi in Tic, questo è totalmente vero ed e forse uno dei nostri sbagli maggiori, ma non possiamo credere che la nostra vita sia rovinata per questo.
Ritornando a “Scienze Cognitive” dopo insistenti richieste al coordinatore del corso sul tirocinio che per legge si deve fare durante la specialistica e le possibilità di lavoro ci siamo sentiti rispondere le seguenti parole: ‘RESTERETE DISOCCUPATI A VITA PERCHé NON AVETE LA TRIENNALE GIUSTA. IL TIROCINIO? CERCATEVELO VOI!’ ed ancora ‘MA VOI PENSAVATE CHE L’UNIVERSITA’ VI AVREBBE DATO UNA CORSI PREFERENZIALE PER IL MONDO DEL LAVORO? SBAGLIAVATE PERCHE’ E’ GIUSTO CHE LE SOCIETA’ PRENDINO DEL PERSONALE CON ESPERIENZA LAVORATIVA E NON VOI’
Come credete ci possiamo sentire? siamo stati presi in giro nella triennale e ora nella specialistica, dopo promesse varie ci ritroviamo un bel niente.
Dopo aver passato 7 anni di vita a studiare e non avere nulla porta alla depressione e ad non avere voglia di sperare più in nulla.
A questo punto a noi non interessa tutto lo schifo che sta dietro questa Università, se sapeste quante ne abbiamo viste in questi anni, ma ci serve sentire che non siamo stati dimenticati dalle autorità, dallo stato e da tutte quelle persone che abbiamo votato per una giusta Democrazia.
Vogliamo per una volta essere ascoltati per cercare una soluzione! Vi preghiamo col cuore in mano di aiutateci, questo servirà anche per gli altri in modo che non facciano lo stesso errore e rovinarsi la vita.
Vi chiediamo di accendere i riflettori su questo problema perchè sembra proprio che nessuno ci ascolti e veda, siamo come fantasmi nessuno ci dà retta.
In Italia non esistono solo le Università di serie A (Milano, Roma ecc, ma tante altre piccole Università di serie B in cui la situazione è degenerata al controllo dello Stato…
Grazie. Cordiali saluti.
Studenti Depressi
marzo 27th, 2008 at 06:28
Laura, lascia stare quella specialistica, corri via, scappa da quell’università cazzo, già ci hai perso 3 anni. Vai fuori, vai all’estero, vai in spagna o in inghilterra, impara le lingue, impara sul campo, non puoi più perdere altro tempo.
viandante68@hotmail.it
novembre 20th, 2008 at 20:46
Ragazzi, sto lasciando qualche post in altri siti simili.
Detto questo, basta, ARMIAMOCI di voce e presenza e protestiamo nelle piazze.
Io do la mia piena adesione ad iniziative SERIE.
Capite che aspettare non serve. Nessuno ci ascolta.
Rispondete mi raccomando. Organizziamoci.
novembre 21st, 2008 at 09:33
Che schifo l’Italia….sono le risposte che mi sento dire anch’io……non ho la laurea però uno a 23 anni dove fa l’esperienza se nessuno forma i ragazzi???????
giugno 3rd, 2009 at 18:14
Ho 3 figli. Separata. Ex marito che perde il lavoro. Guadagno 1000 euro al mese e ne pago 500 di affitto. Pago anche una finanziaria che feci per campare da 100 euro al mese. Me ne restano 400. Sono alla frutta secca. Ho studiato tanto e oggi siamo alla fame. Mando decine di curriculum al giorno. Come fare? Vivo in Sardegna. Aiuto!!
luglio 28th, 2009 at 23:11
Eppure il diritto al lavoro dovrebbe essere garantito costituzionalmente. E la retribuzione dovrebbe essere tale da garantire al cittadino una esistenza libera e dignitosa. E’ chiaro che tale garanzia non può essere data dai lavoretti che si trovano facilmente da 300 euro al mese…
settembre 3rd, 2009 at 10:51
Anche se un po’ in ritardo rispetto alle vostre esternazioni, non potevo non aggiungermi alla lista di chi ha sperato di poter applicare in un lavoro ciò che per anni ha studiato con impegno, sogni, aspettative, vocaboli che ormai mi sembrano lontani come quel fatidico giorno della laurea tanto atteso(ma per cosa?). Come la ragazza del film di Virzì,”Tutta la vita davanti” e come molti, mi sono laureata con lode in una materia tanto bella quanto inutile agli occhi di tutto il mondo del lavoro. Il mio percorso è andato dalla frequenza di un master super costoso e senza sbocchi(e il mio senso di colpa nei confronti degli sforzi dei miei genitori è la cosa più atroce), alla sfruttamento come stagista no retribuita per due anni, prima in un posto e poi in un altro, e un altro, e un altro ancora. Alla fine sono finita in un call center, unico posto dal contratto quasi decente, dove vengo comandata a bacchetta da supervisor ventenni dei miei stivali che ogni giorno mi fanno riflettere sugli anni sprecati dietro al nulla.”Le mie grandi speranze” sono però completamente naufragate quando mi sono resa conto di non ricordare più ciò che avevo studiato, di non saper più mettere in moto la mente come facevo un tempo.Io vorrei andarmene , ma a 30 anni non ce la faccio a lasciare l’unico lavoro che mi da’ da vivere, anche perché fuori non c’è nulla per me che ho passato i fatidici 25….a parte ovviamente i sempre presenti stage non retribuiti!
