gio 16 mar 2006
“Storiedilavoro” nasce con l’ intento di essere non un semplice blog, ma il luogo della dialettica virtuale frutto delle testimonianze dirette, o anche riflesse, di chi è alla ricerca di un lavoro, di chi subisce una particolare posizione lavorativa, di chi vede quotidianamente calpestata la propria dignità perchè privo delle garanzie basilari ed essenziali sottese nello status di lavoratore, di chi associa la parola lavoro all’ idea dello sfruttamento e della spersonalizzazione, di quanti hanno costantemente ed immotivatamente rapporti conflittuali con datori o colleghi di lavoro.
Racconti, dunque, di esperienze professionali, storie di abusi e soprusi vissuti nell’ espletamento di ciò che dovrebbe gratificare l’ impegno fisico ed intellettuale, deliziare lo spirito e la personalità del lavoratore, quest’ ultimo esemplare ormai sulla scia dell’ estinzione, e sollecitare un approccio volitivo alla ricerca di stimoli adeguati per una crescita professionale.
Per una sorta di omertà e per il diffuso ma condivisibile timore di perdere il posto di lavoro, ognuno di noi ha dovuto sottacere rivendicazioni di diritti statutari, lamentele che riguardavano condizioni miserevoli di lavoro, prevaricazioni psicologiche ed angherie di vario genere (mobbing), situazioni di lavoro nero e sottopagato.
E’ arrivato il momento di dire basta!
Abbiamo una grande risorsa e una potente “arma” per combattere ciò che non è più una situazione marginale ed estemporanea, bensì una imperitura condizione di precariato e di inadeguatezza lavorativa, ben radicata e che sta prendendo il sopravvento sulle forme di lavoro sinonimo di garanzia di diritti, di tutela dell’ individuo e di realizzazione personale.
Tale “arma” è la parola, uno strumento multiforme da utilizzare con toni pacifici e con modi pacati, tendente a manifestare il nostro dissenso di fronte all’ assenza di politiche eque e di strumenti attuativi per il compimento di interventi migliorativi nel mondo del lavoro.
Libere parole, pertanto, espresse con rispetto, educazione e profondo senso civico.
Con le nostre testimonianze, senza disfattismo generalizzato, potremo rivelare le reali condizioni di vita lavorativa e le effettive situazioni vessatorie che bisogna tollerare nei vari ambienti occupazionali, dalla pubblica amministrazione alle aziende private, perchè spesso il dipendente è succube delle angherie perpetrate, dai superiori gerarchici, dai detentori del destino economico delle altrui vite, dai “padroni” tout court.
L’ intera nostra esistenza ha come fulcro il tanto agognato posto di lavoro.
Si potrebbe dire che il lavoro è vita e senza di esso ci si arrende ad una realtà fatta di afflizioni, di paure, di sconforto, di fallimenti, di depressioni, di rinunce e di impossibilità onnicomprensive.
Pertanto, questo blog è stato creato con l’ ambizione di far conoscere il vissuto e le esperienze di ogni persona meritevole di avere e di esigere un trattamento umano, dignitoso e lusinghiero in quanto lavoratore; solo attraverso le vostre testimonianze si potrà dimostrare che il mondo del lavoro non è una realtà idilliaca, come invece sostengono coloro che pur legiferando in materia mancano di vigilare e di intervenire laddove forme illegali di lavoro costituiscono ormai una prassi consolidata.
Tutti i lavoratori, sommersi o in regola, tutti i disoccupati, tutte le persone che hanno fronteggiato condizioni deprecabili di lavoro potranno apportare le impressioni e le testimonianze che riguardano le loro esperienze negative.
Facciamoci sentire, divulghiamo le nostre paure per un futuro senza lavoro, denunciamo le situazioni dure e difficili, l’ arretratezza culturale che pervade industrie ed uffici.
Narriamo le scomode vicissitudini che appartengono al vissuto lavorativo, costituito da stipendi penosi, da maltrattamenti irragionevoli, da mortificazioni, da privazioni di diritti sindacali, assistenziali e contributivi, insomma, rivendichiamo la nostra rispettabilità in quanto compartecipi allo sviluppo economico della Nazione.
Abbiamo subìto e taciuto abbastanza, ora ci dovranno ascoltare!
A quanti intenderanno sostenere questa nostra iniziativa, vorrei ricordare che non sono ammesse né consentite esternazioni volgari, turpi, blasfeme ed oltraggiose a persone o ad istituzioni, pertanto vi prego di diffondere il vostro pensiero attraverso espressioni prive di irriverenza e non censurabili.

marzo 20th, 2006 at 15:26
Gentili amici,
non voglio annoiarVi con la mia, probabilmente solita, storia di disoccupato.
Sono due anni che cerco lavoro. Sono laureato, ma già dai tempi dell’Università ero pronto a svolgere anche un lavoro tradizionalmente ritenuto non rispecchiante il titolo di studio, come, ad esempio, cameriere e operaio.
Affacciatomi al mercato del lavoro, mi torvo davanti il trionfo della disoccupazione e del precariato!
Come operaio non ti prendono perchè sei laureato, rompi troppo i c……i e un immigrato conviene sempre! Lavori per la mia laurea? Non ce ne sono (la mia è una laurea molto poco spendibile sul mercato), a meno che non si tratti di telemarketing.
