mer 22 mar 2006
In Italia il lavoro c’è ! Ne siamo convinti ? Sicuri sicuri ? Ma come no? Lo dicono i numeri.
Certo. L’ Istat afferma che nel 2005, l’ occupazione in Italia è salita. Ma, dettaglio irrilevante (sic !), il Sud arretra ed arranca. Si sta verificando nell’ economia occupazionale del nostro paese un fenomeno noto ai geologi: il saliscendi dei fiumi carsici, che un po’ si vedono ed un po’ no, salgono in superficie (Nord) e poi si inabissano sotto terra (Sud). Allora, il lavoro in Italia c’ è indiscutibilmente, però è tutto concentrato nel Nord.
I dati confermano una crescita occupazionale, nel Settentrione, pari a 158 mila posti di lavoro, cioè un incremento dello 0,7%, mentre il Mezzogiorno rimane un’ area geografica avulsa dal resto della penisola poiché ricopre il ruolo di fanalino di coda con i suoi 20 mila posti di lavoro in meno rispetto all’ anno scorso. Logica deduzione, quindi, che in Italia il lavoro non è una chimera, peccato che sia appannaggio soltanto di chi abita al di là del Po. Poverini noi meridionali, sempre relegati a risiedere in luoghi considerati la zavorra della Nazione, vittime del lavoro nero, sottopagato o non pagato, abulici, pigri ed ormai rassegnati.
Uno dei precipui desideri dei meridionali è quello di essere considerati come un tutt’ uno con il resto dell’ Italia: bisogna mirare ad eliminare le distinzioni tra Nord e Sud incominciando dall’ annullamento di quei fattori economici e sociali di discriminazione che rendono il Sud un territorio non egualmente competitivo, nonostante la necessità e la volontà che esso ha di progredire economicamente e culturalmente.
L’ Italia è un paese democratico che ripudia l’ emarginazione ed il vittimismo.
Non rassegnamoci !