settembre 5th, 2009 at 08:38
Sono laureata da 8 anni…ricordarmi quel giorno mi provoca una rabbia atroce…tutti a complimentarsi con me, quanto ero stata brava, che bel futuro che mi aspettava!!!! Oggi ho quasi 33 anni, vivo ancora coi miei – una convivenza forzata ovviamente, che fa soffrire me e loro -, chiedo loro i soldi per mettere benzina alla macchina o se devo andare a spuntarmi i capelli! La mia cameretta, tanto bella e accogliente quando ero bambina, ora mi pare la più soffocante delle gabbie!!!! Vivo in uno stato di pesante depressione: tre anni fa ho sfiorato l’anoressia, ho preso psicofarmaci fino a pochi mesi fa e continuo comunque ad essere seguita da una psicologa (pagata dai miei genitori, ovviamente!). Ho un fidanzato anche lui laureato e disoccupato, anche lui ancora a carico dei propri genitori!!!! Noi vorremo vivere insieme, prenderci un cane, magari fare un figlio…invece la frustrazione, l’umiliazione e il disgusto per ciò che ci circonda sta distruggendo le nostre vite! I pochi lavori che ho svolto in questi anni mi hanno fatto sperimentare lo sfruttamento, il mobbing, la cattiveria di chi sa che tu sei disperato e che, pur di mantenere quello schifo di lavoro, sei pronto a strisciare!!!….Se ti ribelli, se decidi di valere qualcosa, allora hai finito, qualche altro disgraziato disposto a farsi calpestare ed umiliare per pochi euro sarà pronto a prendere il tuo posto! E che dire invece dei vari corsi e master post-universitari? Ho fatto anche quelli…i miei genitori hanno per l’ennesima volta sborsato i soldi della speranza…e invece? Altro denaro sprecato, altro studio inutile, altro titolo da infilare nel CV destinato a “fare numero”! E nel frattempo passano gli anni, sono sempre più triste, mi isolo sempre di più, mi chiedo perchè mi stia capitando tutto questo… Poi penso, ma se prima o poi mi potessi permettere di fare un bambino, vorrei che vivesse in questo mondo?
dicembre 5th, 2009 at 17:03
cara manuela, non sai quanto ti capisco.. io sono fidanzata da quattro anni.. io ho un lavoro full-time da 650 al mese… (laovor dieci ore al giorno).. e sono laureata…
il mio fidanzato è disoccupato.. anche lui laureato..
ma dove andiamo????
oltretutto i miei genitori (che sono quello che sono)lo odiano perchè pensano che sia un fannullone.. sai quelli della loro età erano abituati a prendere il diploma e il giorno dopo finire a lavorare in banca.. oppure si trovavano a rifiutare colloqui di lavoro..
cmq tutte le sere mi ritrovo nella mia stanzetta a piangere e a pensare che non riuscirò mai ad avere una mia famiglia.. ad avere dei figli.. niente di niente..
e per colpa di chi? per colpa della generazione prima di noi che non ha fatto altro che mangiare, mangiare, arraffare, occupare posti di lavoro senza poi fare un cazzo dalla mattina alla sera…
e poi mi devo ancora sentir dire “ma cara il posto fisso al giorno d’oggi non esiste più.. ma cosa vuoi?” e da chi? da persone che hanno il posto fisso e non fanno un cazzo dalla mattina alla sera magari in amministrazioni comunali o enti pubblici..
oppure da persone che sono state raccomandate da politici locali e sono emeriti deficienti.. in barba a tutti gli elementi validi che purtroppo non vedono un futuro se non fuori dall’italia..
dicembre 9th, 2009 at 12:05
Ragazzi siete fantastici.
Ora aggiungo una storia un po’ diversa. Perché non sono “giovane” come voi.