E’ questa, ritengo, la strategia commerciale di aziende criminali che non hanno il coraggio di esporre i propri prodotti, molto probabilmente di bassa qualità, in un negozio!
Oltre al danno la beffa! e’ di pochi giorni che mi è arrivata notizia di un buon lavoro ma… a 150 km dalla mia città!
Ebbene, scusatemi, Vi chiedo perdono, ma IO NON CI ANDRO’, mai permetterò che il lavoro controlli la mia esistenza! Il lavoro, o meglio la sua mancanza, mi ha già fatto inc….re per due anni, non permetterò che lo faccia ancora!
Tanti saluti!
aprile 2nd, 2006 at 20:02
ciao Raffaello, ho seguito la tua storia su Salento d’amare e mi ha colpita xkè molto simile alla mia.
sn nata nel salento ma cresciuta in lombardia xkè figlia di laureati del sud emigrati al nord x lavoro.
ma dopo 14eanni l’amore x questa terra ha avuto il sopravvento e così siamo ritornati nel salento.
cinque dopo a partire sn stata io: e ho scelto Bologna,per i miei studi universitari: una città che mi ha dato tanto. con me,una valigia piena di sogni e ambizioni
invece….
4anni dopo mi laureao ed entro di diritto in quello che chiamo
l’”esercito dei disperati”ossia dei giovani laureati ke come me cercano,cercano e provano di tutto,si accontentano,sopportano, piangono e alle volte esplodono….
siamo tanti e me ne rendo conto ogni volta che tento una selezione, un colloquio e mi ritovo sentire storie che sembrano uguali anche se appartengono a giovani che vengono da posti diversi dell’Italia.
nell’”esercito”mi sn arruolata 2anni e mezzo fa quando,a soli 23anni,credevo ke cn una laurea in mano mi si aprissero chissà quante porte..macchè…le porte mi sn state sbattutte in faccia nn so +quante volte su è giù xItalia.le solite cose “lei è troppo giovane”,”nn ha sufficiente esperienza”(quando dovevo acquisirla se fino a 23anni avevo fatto un tour de force xlaurearmi in tempo?)”ma lei a 23anni ha ancora voglia di studiare?”(e xkè allora sto facendo UNcolloquio x un master??)
il primo lavoro:telemarketing x una nota compagnia assicurativa..400euro al mese x sopravvivere a Bologna,x dar fastidio alla gente e talvolta anke x imbrogliare..ma dovevo pur iniziare a lavorare, fare esperienza…in realtà ho imparato poco e sn stata umiliata molto….ci mandavano in giro allo sbaraglio l’importante era fare budjet e se nn ci riuscivi..scattava il mobbing:quello pesante!tutto questox6mesi.poi ho mollato…ho mollato anke Bologna, la città dove avevo studiato ormai satura sul fronte occupazionale…
appena tornata in puglia ho fatto un’esperienza drammatica una nota casa discografica con sede nel salento…
il lavoro sembrava stimolante e compatibile con le mie ambizioni. mi avevano scelta xkè avevo fatto esperienza fuori e quindi maturato un forma mentis diversa da chi nasce e muore in questa terra senza “aprirsi” .un po’ come loro che si sentivano “moderni”x il fatto di avere vissuto a Milano. ma di “moderno” ho visto ben poco..il mio capo era un uomo dell’800 seduto dietro una scrivania lontano anni luce da un pc e da una rete!la moglie mi comandava a bacchetta ignorando le più basilari regole motivazionali.x me erano i primi giorni,ero bombardata da 1000input al secondo e ogni minimo errore era una tragedia!avevano capito che ero emotiva (ma chiunque i primi giorni di lavoro un po’ teso e impacciato è)e piuttosto che mettermi a mio agio e creare un buon clima organizzativo mi pressavano e facevano sentire incapace.mi hanno detto che ero lenta nell’apprendimento( nn credo, ho superato 23 esami in 3anni e mezzo)e
un bel giorno mi hanno dato dell’ignorante x aver scritto incombenza con la zeta……10minuti di rimprovero a porte chiuse(forse x la privacy)
nn potevo accettarlo, ho tirato fuori due vocabolari e gli ho sbattutti in faccia alla signora incredula…me ne sono andata a testa alta dopo mille umiliazioni accettate con educazione e rispetto….
oggi sono una praticante soddisfatta xkè,nnostante gli aspetti discutibilissimi del praticantato,lavoro in un ambiente sereno,imparo e vivo in questa terra bellissima.
Tornare è stata una mia scelta, nn so se definitiva..la valigia è sempre pronta dietro la porta..la prospettiva di un lavoro retribuito anke se lontano da casa nn mi spaventa.amo questa terra ma sn pronta a partire xkè penso che il salento abbia bisogno di giovani coraggiosi pronti a fare esperienza fuori per poi xò tornarvi e arricchirla.
ovvio se trovassi qui il lavoro sarei la donna più felice del mondo.
nel periodo in cui ho lavorato a Bologna ho capito che per vivere in un posto paradisiaco cm questo potrei mettere da parte anche le mie ambizioni.
sogno un lavoro appagante per me e x i tanti dell’esercito, sogno una società MERITOCRATICA e un riscatto x questa terra che tanto può offrire….,