Ho 45 anni, laureato ingegnere.
Dopo la laurea ho fatto un po’ fatica a trovare lavoro. Diciamo tre mesi, poi una supplenza annuale nella scuola. Sono andato avanti quattro anni. Mica male!!! Allora non mi bastava. Sono entrato in una azienda e fatto carriera. Fino ad un posto di responsabilità diciamo 2500Euro netti mese.
Ora che tutti vorreste sputarmi in faccia vi dico cosa succede.
Ovviamente la azienda dove lavoro “delocalizza”.
Io sono fuori.
Bene, cerco lavoro, c’ho un’esperienza della Madonna. Che problema c’è?
Il problema è che il mondo di fuori è quello che raccontate voi. Non ci sono lavori se non sottopagati. E neanche quelli.
Il futuro non c’è più, c’è solo il presente. Sto cominciando a cercare lavoro nascondendo i titoli e l’esperienza, forse troverò qualcosa. Perché così come sono non mi prendono né in un call centre né in una salumeria. Ma neanche altrove.
maggio 11th, 2010 at 09:33
…e a tutto questo aggiungo che siamo stanchi di dover sentire che non abbiamo voglia di lavorare!!! Come si esce da un circolo vizioso? Intendo quello per cui un laureato o un diplomato che sia e’ costretto a “vendersi” per un lavoro (se lo trova) da schiavisti a poche centinaia di euro al mese per necessita’? Semplice, non si esce.Diventa una guerra di sopravvivenza e chi ruba o mente va avanti, chi fa l’onesto se lo prende in quel posto. Rassegnamoci che l’Italia fara’ una brutta fine, ormai risolvere una situazione del genere e’ pressocche’ impossibile. i datori di lavoro cercano manovalanza a buon prezzo, noi siamo troppi e disperati, e loro la trovano. Ma prima o poi…DOVRANNO PURE SCHIATTARE STI VECCHI MALEDETTI NO? e quindi una piccola speranza che vengano rimpiazzati da giovani con un minimo di COSCIENZA c’e'! Io personalmente conosco amici che, se avessi un’azienda e ne fossi il titolare, farei lavorare ad occhi chiusi tanto riconosco le loro qualita’. Eppure mi tocca vederli, come me, a spasso ad elemosinare pochi euro. Ma forse dobbiamo fare come quell’Omar di novi ligure, al quale dopo soli 10 anni di carcere per gli orrendi omicidi commessi, e’ uscito e gli hanno dato pure un lavoro ben remunerato. Ragazzi…che schifo sto’ paese…che schifo…
agosto 30th, 2010 at 14:18
Ragazzi sono di Como, laureata a Milano e non vi dico in cosa perchè mi vergogno: vi dico solo in una materia scientifica. Stage post laurea: mobbing; ricerca universitaria: ho capito come si muovono i “baroni universitari” nell’inventarsi sempre corsi nuovi (v.discorso del gruppo di studenti depressi: le cose funzionano così anche a Milano e ci sono passata anch’io!). Poi ho cercato lavoretti co.co.co in altri campi per guadagnare qualcosa per il futuro. Ora sono disoccupata. Bistratta per il mio titolo. Ho dovuto prendermi un secondo diploma (mi sto riciclando)mentre lavoravo (rischiando di farmi lasciare dal ragazzo)e ora sono qui…all’età di 27 anni senza mai aver avuto un contratto fisso, a cercare..pensando alla scelta universitaria sbagliata che mi ha rovinato la vita(anche se la Facoltà sembrava prestigiosa e se ho sofferto per finire tutto nei tempi, con un padre allora disoccupato). Ogni tanto di sera mi arriva il solito senso di colpa che mi attanaglia..
gennaio 31st, 2011 at 05:17
Vi tengo a tutti sul cuore io dopo tanti anni fatti fuori per lavoro per un puo’ darsi che qualcosa sia cambiato mi sono ritrovato senza lavoro alla bella eta’ di 57 anni dopo che per sopperire alla mancanza di lavoro avevo aperto una impresa edile rimasto truffato da noti personaggi politici sono stato costreto alla chiusura e non solo ho dovuto e sto’ ancora pagando tutti i danni che altri mi hanno creato tanto che per i pm. sono solo semplici inadeguamenti contrattuali pensate che mi hanno archiviato una querela di parte per truffa ed associazione a delinquere. quindi questo sud e’ cosi non abbiamo nesuna possibilita’ di rivalsa siamo solo tartassati. Dove’ finito lo stato di diritto quando ci sono solo doveri da assolvere senza lavoro?
gennaio 31st, 2011 at 05:18
dimenticavo sono di pescara